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A un anno dalla pulizia etnica nel Nagorno-Karabakh si discute del diritto al ritorno e all'autodeterminazione degli Armeni del Karabakh

24.3925 · Interpellanza · 2024-09-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 19 settembre segna un anno dal giorno in cui l’Azerbaigian ha attaccato e cacciato l’intera popolazione armena dal Nagorno-Karabakh, dopo averle imposto un isolamento di dieci mesi e aver impedito con la forza la fornitura di beni essenziali (cibo, cure mediche, medicinali ecc.) attraverso il corridoio di Lachin. A causa della fortissima pressione fisica e psicologica subita, molte donne incinte hanno sofferto interruzioni della gravidanza. L’operazione dell’Azerbaigian è ampiamente considerata una pulizia etnica o un genocidio, come ha dichiarato l’allora procuratore della Corte internazionale di giustizia, Luis Moreno Ocampo, nel suo rapporto dell’agosto 2023.

Sono almeno 23 le persone armene ancora tenute in ostaggio dal Governo azero. L’Azerbaigian ha avviato un programma di distruzione di massa del patrimonio culturale demolendo chiese, cimiteri medievali e interi villaggi che appartenevano agli Armeni che vi avevano vissuto ininterrottamente per migliaia di anni.

Nonostante le atrocità perpetrate, la comunità internazionale non ha sanzionato o ritenuto in alcun modo responsabile l’Azerbaigian. Al contrario, lo scorso dicembre il Paese è stato scelto per ospitare la prossima Conferenza dell’ONU sul clima (COP29).

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. La Svizzera riconosce il diritto degli Armeni del Nagorno-Karabakh di tornare nella loro terra ed esercitarvi il diritto all’autodeterminazione?

  2. La delegazione svizzera che parteciperà alla COP29 intende sollevare la questione della pulizia etnica del Nagorno-Karabakh e del diritto al ritorno dei suoi abitanti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La posizione del Consiglio federale sul conflitto tra l’Armenia e l’Azerbaigian rimane invariata: il diritto internazionale deve essere rispettato, il cessate il fuoco deve essere mantenuto e le controversie devono essere risolte per mezzo di negoziati. La Svizzera ha ripetutamente espresso la sua posizione sia a livello bilaterale che multilaterale (cfr. Ip. 24.3876 Sommaruga).Nei colloqui con le autorità azere e armene, la Svizzera ha inoltre chiesto di fare il possibile per consentire alle persone costrette a fuggire dal Karabakh di tornare a casa in sicurezza, se lo desiderano, e per rispettare i loro diritti in conformità con il diritto internazionale. 2. La delegazione svizzera che parteciperà alla COP29 a Baku si concentrerà principalmente sui negoziati sul clima, conformemente al mandato negoziale conferito dal Consiglio federale.

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