24.3694 · Interpellanza · 2024-06-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale di meteorologia, la Svizzera ha registrato un aumento della temperatura di 2,8 gradi dall’era preindustriale. Si tratta di un aumento della temperatura superiore ai 2 gradi ipotizzati in precedenza. Quello che nel 2018 era solo uno scenario estremo è oggi diventato uno medio e realistico, con una frequenza maggiore di eventi meteorologici estremi come ondate di calore, precipitazioni intense ed estati secche. Per esempio, la Svizzera settentrionale ha registrato temperature vicine ai 40 gradi in agosto e uno dei mesi di giugno più secchi da sempre. Secondo MeteoSvizzera, nei prossimi 25 anni la temperatura globale aumenterà di altri 2,5–3 gradi, portando a un riscaldamento in Svizzera di 4–5 gradi a causa del più forte aumento delle temperature sulla terraferma. Quello che nel 2018 era considerato uno scenario estremo è ora diventato uno medio e realistico. Si prevedono ondate di calore ed eventi meteorologici estremi ancora più intensi rispetto a quelli ipotizzati nello scenario medio.
1. Il Consiglio federale è al corrente degli ultimi sviluppi riguardanti l’aumento delle temperature in Svizzera?
2. Come risponde il Consiglio federale a queste notizie allarmanti?
3. In che modo il Consiglio federale protegge la popolazione svizzera dagli eventi meteorologici estremi previsti?
4. Il Consiglio federale sta adeguando i requisiti di protezione contro le piene sulla base dei dati più recenti?
Stellungnahme des Bundesrates
1) L’Ufficio federale di meteorologia e climatologia (MeteoSvizzera) segue gli sviluppi del clima avvenuti finora nel nostro Paese ed elabora relativi scenari futuri. Il 2022 e il 2023 sono stati gli anni più caldi in Svizzera dall’inizio delle misurazioni. L’aumento delle temperature rispetto all’era preindustriale registrato fino a oggi ammonta a +2,8 °C per la Svizzera e a +1,3 °C sulla media globale. Il riscaldamento osservato negli ultimi 20 anni si colloca all’estremità superiore degli scenari calcolati dai modelli climatici. 2) L’Accordo di Parigi (RS 0.814.012) ha come obiettivo di limitare l’aumento della temperatura a 1,5 °C. La politica climatica della Svizzera è orientata verso questo obiettivo. L’obiettivo delle emissioni nette di gas serra pari a zero è stato sancito fino al 2050 con la legge sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; FF 2022 2403). Questo obiettivo viene attuato innanzitutto nella legge sul CO2 (RS 641.71). Il 15 marzo 2024 il Parlamento ha adottato la legge sul CO2 rivista (FF 2024 686) con le misure fino al 2030. In questo modo si prevede, entro il 2030, di dimezzare le emissioni di gas serra rispetto al 1990. Le disposizioni esecutive sono attualmente in consultazione. A tempo debito, il Consiglio federale sottoporrà inoltre al Parlamento proposte relative alle misure da intraprendere dopo il 2030. Anche la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (FF 2023 2301) contribuisce agli obiettivi climatici della Svizzera, creando le basi per produrre rapidamente più elettricità da fonti di energia rinnovabili come l’acqua, il sole o il vento. Nell’ambito dell’adattamento, il Consiglio federale ha adottato nel 2012 la sua strategia «Adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera» per reagire in modo lungimirante e coordinato a detti cambiamenti. Per attuare la strategia, esiste un piano d’azione con numerose misure. La LOCli e la legge sul CO2 rivista contemplano disposizioni in materia di adattamento. La LOCli, ad esempio, incarica la Confederazione e i Cantoni, di provvedere, nell’ambito delle loro competenze, affinché vengano adottate misure di adattamento ai cambiamenti climatici e di protezione contro gli effetti negativi degli stessi. Con la legge sul CO2 rivista si crea la base per utilizzare una parte dei proventi delle vendite all’asta dei diritti di emissione per sostenere i provvedimenti di adattamento. 3) La protezione dai pericoli naturali è un impegno collettivo. La Confederazione fornisce supporto tecnico e finanziario ai Cantoni nella creazione di documentazione sui pericoli e i rischi e nell’elaborazione di misure per ridurre i rischi legati alle piene. Con il progredire dei cambiamenti climatici, tali eventi saranno più frequenti e intensi. La protezione contro le piene è disciplinata nella legge federale sulla sistemazione dei corsi d’acqua (LSCA; RS 721.100). La legge è stata rivista per far fronte alle sfide future. Malgrado i cambiamenti climatici, si prevede, tra le altre cose, di mantenere il rischio a un livello accettabile. Il Parlamento ha adottato il progetto il 15 marzo 2024 (FF 2024 687).Nel caso degli edifici esistenti, la protezione è responsabilità dei proprietari degli stessi. La Confederazione ha sviluppato una guida per i Comuni perché questi possano creare pianificazioni di intervento basate sul rischio. Questa guida coniuga misure edili e organizzative, contribuendo così in modo significativo alla riduzione del rischio. La protezione della popolazione dalla crescente esposizione al calore è di competenza dei Cantoni. La Confederazione li supporta con vari aiuti: MeteoSvizzera, per esempio, emana allerte per le ondate di caldo. In caso di pericolo marcato e forte, le autorità cantonali vengono informate direttamente in modo da poter introdurre misure di protezione. Nel 2021, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha pubblicato un catalogo di misure contro la canicola («Hitze-Massnahmen-Toolbox», disponibile in tedesco) che può essere utilizzato dai Cantoni e dai Comuni come modello per la pianificazione delle misure di protezione della popolazione. 4) L’articolo 21 capoverso 3 dell’ordinanza sulla sistemazione dei corsi d’acqua (RS 721.100.1) richiede che nei piani direttori e di utilizzazione nonché nelle loro altre attività d’incidenza territoriale i Cantoni tengano conto delle zone di pericolo. L’elaborazione di basi e la pianificazione di misure devono considerare l’attuale stato delle conoscenze; occorre inoltre tenere conto dei pericoli noti in tutte le attività rilevanti, inclusi gli effetti dei cambiamenti climatici. La possibilità di attuazione viene illustrata nelle raccomandazioni del 2023 dell’Ufficio federale dell’ambiente sulla gestione dei cambiamenti climatici nell’ambito dei pericoli naturali gravitativi in Svizzera («Umgang mit dem Klimawandel im Bereich gravitative Naturgefahren in der Schweiz», disponibile in tedesco).