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24.3701 · Mozione · 2024-06-13

Dipartimento delle Finanze

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

La legislazione deve essere adeguata in modo tale da assicurare una protezione permanente dei confini nazionali. A tale scopo deve essere garantita la disponibilità ininterrotta di un numero sufficiente di pattuglie mobili dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) nonché la sorveglianza dei principali valichi di confine mediante strumenti elettronici.

Begründung

La successione di episodi criminali che da anni ormai interessano la Svizzera sta raggiungendo nuovi e tristi record. Dopo i commercianti e i privati, sono ora i bancomat a subire sistematicamente attacchi e a finire sulle prime pagine dei giornali. La maggior parte di questi attacchi è commessa da bande straniere che operano in modo professionale. Il modus operandi è sempre lo stesso: a partire da un luogo vicino al confine arrivo in Svizzera in una località identificata già in precedenza, attacco notturno con esplosivi e fuga attraverso il valico di confine più vicino. La gravità del problema è tale che le banche cantonali di Neuchâtel e del Giura sono state costrette a chiudere diversi bancomat per motivi di sicurezza. Tutto ciò si aggiunge all’aumentata criminalità transfrontaliera e alla maggiore minaccia terroristica.

È inaccettabile che una situazione del genere perduri, a scapito dei cittadini. Una misura efficace, e che può essere messa in atto rapidamente, consiste nel garantire, a livello sia legislativo che pratico, la presenza permanente di un numero sufficiente di pattuglie mobili dell’UDSC in grado di intervenire tempestivamente in caso di attacco. Anche il controllo e la sorveglianza mediante strumenti elettronici dei principali punti di passaggio devono essere intensificati e resi sistematici.

Introducendo una sorveglianza elettronica dei principali valichi di confine, l’entrata di veicoli sospetti nel territorio svizzero verrebbe comunicata da un operatore a una pattuglia mobile dell’UDSC, la quale potrebbe così controllare il veicolo o intercettare le persone che intendono commettere o hanno commesso atti criminali nel nostro territorio.

Se necessario e al fine di favorire la condivisione delle risorse materiali ma soprattutto finanziarie, l’UDSC può ricorrere al personale del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ovvero agli agenti della Sicurezza militare o ai militari.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Basandosi sulla legislazione doganale, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) controlla il traffico transfrontaliero di persone e merci, e rappresenta così il primo filtro di sicurezza al confine. Dato che non è membro dell’unione doganale dell’UE, la Svizzera può continuare ad espletare un’attività di controllo doganale permanente ai confini, effettuando anche controlli delle persone. Il personale operativo dell’UDSC è costituito da circa 3500 collaboratori. I controlli doganali avvengono in qualsiasi giorno e a qualsiasi orario. L’UDSC effettua sia controlli stazionari presso i valichi di confine più frequentati sia controlli mobili nell’area di confine. Tali impieghi avvengono in funzione dei rischi e in base alla situazione.Già oggi l’UDSC impiega mezzi elettronici per sorvegliare il traffico in modo efficiente e rispettoso delle risorse. Sono per esempio in uso circa 400 telecamere del sistema di ricerca automatica di veicoli e monitoraggio del traffico (sistema AFV) quale mezzo tattico nella lotta contro la criminalità transfrontaliera. L’Ufficio dispone anche di apparecchi AFV per l’impiego mobile.La sicurezza del territorio cantonale rientra nelle competenze dei rispettivi corpi di polizia, i quali effettuano anch’essi controlli mobili e sorvegliano l’area di confine. L’UDSC lavora a stretto contatto con questi corpi e grazie a un coordinamento istituzionalizzato garantisce un’elevata sorveglianza dei confini.L’esercito può fornire supporto all’UDSC in caso, per esempio, di chiusura dei confini. I collaboratori dell’esercito non possono però effettuare controlli delle persone.Il Consiglio federale ritiene che la criminalità transfrontaliera non possa essere combattuta solo con misure al confine. Il livello di sorveglianza deve essere adeguato in funzione dei rischi e in base alla situazione in tutta la Svizzera. A tal fine è necessaria una stretta collaborazione a livello operativo e strategico tra tutte le autorità nazionali e internazionali. Un rapido scambio di informazioni è particolarmente importante in questo contesto, in modo da poter adottare immediatamente le misure necessarie (p. es. segnalazione nel sistema AFV, messa a disposizione delle forze d’impiego competenti, impiego mirato di pattuglie mobili). Alla base di una collaborazione transfrontaliera di polizia rapida e non burocratica vi sono la cooperazione in ambito Schengen, in particolare grazie al Sistema d’informazione Schengen (SIS), e gli accordi bilaterali di polizia. La lotta alla criminalità transfrontaliera costituisce una priorità per le autorità nazionali e cantonali. In questo contesto vengono effettuati controlli con pattuglie miste o svolte operazioni concertate, che hanno lo scopo di aumentare la frequenza dei controlli in un determinato ambito tematico e per un determinato periodo di tempo. Inoltre, le autorità partner nazionali e internazionali intrattengono scambi regolari o puntuali a livello operativo e strategico. Anche gli strumenti esistenti nell’ambito della collaborazione internazionale (p. es. accordi di polizia con i Paesi limitrofi) sono costantemente esaminati e aggiornati. Sono infine in corso vari progetti che mirano alla modernizzazione e all’ampliamento dello scambio nazionale e internazionale di dati. A giugno 2024 i ministri di giustizia e degli interni degli Stati Schengen hanno confermato che la lotta alla criminalità transfrontaliera costituirà una delle priorità del ciclo Schengen 2024/2025.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.