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24.3887 · Interpellanza · 2024-09-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nell’ambito della strategia nutrizionale svizzera, l’USAV ha elaborato con la Società svizzera di nutrizione una nuova piramide alimentare ed emanato nuove raccomandazioni nutrizionali.Secondo il Consiglio federale, queste ultime devono tenere conto di quattro dimensioni: l’assunzione adeguata di sostanze nutritive attraverso un’alimentazione diversificata, la promozione della salute, gli aspetti legati alla sostenibilità e le abitudini alimentari in Svizzera. Le nuove raccomandazioni si suddividono in 8 punti: cercando bene, troviamo la carne al punto 5, nascosta tra le leguminose, le uova e le «altre proteine»! Stesso discorso per l’illustrazione della nuova piramide alimentare, dove s’intravvede appena un pezzetto minuscolo di filetto di pollo. Viene da credere che ogni accenno positivo alla carne sia un insulto.Non metto assolutamente in discussione che bisogna mangiare in maniera equilibrata e varia, ma questa nuova strategia, con il suo orientamento estremista, finirà per penalizzare una parte importante del settore alimentare di prossimità, in particolare i produttori e gli artigiani del settore del latte e della carne.Il Consiglio federale è consapevole del fatto che:La Svizzera, per il suo clima e la sua topografia, è un Paese a vocazione pastorizia e che oltre i 2/3 delle superfici di cui si occupano gli agricoltori sono prati e pascoli?Queste superfici sono utilizzate in modo razionale per nutrire ruminanti impiegati per la produzione di carne e latte? L’allevamento costituisce un’attività importante non soltanto per l’agricoltura svizzera, ma anche per molte aziende attive nel settore alimentare di prossimità, che confezionano, trasformano e commercializzano i prodotti agricoli svizzeri? Gli attori del settore agroalimentare di prossimità, come i nostri macellai e salumieri, i nostri formaggiai e i nostri commercianti generano molti posti di lavoro e un elevato valore aggiunto? La popolazione svizzera non vuole farsi imporre che cosa mettere in tavola?I criteri di sostenibilità legati all’allevamento devono essere fondati su basi scientifiche riconosciute in Svizzera e non su dati basati su metodi di allevamento «senza terra» vietati in Svizzera? Le abitudini alimentari in Svizzera possono certamente evolversi in maniera coerente, ma non per questo è necessario orchestrare uno sconvolgimento totale della nostra alimentazione?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Secondo il Rapporto agricolo 2023 (www.ufag.admin.ch > L’agricoltura in cifre > Il Rapporto agricolo > Produzione > Potenziali delle superfici per un’agricoltura adeguata alle condizioni locali), nel 2021 la superficie agricola utile in tutta la Svizzera era composta per il 58 per cento da prati naturali e pascoli, per il 38 per cento da superficie coltiva, per il 2 per cento da colture perenni e per il restante 2 per cento da superfici destinate ad altri utilizzi. 3. e 4. La produzione di carne rappresenta circa un quarto del valore totale della produzione agricola, con un valore di poco superiore a 2,8 miliardi di franchi, a cui si aggiunge quello della produzione lattiera (ulteriori 2,8 miliardi di franchi). Entrambe, produzione di latte e di carne bovina, rivestono quindi una grande importanza economica per l’agricoltura svizzera, l’industria alimentare a valle e il commercio. L’utilizzo dei prati da parte degli animali da reddito contribuisce in modo significativo alla sicurezza alimentare in Svizzera. Nell’ottica di un’agricoltura sostenibile e adeguata alle condizioni locali e di uno sfruttamento ottimale delle limitate risorse naturali, è senza dubbio sensato utilizzare al meglio i prati indigeni per nutrire i ruminanti impiegati per la produzione di carne e latte. 5. Le raccomandazioni nutrizionali rispettano la libertà di scelta dei consumatori, forniscono informazioni trasparenti sugli effetti dell’alimentazione sulla salute e sono da intendere come una guida per orientare i consumatori verso un’alimentazione equilibrata e sostenibile. 6. e 7. Sono state aggiornate sulla base di conoscenze e metodi scientifici attuali e tengono conto dell’assunzione di sostanze nutritive in linea con le esigenze fisiologiche, della promozione della salute, degli aspetti legati alla sostenibilità e delle abitudini alimentari della popolazione in Svizzera. Queste quattro dimensioni sono state considerate attentamente e la carne compare nella piramide alimentare come fonte di proteine, esattamente come le uova, i legumi, i latticini e altre fonti. Le nuove raccomandazioni nutrizionali non distinguono tra carne rossa e bianca e prevedono, come già quelle del 2017, un massimo di due o tre porzioni di carne a settimana. Nella nuova piramide alimentare, la carne è rappresentata a livello grafico dal pollame. Considerando l’ampia varietà di alimenti disponibili, la rappresentazione grafica è, per forza di cose, soltanto un estratto incompleto di quelli possibili e appropriati e dunque una simbolizzazione semplificata delle raccomandazioni nutrizionali.