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Esportazioni di armi in India, controlli negati. L'accordo di libero scambio apre la porta alle esportazioni di materiale bellico?

24.3841 · Interpellanza · 2024-09-10

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Secondo il diritto vigente in questa materia, gli Stati che importano materiale bellico dalla Svizzera sono tenuti a sottoscrivere una dichiarazione di non riesportazione. Per quanto concerne l’attuazione la competenza spetta al DEFR, che verifica periodicamente l’ottemperanza di questa regola nei Paesi destinatari. Il 22 agosto 2024 la Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca (SRF) riportava la notizia secondo cui l’India avrebbe negato alla SECO l’accesso alle armi esportate: una violazione degli accordi contrattuali tra India e Svizzera e della legge sul materiale bellico (LMB). Alla luce di quanto precede, prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

Begründung

Quali conseguenze comporta questa situazione per le relazioni bilaterali? Dal 2019, in seguito all’esito insoddisfacente di alcuni controlli, di norma non vengono più autorizzate le esportazioni di materiale bellico verso il Libano. La Svizzera seguirà di nuovo questa procedura e non autorizzerà più le esportazioni di materiale bellico in India?Il Consiglio federale ha preso in considerazione la possibilità di introdurre misure aggiuntive basate sul rischio per garantire il rispetto delle dichiarazioni di non riesportazione?L’accordo di libero scambio (ALS) sottoscritto il 10 marzo 2024 dagli Stati dell’AELS con l’India prevede che il materiale bellico svizzero possa essere esportato in India in franchigia di dazio. Il Consiglio federale intende attenersi a questa disposizione? Quali sanzioni prevede l’ALS in caso di violazioni?Uno studio di sostenibilità svolto a titolo preliminare non avrebbe permesso di richiamare l’attenzione del Consiglio federale sull’esistenza di rischi specifici? Perché non è stato effettuato uno studio di questo tipo?Quali misure ha adottato il Consiglio federale affinché la LMB venga rispettata anche per quanto attiene alle esportazioni verso l’India?L’India soddisfa le condizioni per l’autorizzazione di affari con l’estero di cui all’articolo 22a LMB? In particolare vorrei che fossero chiariti gli aspetti seguenti:Come valuta il Consiglio federale il comportamento dell’India nei confronti della comunità internazionale, in particolare in relazione all’osservanza del diritto internazionale? Come valuta il rispetto dei diritti umani da parte dell’India?Il Consiglio federale ritiene che nel caso del conflitto dell’India con il Pakistan riguardo allo statuto della regione del Kashmir, come pure della controversia sui confini tra India e Cina nella regione dell’Himalaya, non si tratti di conflitti armati?Come valuta il rischio che il materiale bellico esportato sia stato o venga consegnato a destinatari finali non ammessi?

Stellungnahme des Bundesrates

1–3 e 6. Quando un destinatario finale statale estero acquista materiale bellico di origine svizzera deve firmare una dichiarazione di non riesportazione, nella quale il Paese di destinazione deve accordare alla Svizzera il diritto di verificarne in loco il rispetto. Nel novembre del 2023 la SECO ha effettuato un controllo (Post-shipment Verification, PSV) in India. Si trattava di verificare presso quattro destinatari finali statali se il materiale esportato dalla Svizzera in passato era ancora in loro possesso. Per tre dei quattro destinatari è stato possibile controllare tutto il materiale acquistato. L’esito della verifica effettuata presso l’ultimo destinatario, invece, è stato insoddisfacente perché non è stato possibile controllare una parte importante del materiale in questione. Non vi sono tuttavia indizi che sia stato trasferito a un destinatario finale indesiderato. Il risultato della verifica è certo nel complesso insoddisfacente, ma non costituisce di per sé un motivo di rifiuto imperativo per tutte le future domande di esportazione di materiale bellico verso l’India. Se ne terrà comunque conto al momento dell’esame di future domande per ridurre i potenziali rischi di un trasferimento indesiderato.4–5. La soppressione dei dazi doganali su armi, munizioni e altri materiali bellici nel quadro dell’accordo di libero scambio firmato tra gli Stati membri dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) e l’India non ha alcun impatto sull’applicabilità della legislazione svizzera sul materiale bellico e neppure sull’obbligo di ottenere un’autorizzazione per l’importazione e l’esportazione di materiale bellico. Gli studi di sostenibilità non sono intesi ad analizzare i rischi associati all’esportazione di materiale bellico. Per ogni domanda di esportazione di materiale bellico presentata alla SECO, autorità competente in materia, viene effettuata sistematicamente un’analisi dei rischi.7–11. Ogni domanda di esportazione è analizzata caso per caso dalla SECO e dai servizi competenti del DFAE sulla base dei criteri di autorizzazione che figurano all’articolo 22a della legge federale sul materiale bellico (RS 514.51; LMB). Le analisi condotte finora non hanno portato alla conclusione che il Paese violi in modo grave e sistematico i diritti umani, fatto, questo, che costituirebbe un criterio di rifiuto imperativo secondo l’articolo 22a capoverso 2 lettera b LMB. L’India, inoltre, non è coinvolta in un conflitto armato ai sensi dell’articolo 22a capoverso 2 lettera a LMB, in quanto le tensioni nel Nord del Paese non corrispondono a questa definizione. Dato che questi due criteri di esclusione vincolanti e generali non sono soddisfatti, ogni domanda di esportazione verso l’India è analizzata in maniera differenziata, tenendo conto in particolare delle caratteristiche del destinatario finale, della regione nella quale si trova nonché del tipo e della quantità di materiale da esportare. In questo contesto, la possibilità di controllare il materiale in loco nel quadro di una PSV può ridurre i rischi di un trasferimento indesiderato. I rischi sono considerati elevati se vi sono motivi per ritenere che il materiale bellico da esportare sia trasferito a un destinatario finale indesiderato nonostante le misure di riduzione dei rischi a disposizione. In tal caso, la domanda di esportazione viene rifiutata. Poiché i rischi vengono analizzati caso per caso dalla SECO e dai servizi competenti del DFAE, con la partecipazione dell’Ambasciata e dell’addetto alla difesa sul posto e, se necessario, del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), non è possibile trarre conclusioni generali per tutto il Paese.

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