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24.3793 · Interpellanza · 2024-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Nature Food, attualmente l’82 per cento delle sovvenzioni agricole versate dall’UE è destinato alla detenzione di animali, principalmente alla produzione di latte, formaggio e carne. Allo stesso tempo, proprio i prodotti animali sono responsabili dell’84 per cento delle emissioni di gas serra della produzione alimentare.

Alcuni anni fa, anche Vision Landwirtschaft era giunta alla conclusione che nel nostro Paese l’80 per cento circa delle sovvenzioni agricole è destinato alla produzione animale.

Nella risposta alla mia interpellanza 23.4374 sulla strategia climatica per l'agricoltura, il Consiglio federale aveva indicato che la stima dell’efficacia sarebbe stata precisata nel corso della concretizzazione delle misure, affermando: «I tre Uffici federali UFAG, USAV e UFAM a intervalli regolari faranno il punto della situazione sull’attuazione delle misure e sul conseguimento degli obiettivi nonché svilupperanno ulteriormente il piano delle misure laddove necessario.». Inoltre scriveva: «Nell’ottica di un approccio coordinato in relazione ai sistemi alimentari, la politica agricola e la strategia alimentare devono essere sviluppate ulteriormente in maniera coerente. In questo contesto si esaminerà il sostegno della promozione dello smercio.».

Alla luce di quanto suesposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

  1. A quanto ammonta la quota delle sovvenzioni per i prodotti animali rispetto alle sovvenzioni agricole svizzere?

  2. Secondo lo studio di WSL e SCNAT, tali sovvenzioni hanno in parte un impatto dannoso sulla biodiversità. In questo caso il denaro dei contribuenti svizzeri, oltre ad avere un impatto dannoso sulla biodiversità, sul clima e sulla salute, viene dunque utilizzato per finanziare la lotta tesa a ridurlo al minimo? Se sì, la commissione di esperti istituita dal Consiglio federale si sta occupando di questo impiego inefficiente delle risorse? Se no, perché?

  3. Come motiva il Consiglio federale il fatto che lo smercio di latte, carne e formaggio continua evidentemente a essere promosso, sebbene al contempo debba essere attuato lo schema di riduzione per l’azoto e i gas serra?

  4. Perché promuove lo smercio di latte e burro, sebbene non venga praticamente importato latte estero e di conseguenza non vi sia alcun rischio di sostituzione?

  5. È disposto a ridurre al minimo l’impatto dannoso che la promozione dello smercio ha in diversi ambiti, concentrandosi sempre più sulla promozione dello smercio di prodotti provenienti da una produzione adeguata alle condizioni locali e sostenibile (art. 104a Cost.)?

  6. I tre Uffici federali informeranno sui risultati delle loro verifiche regolari o sull’eventuale necessità di sviluppare ulteriormente le misure? Se sì, quando? Se no, perché?

Stellungnahme des Bundesrates

Il 12 per cento delle sovvenzioni agricole della Confederazione promuove direttamente la produzione animale (2022). In questo contesto si tratta in primo luogo dei supplementi nel settore lattiero e degli aiuti per la produzione animale. Un ulteriore 66 per cento delle sovvenzioni promuove invece indirettamente la produzione animale. Tra queste rientrano i pagamenti diretti, come per esempio quelli per la sicurezza dell’approvvigionamento, il benessere degli animali e la preservazione dell’apertura del paesaggio. Nel complesso, quindi, oltre tre quarti delle sovvenzioni agricole hanno una relazione diretta o indiretta con la detenzione di animali. L’elevata quota è riconducibile al fatto che la superficie agricola utile nella misura del 60 per cento nonché la regione d’estivazione sono costituite da prati o pascoli perenni non adatti alla campicoltura. Queste superfici possono essere gestite soltanto con animali da reddito che consumano foraggio grezzo.Sulla base dello studio preliminare di WSL e SCNAT, il Consiglio federale ha commissionato un’analisi dell’impatto sulla biodiversità di quattro strumenti della politica agricola, di uno strumento della politica regionale e di due strumenti in ambito forestale. Nella sua seduta del 19 giugno 2024 ha preso atto dei risultati. La valutazione mette in evidenza che l'impatto sulla biodiversità della promozione dello smercio di latte, carne e uova non può essere quantificato. A prescindere da tali valutazioni, nel quadro di una verifica dei compiti e dei sussidi il Consiglio federale ha incaricato un gruppo di esperti di sottoporgli proposte volte a eliminare i deficit strutturali riscontrati nelle finanze della Confederazione. Il gruppo di esperti presenterà al Consiglio federale proposte di misure entro la fine dell’estate 2024. Conformemente alla legge sull’agricoltura (LAgr; RS 910.1), l’agricoltura deve produrre in modo sostenibile e poco costoso e conseguire dalla vendita dei prodotti il più elevato valore aggiunto possibile (art. 7 LAgr). A questo mira la promozione dello smercio, sostenendo in maniera sussidiaria la categoria nell'informare i consumatori sulla qualità e sui pregi dei prodotti svizzeri e nel posizionare questi ultimi rispetto a quelli importati. Poiché la produzione animale è un importante ramo della produzione agricola, una parte dei fondi della promozione dello smercio va a beneficio anche di questo gruppo di prodotti. La promozione dello smercio dei prodotti animali non si prefigge di incrementare il consumo dal profilo quantitativo, bensì di spostare la preferenza verso i prodotti svizzeri.Per il latte e il burro esiste principalmente una concorrenza di sostituzione con bevande, grassi vegetali importati o margarina. La comunicazione si focalizza infatti essenzialmente sull’immagine del latte e del burro per potenziarla nella concorrenza di sostituzione.Con l’ulteriore sviluppo della politica agricola s’intende potenziarne la coerenza nell’ambito di un approccio che considera il sistema alimentare in maniera olistica. Nel quadro di questi lavori e di quelli concernenti la «Strategia climatica per l’agricoltura e l’alimentazione 2050» verrà vagliata un’ulteriore ottimizzazione della promozione delle vendite alla luce delle sfide future.Dal 2024 i tre Uffici federali UFAG, USAV e UFAM misurano a cadenza annuale i progressi compiuti nell’attuazione delle misure della Strategia climatica per l’agricoltura e l’alimentazione 2050. Dal 2025 ogni due anni verrà registrato anche lo stato del conseguimento degli obiettivi. Successivamente, sulla base di questi due elementi i tre Uffici federali dibatteranno in merito all’ulteriore sviluppo del piano di misure.