24.3843 · Interpellanza · 2024-09-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Friburgo, come tante altre città svizzere, dispone ora di uno spazio di consumo «sicuro» di droga.La proliferazione di questi centri è preoccupante. Dopo averne aperti molti, il Canada ha deciso di chiuderne alcuni. Quanti spazi di consumo sicuro di droga ci sono in Svizzera?Il fatto che lo Stato faciliti il consumo di droga non favorisce la persistenza delle dipendenze?In che modo ci si assicura che a usufruire di questi centri siano soltanto persone affette da una dipendenza grave?La Confederazione Svizzera segue le esperienze di altri Paesi, per esempio del Canada, che sta chiudendo questi centri poiché ha constatato che favoriscono la persistenza delle dipendenze da droghe?L’apertura di spazi di consumo sicuro di droga dappertutto non contribuisce a banalizzare il consumo di droga?
Stellungnahme des Bundesrates
1. 2. 3. e 5. L’obiettivo della politica svizzera in materia di droghe è ridurre il consumo di sostanze psicoattive illegali e le sue conseguenze negative. A questo scopo, la Svizzera applica la politica dei quattro pilastri, di cui la riduzione del danno è una componente fondamentale. Gli spazi di consumo sicuro (SCS) sono servizi facilmente accessibili che rientrano in questo approccio. Attualmente in Svizzera ce ne sono 15. Tuttavia, l’accesso ai servizi di riduzione del danno non è garantito allo stesso modo in tutti i Cantoni e in tutte le regioni, come già esposto nel rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Rechsteiner Paul 17.4076 «Prospettive della politica svizzera in materia di droghe». Per questo motivo, continuano a essere aperti ulteriori SCS in altre città. Gli SCS sono destinati principalmente a persone che vivono in situazioni precarie e affette da dipendenza grave, soprattutto da eroina e cocaina. Si tratta quindi di un gruppo target ristretto con esigenze specifiche. Gli SCS offrono un ambiente igienico e supervisionato da professionisti. Oltre ad assicurare un migliore accesso all’assistenza sanitaria e alle offerte terapeutiche, contribuiscono a ridurre la trasmissione di malattie (p. es. epatite o HIV) e la mortalità, come pure il consumo di droga nei luoghi pubblici e, di conseguenza, la formazione di cosiddette «scene aperte». Di fronte alla problematica del crack, gli SCS sono diventati ancora più importanti. Dopo 30 anni di esperienza in Svizzera con l’approccio di riduzione del danno, non ci sono indizi che gli SCS favoriscano la persistenza delle dipendenze. Al contrario, la presenza di professionisti favorisce il ricorso a servizi di assistenza volti a ridurre le conseguenze negative del consumo di droga e della dipendenza. 4. In linea con la sua politica estera in materia di salute, la Svizzera integra le esperienze e le conoscenze acquisite in altri Paesi nell’ambito delle dipendenze. Il Consiglio federale è a conoscenza della chiusura di alcuni SCS in Canada. Si tratta di decisioni prese a livello provinciale, in particolare in Ontario e Alberta. A livello federale, gli SCS continuano però a godere di consenso. Sul piano internazionale, la riduzione del danno incontra un sostegno crescente, come dimostra il fatto che nel marzo del 2024 tale approccio è stato menzionato per la prima volta in una risoluzione della Commissione sugli stupefacenti delle Nazioni Unite.