24.3940 · Mozione · 2024-09-23
Cancelleria federale
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un disegno con le modifiche legislative necessarie per:
assicurare la trasparenza del mercato della raccolta remunerata di firme a favore di referendum facoltativi e di iniziative popolari presentate a livello federale;
rafforzare gli strumenti per individuare e lottare contro la frode e le pratiche commerciali sleali;
definire, allo scopo di lottare contro la concorrenza sleale, un quadro generale di buone pratiche per le imprese che offrono un servizio di raccolta di firme dietro remunerazione in Svizzera.
Begründung
Nel 2023 sono state introdotte sul piano federale e in numerosi Cantoni alcune disposizioni che disciplinano il finanziamento delle attività politiche. Tuttavia, altri aspetti della vita politica rimangono opachi nella nostra democrazia. Gli scandali sollevati recentemente dai media hanno messo in luce l'esistenza di pratiche equivoche sul mercato della raccolta di firme dietro remunerazione.
In primo luogo i cittadini hanno il diritto di sapere se e in che misura la raccolta di firme a sostegno di un referendum o di un'iniziativa popolare federale è stata effettuata coinvolgendo professionisti del settore. In secondo luogo è urgente rafforzare la lotta contro le frodi elettorali e le relative pratiche commerciali sleali, proteggendo così il corretto funzionamento della nostra democrazia. È necessario assicurare che il Popolo sia chiamato a votare su proposte presentate in base a firme raccolte in modo perfettamente legale.
Il sito della Confederazione spiega il significato che assumono le iniziative popolari: «le iniziative popolari non sono promosse dal Parlamento e dal Consiglio federale, ma dai cittadini. Esse sono considerate uno dei pilastri della democrazia diretta. La Cancelleria federale garantisce il corretto svolgimento delle iniziative popolari, dalle prime fasi sino alla votazione popolare.»
Quando per la riuscita di un'iniziativa o di un referendum sono conteggiate anche firme false, l'oggetto su cui votare non riflette la volontà popolare e, invece di costituirne un pilastro, tale volontà si trasforma in un attacco alla democrazia diretta.
Per ristabilire la fiducia è urgente procedere a un riesame del quadro generale entro cui si svolge la raccolta di firme dietro remunerazione. Tuttavia non è opportuno imboccare la facile via d'uscita del divieto, che - rammentiamo - il Consiglio federale aveva valutato nel 2004 e poi abbandonato. Inoltre bisogna combattere gli abusi, senza rendere complesso l'esercizio dei diritti democratici ed evitando di limitare tale esercizio, in particolare per i piccoli comitati d'iniziativa.
È quindi necessario un intervento della Confederazione, attraverso la Cancelleria federale o la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), alfine di combattere le frodi e le pratiche commerciali sleali nella raccolta di firme dietro remunerazione:
- assicurare la trasparenza nel mercato della raccolta di firme dietro remunerazione a sostegno dei referendum facoltativi e delle iniziative popolari a livello federale, ad esempio istituendo l'obbligo di segnalare al momento del deposito il coinvolgimento di fornitori di servizi esterni remunerati, promovendo le buone pratiche e definendo una quota media usuale di firme non valide;
- rafforzare gli strumenti atti a individuare e combattere le frodi e le pratiche commerciali sleali, ad esempio istituendo un dispositivo per facilitare la segnalazione di irregolarità, condividendo il registro delle firme con i Comuni, effettuando controlli a campione presso i firmatari, ecc;
- definire un quadro generale di buone pratiche per le imprese che offrono un servizio remunerato di raccolta delle firme alfine di lottare contro la concorrenza sleale, esigendo ad esempio una formazione di base minima per chi effettua la raccolta, ammettendo il pagamento delle singole firme unicamente per le firme già attestate oppure statuendo in merito alle sedi delle imprese interessate o all'obbligo di presentarsi, durante la raccolta di firme, come operatore remunerato ecc.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La fiducia degli elettori negli istituti della democrazia diretta è fondamentale per il loro buon funzionamento. Forte di questa convinzione, la Cancelleria federale (CaF) ha adottato diverse misure, dopo averne informato il Consiglio federale, per tutelare l’integrità della raccolta delle firme a sostegno di iniziative popolari e referendum a livello federale. Una di queste misure consiste nell’organizzazione di una tavola rotonda permanente della CaF che coinvolga organizzazioni di raccolta delle firme, comitati, associazioni, partiti politici e autorità. L’obiettivo è definire un codice di condotta per la raccolta delle firme che i fornitori di tale servizio e i comitati si impegnino a rispettare (autodisciplina) (si veda il sito web della Cancelleria federale>Diritti politici>Iniziative popolari>Tavola rotonda «Integrità delle raccolte delle firme»). Il codice conterrà in particolare norme in materia di trasparenza e obblighi di diligenza. Senza pregiudicare l’esito della tavola rotonda, potrà prevedere che le parti interessate rinuncino a raccogliere firme in assenza di un mandato esplicito per farlo, che sulle liste delle firme sia apposta una denominazione per assicurare la tracciabilità degli attori coinvolti e che sia segnalata la collaborazione con le organizzazioni che raccolgono firme dietro remunerazione. L’osservanza del codice di condotta sarà verificata in occasione della tavola rotonda permanente. Per individuare in maniera più sistematica i casi di presunta falsificazione di firme e le pratiche sleali e al fine di contrastare questi fenomeni sono state adottate anche altre misure, come propone la presente mozione. Tra queste vi sono i controlli rafforzati che la CaF conduce per lo spoglio delle firme in occasione del deposito di iniziative popolari e referendum: la CaF rileva sistematicamente le firme sospette e le trasmette al Ministero pubblico della Confederazione presentando una denuncia. La CaF ha inoltre predisposto una stretta sorveglianza (monitoraggio) in collaborazione con i Cantoni, l’Associazione dei Comuni Svizzeri e l’Unione delle città svizzere: ora i Comuni possono segnalare le liste di firme sospette e qualunque altro fatto sospetto (p. es. le pratiche sleali) mediante un modulo (online) standardizzato. Queste misure mirate soddisfano le principali richieste formulate nella mozione. Siccome non necessitano di una modifica delle basi legali, possono essere attuate più rapidamente. Se non dovessero sortire gli effetti desiderati, in un secondo tempo si potrebbe considerare la possibilità di legiferare in materia.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.