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24.3702 · Mozione · 2024-06-13

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di appianare la disparità finanziaria esistente fra formazione universitaria e formazione professionale superiore aumentando le tasse universitarie.

Begründung

Oggi siamo di fronte a una grande disparità finanziaria fra formazione universitaria e formazione professionale superiore, con conseguenze di ampia portata. Lo Stato finanzia in modo massiccio la formazione universitaria, mentre la formazione professionale viene giustamente sostenuta in modo autonomo. Le tasse a carico degli studenti delle scuole universitarie pubbliche sono comprese fra i 400 e i 6500 franchi a semestre, con una media di 800 franchi scarsi. Per svolgere una formazione professionale superiore, nel 2021 i costi si aggiravano fra i 13 600 e i 19 700 franchi. La metà di questo importo è a carico degli iscritti o delle loro famiglie, mentre il 25-30 per cento viene finanziato dal datore di lavoro.
Questa disparità nel finanziamento pubblico crea però incentivi sbagliati e viene vista come un’ingiusta. Anche per la formazione universitaria andrebbe adottato l’approccio di un maggiore finanziamento autonomo allo scopo di enfatizzare l’elemento della retribuzione futura e l’iniziativa personale. In questo modo si creerebbe anche un incentivo per intraprendere e concludere studi con un profilo richiesto dal mercato del lavoro e dall’economia. Porre rimedio a questa disparità presenterebbe quindi molti vantaggi, dato che in aggiunta al rafforzamento della formazione professionale si potrebbero anche conseguire i risparmi di cui vi è urgente necessità senza conseguenze sul piano qualitativo; anzi: la qualità ne uscirebbe probabilmente rafforzata, dato che la responsabilità personale migliora anche la motivazione, la presa di coscienza e i risultati.
Nella sua edizione del 2 aprile 2024 la NZZ ha presentato un modello di calcolo per le tasse universitarie. Nell’articolo si afferma che una possibilità sarebbe tassare maggiormente i principali utenti dei politecnici federali (PF), ovvero gli studenti stessi, che al momento pagano circa 1500 franchi all’anno. Portando questo importo a 5000 franchi si potrebbero conseguire entrate supplementari pari a 100 milioni di franchi.
Lo stesso articolo afferma che altri 200 milioni potrebbero essere risparmiati nel quadro delle scuole universitarie cantonali in base al seguente ragionamento: la Confederazione versa ogni anno circa 850 milioni di franchi alle università cantonali. Sul totale delle entrate, le tasse degli studenti rappresentano oggi il tre per cento. Anche i Cantoni potrebbero aumentare in modo massiccio le loro tasse universitarie. Stando a una stima dell’ufficio di consulenza BSS, aumentandole di 2000 franchi le entrate di università e scuole universitarie professionali crescerebbero di 220 milioni di franchi.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Al livello terziario, la formazione professionale superiore e le scuole universitarie formano professionisti e dirigenti qualificati per l’economia. Secondo la Costituzione federale Confederazione e Cantoni devono provvedere insieme a un’elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero (art. 61a Abs. 1). Fondandosi su questo principio, Confederazione e Cantoni hanno stabilito di comune accordo gli obiettivi di politica formativa e s’impegnano a differenziare in maniera chiara i vari profili. Negli ultimi anni la Confederazione ha avviato diverse misure per rafforzare la formazione professionale superiore. Da gennaio 2018 i partecipanti ai corsi di preparazione agli esami federali (esami di professione ed esami professionali superiori) ricevono un sostegno federale (finanziamento orientato alla persona). Nel 2023 sono state approvate oltre 16 000 domande e versati quasi 110 milioni di franchi. In questo modo la Confederazione ha livellato nettamente l’onere finanziario sostenuto dagli studenti del livello terziario. Gli studenti della formazione professionale superiore spesso ricevono un sostegno finanziario anche dal datore di lavoro o beneficiano di adeguamenti riguardo al tempo dedicato alla formazione.

Fatta eccezione per i due politecnici federali, le scuole universitarie svizzere vengono anche sostenute dai Cantoni. Questi ultimi, insieme alle scuole universitarie, stabiliscono l’ammontare delle tasse studentesche; per i politecnici federali questo compito spetta invece al Consiglio dei PF. Le tasse sono fissate in funzione delle rispettive strategie e pianificazioni finanziarie: nel 2023, per gli studenti indigeni (studenti svizzeri e stranieri cresciuti in Svizzera) si attestavano fra gli 870 e i 3400 franchi all’anno. Circa la metà delle scuole universitarie fissa tasse più elevate per gli studenti stranieri (studenti stranieri residenti all’estero al momento dell’iscrizione), anche se la differenza di importo varia da un ateneo all’altro. Stando a BSS e alla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), un aumento delle tasse per gli studenti indigeni avrebbe conseguenze non solo per studenti e scuole universitarie, ma anche per i Cantoni: questi ultimi potrebbero sì ridurre i contributi alle università, ma dovrebbero probabilmente fornire maggiore sostegno gli studenti con minori risorse economiche. In questo contesto, sarebbe inoltre ipotizzabile un adeguamento dei contributi intercantonali. In un sistema così complesso come quello del finanziamento delle scuole universitarie è quindi poco chiaro se e in che misura le finanze pubbliche potrebbero trarre beneficio da un aumento delle tasse studentesche.

La Confederazione e i Cantoni intrattengono un dialogo costante per modificare, ove necessario, il sistema di finanziamento e ridurre al minimo le disparità. La Confederazione non dispone però della competenza di aumentare le tasse delle università cantonali.

Il Consiglio federale rimane tuttavia disposto a discutere nuovamente delle tasse universitarie in seno alla Conferenza svizzera delle scuole universitarie, presieduta dal capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), e a informare le Camere federali dei risultati delle discussioni. Se la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, l’Esecutivo si riserva di chiedere alla seconda Camera un adeguamento del mandato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.