24.3763 · Interpellanza · 2024-06-14
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
L’iniziativa popolare della Gioventù Socialista (GISO) «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)» intende introdurre un’imposta federale sulle successioni e sulle donazioni con un’aliquota del 50 per cento. È prevista una franchigia di 50 milioni di franchi. Il progetto sarà posto in votazione popolare al più presto nel 2026. Secondo l’articolo 197 numero 15 capoverso 2 AP-Cost., le misure richieste all’articolo 197 numero 15 capoverso 1 lettera a AP-Cost. per la prevenzione dell’elusione fiscale, in particolare in relazione alla partenza dalla Svizzera, dovrebbero entrare in vigore retroattivamente il giorno della votazione. Per questo motivo, l’iniziativa comporta già prima della votazione enormi effetti anticipati: le persone potenzialmente interessate pianificano già ora la propria partenza, mentre le persone che intendono immigrare in Svizzera vengono scoraggiate ad acquisire il domicilio nel nostro Paese.
Non è chiaro quali misure di prevenzione dell’elusione fiscale rappresentino effettivamente un’opzione nell’ottica dello Stato di diritto. Il testo dell’iniziativa è formulato in maniera aperta e lascia la scelta degli strumenti al legislatore a livello di legge o di ordinanza. Per porre fine alla fase di incertezza dannosa per l’economia, il Consiglio federale dovrebbe far luce sulla situazione.
È ipotizzabile statuire un diritto di imposizione retroattivo in base al quale la pretesa fiscale continuerebbe a esistere dopo l’entrata in vigore dell’iniziativa nonostante la partenza del contribuente? In caso affermativo, come verrebbe strutturato tale diritto in termini materiali, temporali e personali?
Secondo il Consiglio federale, per la Svizzera sarebbe un’opzione praticabile introdurre un’imposta di partenza volta a garantire la nuova imposta sulle successioni e sulle donazioni? In caso affermativo, come verrebbe strutturata?
Dal punto di vista del Consiglio federale, una simile imposta di partenza sarebbe compatibile con la libertà di domicilio e con il principio di proporzionalità?
È possibile prendere in considerazione misure più estreme quali, ad esempio, una revoca del passaporto a titolo precauzionale o l’introduzione di restrizioni ai movimenti di capitali?
La Svizzera può far valere una pretesa di imposta sulle successioni all’estero?
La Svizzera rispetterà la Convenzione per evitare la doppia imposizione (CDI) in materia di imposta sulle successioni da lei conclusa, che attribuisce il diritto di imposizione allo Stato di domicilio quando il defunto è morto all’estero?
Stellungnahme des Bundesrates
Come già comunicato il 15 maggio 2024, il Consiglio federale respinge per numerose ragioni l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)». L’iniziativa non rappresenta uno strumento idoneo per raggiungere gli obiettivi climatici della Svizzera, bensì una misura che mette in pericolo l’attrattiva della piazza economica svizzera e, pertanto, anche le attuali entrate fiscali di Confederazione, Cantoni e Comuni. Le persone facoltose prestano già un contributo sostanziale all’adempimento dei compiti statali, in particolare pagando le imposte progressive sul reddito e sulla sostanza. L’Esecutivo ritiene inoltre che l’imposizione retroattiva di successioni e donazioni, richiesta dal testo dell’iniziativa popolare, sia estremamente problematica dal punto di vista della politica statale. Risposte alle domande:Il Consiglio federale condivide la richiesta delle cerchie potenzialmente interessate dall’iniziativa popolare di ottenere quanto prima chiarezza in merito a una sua eventuale attuazione. L’Esecutivo si esprimerà in dettaglio nel messaggio, previsto entro l’inizio di febbraio 2025, sull’interpretazione dell’iniziativa popolare e sulla sua possibile attuazione nel caso in cui essa venga accolta. Lo stesso vale per le misure di prevenzione dell’elusione fiscale menzionate dall’autrice dell’interpellanza. Sebbene il Consiglio federale non possa anticipare il contenuto concreto delle disposizioni esecutive, che, se l’iniziativa popolare venisse accolta, sarebbero innanzitutto oggetto di una procedura di consultazione, sottolinea tuttavia che l’attuazione deve in ogni caso essere conforme al diritto internazionale e alla Costituzione. L’opzione di rendere più difficile o addirittura impossibile una partenza, ad esempio revocando il passaporto o introducendo controlli dei movimenti di capitali, è esclusa. Anche l’imposta di partenza citata dall’autrice dell’interpellanza è una misura che il Consiglio federale respinge. La partenza di una persona dalla Svizzera non può essere automaticamente considerata come un’elusione fiscale e sanzionata con conseguenze fiscali. In linea di principio è invece ipotizzabile il «diritto di imposizione retroattivo» tematizzato nell’interpellanza. Quest’ultimo potrebbe essere applicato, ad esempio, quando una persona effettua una donazione poco dopo essere partita dalla Svizzera. Tuttavia, anche in simili situazioni ci sono delle riserve. Ad esempio, la Svizzera non può al momento far valere direttamente una pretesa di imposta sulle successioni all’estero, poiché non ha convenuto con alcun Stato l’assistenza in materia di esecuzione per crediti fiscali relativi a tale imposta. In sintesi, il Consiglio federale ritiene che non sia chiaro in quale misura le disposizioni esecutive possano adempiere all’obiettivo dell’iniziativa popolare di prevenire elusioni fiscali mediante trasferimenti di domicilio. Se l’iniziativa popolare venisse accolta, la sua attuazione dovrebbe in ogni caso soddisfare i requisiti del diritto costituzionale e internazionale, in particolare il principio di proporzionalità. È inoltre lecito chiedersi se l’effetto retroattivo si applichi anche alle misure richieste di prevenzione dell’elusione fiscale.