24.3738 · Interpellanza · 2024-06-14
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il calcolo del potenziale di risorse ai fini della nuova perequazione finanziaria (NPC) si fonda, in linea di principio, su valori di riferimento che si applicano all’imposta federale diretta. Un’eccezione che fa riflettere riguarda i valori dell’imposta sulla sostanza nel caso delle proprietà abitative.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Per quale motivo ai fini del calcolo del potenziale di risorse si impiegano i valori delle imposte cantonali sulla sostanza per le proprietà abitative, mentre per altri parametri come il reddito o gli utili si tiene conto dei valori delle
imposte federali dirette?
2. Come mai per la definizione del potenziale di risorse per i valori patrimoniali delle proprietà abitative non si considera il valore di ripartizione? In cosa consiste l’onere supplementare con cui è stato argomentato nella fase di progetto e a quanto ammonterebbe?
3. Quali ripercussioni finanziarie avrebbe l’inclusione dei valori di ripartizione sul potenziale di risorse e, quindi, sulla distribuzione dei pagamenti a titolo di NPC?
Begründung
Il calcolo del potenziale di risorse ai fini della NPC si fonda sui valori che si applicano all’imposta federale diretta. Poiché l’imposta federale diretta e la rispettiva interpretazione è praticamente identica in tutti i Cantoni, in questo caso si tratta di valori di riferimento uniformi e standardizzati.
Solo nel caso dei valori patrimoniali delle proprietà abitative si tiene tuttavia conto dei valori patrimoniali degli immobili a livello cantonale o dei valori di stima cantonali, e non di quelli federali uniformi. In parte, questi valori cantonali variano in maniera considerevole tra un Cantone e l’altro. Il motivo risiede nel fatto che i Cantoni ricorrono a metodi di stima differenti. Inoltre, i valori fiscali risultanti possono discostarsi notevolmente dal valore commerciale o di mercato.
Anche per gli immobili sarebbe logico utilizzare un valore di riferimento uniforme. Il valore di ripartizione rappresenta un simile valore di riferimento uniforme che viene impiegato nell’ambito della ripartizione fiscale intercantonale.
La decisione già adottata nella fase del progetto NPC di non prendere in considerazione il valore di ripartizione nel calcolo del potenziale di risorse andrebbe riesaminata. Con gli strumenti attualmente disponibili e nell’era della digitalizzazione, l’argomento dell’onere supplementare non è più valido.
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domanda 1: l’imposizione della sostanza delle persone fisiche rappresenta un’importante fonte di entrata per Cantoni e Comuni. Per questo motivo, il calcolo del potenziale di risorse tiene conto della sostanza nonché dei redditi delle persone fisiche e degli utili delle persone giuridiche. Non essendo assoggettata all’imposta federale, la sostanza non presenta una base di calcolo uniforme. Per il calcolo si utilizzano quindi i dati fiscali cantonali, i quali vengono ponderati con il cosiddetto fattore alfa. Questo fattore corrisponde al rapporto tra lo sfruttamento fiscale della sostanza e lo sfruttamento fiscale dei redditi a livello nazionale. I dati cantonali relativi alla sostanza delle persone fisiche non si basano soltanto sugli immobili, bensì anche sui beni patrimoniali e su altri valori patrimoniali. Per quanto concerne i valori ufficiali degli immobili, è noto che questi variano in parte in maniera considerevole tra un Cantone e l’altro. Ad domanda 2: la decisione di non considerare i valori di ripartizione per gli immobili era stata già presa nella fase di progetto. La presa in considerazione dei valori di ripartizione comporterebbe infatti un onere amministrativo supplementare nell’ambito della tassazione, poiché tali valori sono irrilevanti ai fini della tassazione dei contribuenti che non hanno un domicilio in un secondo Cantone. I fattori di ripartizione attualmente impiegati per la ripartizione fiscale intercantonale forniscono un quadro soltanto approssimativo della situazione effettiva e vengono utilizzati essenzialmente per la ripartizione fiscale. Per un impiego di questi fattori come richiesto dall’autrice dell’interpellanza, la qualità di tali dati sarebbe probabilmente insufficiente. Inoltre, per il calcolo delle quote di valori immobiliari rispetto alla sostanza imponibile bisognerebbe adeguare notevolmente i sistemi informatici. In caso di accettazione dell’interpellanza, l’onere per i Cantoni rimarrebbe elevato nonostante i progressi in materia di digitalizzazione. Infine, va tenuto presente che anche altri elementi della sostanza vengono valutati in modo diverso tra un Cantone e l’altro, ad esempio le partecipazioni a società non quotate. Ad domanda 3: dato che la sostanza corrisponde in media solo a circa il 10 per cento del potenziale di risorse, le eventuali distorsioni dovute ai differenti sistemi utilizzati dai Cantoni per valutare fiscalmente gli elementi della sostanza dovrebbero avere soltanto lievi conseguenze sugli indici delle risorse e sui versamenti di compensazione. Anche soltanto un’ipotetica armonizzazione dei valori fiscali per immobili, partecipazioni a società non quotate e altri elementi della sostanza soggetti a valutazioni diverse non avrebbe un notevole impatto sulle capacità finanziarie dei Cantoni.