24.3794 · Interpellanza · 2024-06-14
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In Svizzera e in molti altri Paesi la percentuale di pagamenti senza contanti sta crescendo rapidamente. Mentre nel 2017 era solo il 30 %, secondo un'indagine condotta dalla Banca Nazionale Svizzera questa percentuale è più che raddoppiata nei cinque anni successivi, arrivando a toccare il 70 % nel 2022. Il mercato generato dai pagamenti digitali, particolarmente prospero, vive quindi una fase di rapida crescita, con un impatto sempre maggiore sulle imprese e sui consumatori svizzeri. Le transazioni digitali stanno sollevando crescenti preoccupazioni, in particolare circa l'opacità delle spese a esse associate. Nella sua risposta alla mia interpellanza 24.3292 relativa alla trasparenza riguardo alle spese e alle commissioni per le transazioni effettuate con carte di pagamento, il Consiglio federale insiste sul fatto che «un commerciante che ricorre ai servizi di un acquirer conosce le tariffe di quest’ultimo». Se si considera la trasparenza, questa affermazione risulta solo in parte vera. Questo perché la tariffazione praticata dall'acquirer è generica e non entra nei dettagli della ripartizione delle commissioni applicate dai vari attori coinvolti. Ad applicare spese e commissioni sono principalmente le società emittenti (di norma le banche), gli acquirer (di cui Worldline è leader in Svizzera) e le società di sistemi di pagamento (Visa, Mastercard, Twint, ecc.). Ciò significa che i commercianti svizzeri non conoscono i dettagli delle spese e delle commissioni loro applicate.- Il Consiglio federale ritiene che la trasparenza migliorerebbe se gli acquirer indicassero i dettagli delle spese e delle commissioni all’interno degli estratti conto che inviano ai commercianti?- Il Consiglio federale è disposto a chiedere agli acquirer una trasparenza totale, come fanno altri Paesi?- Una decisione di questo tipo richiede modifiche a livello di legge? Se sì, quali?
Stellungnahme des Bundesrates
1: Le commissioni relative alle carte di pagamento applicate ai commercianti si compongono della commissione interbancaria (interchange fee), della commissione di schema (card scheme fee) e della commissione di acquiring (acquiring fee). Sul mercato ci sono diversi modelli di tariffazione. Nel caso dei cosiddetti contratti IC++ (commissioni interbancarie + commissioni di schema + commissioni di acquiring), tutte e tre le componenti sono indicate e addebitate separatamente. Un modello di prezzo di questo tipo è trasparente; tuttavia, il calcolo può risultare complicato per i commercianti: i singoli componenti possono infatti variare in base al volume delle transazioni, al tipo di carta, ecc. Il modello blended pricing raggruppa invece i diversi componenti in una commissione unica, modalità che rende i costi totali più prevedibili. Dal 2015 gli acquirer all’interno dell’UE devono offrire ai commercianti un modello di tariffazione che suddivide le commissioni per singoli componenti. Tuttavia, diversi studi lasciano intendere che soprattutto i piccoli commercianti continuino a preferire la tariffazione «blended». Al momento non esistono prove evidenti del fatto che i modelli di tariffazione separati portino a commissioni meno elevate. 2: Come già affermato nella sua risposta all'interpellanza 24.3292 Amoos, il Consiglio federale al momento non vede la necessità di una regolamentazione in questo settore. Ad esempio Visa e Mastercard rendono già pubblico l’importo di diverse commissioni interbancarie. Un modello di prezzo differenziato potrebbe essere particolarmente interessante per i commercianti se questi ultimi potessero trasferire ai consumatori le diverse commissioni (p.es. per i diversi tipi di carta). Nella pratica esistono tuttavia alcuni ostacoli a questo proposito, come la mancanza di accettazione da parte dei clienti o il divieto di praticare sovrapprezzi stabilito nei contratti tra commercianti e acquirer (divieto di surcharge).3: Non esiste alcuna base giuridica che consenta alla Confederazione di imporre la trasparenza richiesta a livello di commissioni per i commercianti. In linea di principio ci sarebbero tuttavia varie opzioni per crearla: il legislatore potrebbe per esempio emanare una nuova legge o, se necessario, integrare l'obbligo in una legge già esistente. Potrebbe anche essere istituito un collegamento con la legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241), ma è una questione che dovrebbe ancora essere valutata accuratamente.