24.3881 · Mozione · 2024-09-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a prendere le misure necessarie per revocare tutte le sanzioni penali pronunciate in applicazione della legislazione COVID-19 e rimborsare le multe emesse e le spese giudiziarie incassate in questo contesto.
Begründung
Al di là degli aspetti sanitari, l’emergenza di COVID-19 è stata una crisi a livello di governance e, soprattutto, una crisi delle libertà. Per due lunghi anni, i diritti fondamentali della popolazione svizzera sono stati gravemente violati, a volte in misura mai vista prima (basti pensare alla violazione della libertà di culto), con provvedimenti coercitivi tra cui l’obbligo di vaccinazione, del certificato COVID o di indossare la mascherina (soprattutto per gli allievi a scuola), il lockdown, il divieto di contatti, la chiusura delle scuole e persino delle chiese. Questo periodo buio della storia delle nostre libertà ha lasciato cicatrici importanti: una società spaccata, famiglie divise, imprese fallite, licenziamenti abusivi, criminalizzazione dei cittadini refrattari alla vaccinazione, disturbi mentali e altro ancora. Una parte non indifferente della popolazione, anche se sempre in minoranza nelle varie votazioni popolari inerenti a questa emergenza, ha perso o rischia di perdere la fiducia nello Stato e nella democrazia. Per ripristinare una forma di pace sociale è quindi giunto il momento di fare tabula rasa con un’amnistia generale. Altri Paesi, come la Slovacchia e gli Stati Uniti, hanno già intrapreso questa strada e fatto buone esperienze.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale era consapevole della portata dei provvedimenti per combattere il coronavirus. Prima di adottarli non soltanto ha tenuto conto della situazione epidemiologica, ma ha anche considerato le loro ripercussioni sulla società e sull’economia nel quadro di una valutazione più ampia. Per quanto concerne le restrizioni dei diritti fondamentali, la proporzionalità dei provvedimenti adottati dallo Stato è stata tra l’altro confermata dopo la fine della pandemia dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale nel rapporto del 30 giugno 2023 «Rispetto dei diritti fondamentali da parte delle autorità federali nell’ambito della lotta alla pandemia di COVID‑19: l’esempio dell’estensione del certificato sanitario» (FF 2023 1956).Secondo il Consiglio federale, un’amnistia decretata per mezzo di una legge speciale per le infrazioni ai provvedimenti adottati per combattere la pandemia di COVID-19 non è pertanto appropriata. Non costituirebbe neppure uno strumento adeguato per trattare le molteplici conseguenze sociali della pandemia e dei provvedimenti adottati dallo Stato. Infine, comporterebbe una disparità di trattamento che, secondo il Consiglio federale, sarebbe difficilmente giustificabile nei confronti delle persone condannate in altri ambiti della vita.Inoltre, le persone interessate hanno potuto, e possono tuttora, far verificare la legittimità delle sentenze emesse nei loro confronti mediante le ordinarie procedure di ricorso. Non si ravvisa pertanto alcuna ragione per riservare un trattamento speciale a posteriori alle condanne penali pronunciate sulla base delle disposizioni penali relative alla COVID-19.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.