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24.3746 · Interpellanza · 2024-06-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Le raccomandazioni sul consumo di zucchero riconosciute a livello internazionale provengono dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Sono le stesse da anni e raccomandano di assumere al massimo il 10 per cento delle calorie giornaliere attraverso «zuccheri liberi». L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ritiene che il consumo di zuccheri in Svizzera, pari a 110 grammi (zuccheri totali), sia «più del doppio rispetto a quanto raccomandato dall’OMS». Alla luce di ciò, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Nelle sue raccomandazioni, l’OMS fa esplicitamente riferimento agli «zuccheri liberi», mentre l’USAV parla di «zuccheri totali». Oltre agli zuccheri liberi e a quelli aggiunti riportati nelle dichiarazioni dei valori nutritivi, dal punto di vista chimico esistono anche monosaccaridi, disaccaridi e polisaccaridi. Su quali definizioni di zucchero si basano le dichiarazioni dell’USAV e come si possono confrontare i risultati con quelli dell’OMS?

2. I 110 grammi calcolati dall’USAV si riferiscono alla quantità totale di zuccheri consumata. A quanto ammonta il consumo pro capite di «zuccheri liberi» in Svizzera (utilizzando la stessa base di calcolo dell’OMS) in grammi e in percentuale rispetto alle calorie effettivamente consumate in media a persona, vale a dire 2200 al giorno?

3. L’OMS ricava le sue raccomandazioni in merito al consumo di «zuccheri liberi» da studi sul consumo di bevande dolci, mentre per l’aumento del rischio di malattie come il diabete o l’obesità non si tiene conto di altri alimenti come cereali per la colazione, yogurt ecc. Quanti «zuccheri liberi» consumati pro capite in Svizzera sono da ricondurre alle bevande dolci e quanti agli altri alimenti?

4. Il fruttosio, finora in genere valutato positivamente, è diventato nel frattempo oggetto di critiche, perché ritenuto dannoso. Qual è la posizione dell’USAV e come valuta le diverse forme di zucchero (fruttosio, zucchero da tavola ecc.)?

5. Negli ultimi tempi la ricerca tende a valutare gli effetti degli alimenti nel loro complesso piuttosto che concentrarsi su singole sostanze nutritive come gli zuccheri perché si suppone che le altre sostanze presenti nell’alimento si influenzino a vicenda e quindi modifichino anche l’effetto degli zuccheri. Che cosa ne pensa l’USAV di questo approccio e su quali aspetti intende focalizzare la sua ricerca?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il termine «zuccheri liberi» dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e quello di «zuccheri aggiunti» hanno lo stesso significato. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) adotta la definizione di «zuccheri aggiunti» utilizzata nell’UE e precisamente nell’allegato II del quadro dell’UE per le iniziative nazionali su determinati nutrienti («EU Framework for National Initiatives on Selected Nutrients»). Vi si legge tra l’altro che gli zuccheri aggiunti comprendono il saccarosio, il fruttosio, il glucosio, gli idrolizzati di amido (sciroppo di glucosio, sciroppo ad alto contenuto di fruttosio) e altre preparazioni isolate di zucchero, utilizzate direttamente o aggiunte nella preparazione o nella fabbricazione di derrate alimentari. Secondo l’allegato, sono considerati zuccheri aggiunti anche quelli provenienti da miele, sciroppo, succhi di frutta e concentrati di succo di frutta. 2. Con un fabbisogno energetico giornaliero di 2200 chilocalorie e un consumo di zucchero stimato a 100 grammi (dal 2023), circa il 18 per cento dell’apporto energetico totale proviene dallo zucchero (fonte: Agristat. Statistiques et évaluations concernant l’agriculture et l’alimentation. Bilan alimentaire [capitolo 7]. Unione svizzera dei contadini [2022]). Si tratta di una quantità doppia rispetto al limite massimo raccomandato dall’OMS. 3. In Svizzera, il 38 per cento degli «zuccheri liberi» proviene dalle bevande, di cui il 61 per cento dalle bibite dolci (fonte: Sondaggio nazionale sull’alimentazione menuCH [2014/2015]). Questi causano picchi più rapidi e più elevati nei livelli di zucchero nel sangue rispetto alle derrate alimentari solide zuccherate. Pertanto, il rischio di obesità e diabete sembra essere più elevato con le bibite dolci. Tuttavia, anche altre derrate alimentari ad alto contenuto di zuccheri (ad es. yogurt o cereali per la prima colazione) possono contribuire a un eccessivo apporto calorico e quindi a un aumento del rischio di diabete o di malattie cardiovascolari. 4. Lo zucchero della frutta (fruttosio), lo zucchero da tavola (saccarosio) e altri tipi di zucchero hanno proprietà ed effetti diversi sull’organismo. È noto che un consumo eccessivo di zucchero in generale, indipendentemente dal tipo, può favorire problemi di salute come obesità, diabete e malattie cardiovascolari. In questo contesto, l’USAV raccomanda una riduzione generale del consumo di zucchero e una dieta sana e sostenibile con un’elevata percentuale di derrate alimentari di origine vegetale. 5. L’USAV accoglie con favore l’approccio globale della ricerca, che tiene conto delle interazioni degli ingredienti nelle derrate alimentari. Le persone consumano cibo, non sostante nutritive isolate. Pertanto, l’analisi delle derrate alimentari nel complesso fornisce un quadro più realistico della nutrizione e del suo impatto sulla salute. Numerosi studi dimostrano che una dieta sana e sostenibile con una varietà di derrate alimentari il più possibile non trasformate, come frutta, verdura, prodotti integrali, frutta oleaginosa e semi, porta a risultati migliori, per la salute, rispetto a una dieta che si concentra solo sull’assunzione di determinate sostanze nutritive.