24.3967 · Interpellanza · 2024-09-24
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
In uno Stato di diritto, confrontati con condannati violenti colpiti da un’espulsione e soggetti a possibile recidiva, non è comprensibile che le procedure d'espulsione non funzionino. A seguito di quanto sopra, inoltro la presente serie di domande:
Per quale motivo persone colpite da un’espulsione dal nostro Paese restano ancora a piede libero nel nostro territorio?
I due iracheni in questione hanno diritto a circolare liberamente in attesa dell’esecuzione effettiva del rimpatrio? Quando si metteranno in atto le decisioni delle Assise criminali di Lugano?
Qualcuno controlla gli spostamenti e le attività dei due iracheni espulsi?
Quando è iniziata la pratica per l’espulsione? È già stata avviata mentre i due erano in carcere? Si tratta di tempi normali o vi sono stati dei ritardi?
Come si potrebbero velocizzare le pratiche di espulsione attraverso dei cambiamenti di legge?
Queste due persone non sono a rischio di recidiva e dunque potenzialmente pericolose?
Quante persone colpite da un’espulsione sono ancora sul nostro territorio? Come ö possibile garantire la sicurezza della popolazione se dei criminali restano ad oltranza in Svizzera e non sono controllati dopo il decreto di espulsione?
Begründung
In un articolo pubblicato su Tio.ch il 9 agosto 2024 si apprende che due giovani fratelli iracheni, condannati a due anni di carcere in quanto responsabili di un pestaggio ai danni di un diciottenne della regione alla rotonda di Locarno avvenuto nel 2021, si trovano ancora sul nostro territorio. Dopo aver scontato il periodo di detenzione, i due avrebbero dovuto lasciare la Confederazione perché espulsi dal nostro Paese per dieci anni, una pena comminata anche alla luce del fatto che durante il processo i due non hanno mai manifestato sentimenti di dispiacere per l'accaduto, tendendo anzi spesso a banalizzarlo. Le pratiche per l’espulsione, però, pare siano ancora in corso, verosimilmente anche a causa di opposizioni legali. La madre della vittima è preoccupata, i due condannati sono stati avvistati a soli quindici minuti di treno da casa loro. Le autorità, intanto, affermano che le procedure richiedono tempo affinché l’espulsione diventi effettiva. Questa inazione suscita indignazione anche perché era stato promesso alla popolazione che l’applicazione dell'espulsione sarebbe stata rapida e rigorosa anche senza l’introduzione di automatismi richiesti dall’UDC.
Stellungnahme des Bundesrates
1., 2. e 4. In base alle disposizioni in materia di protezione dei dati, il Consiglio federale non può fornire informazioni dettagliate sulle persone citate dall’autore dell’interpellanza. Fa tuttavia notare che i casi menzionati non erano ancora in procedura di ritorno quando è stata depositata l’interpellanza. Lo Stato di diritto impone che l’espulsione venga attuata soltanto quando sono adempiute le pertinenti condizioni legali. 3. e 6. Spetta alle autorità cantonali eseguire le espulsioni ordinate da un giudice cantonale e passate in giudicato. L’autorità cantonale competente può ricorrere a varie misure previste dalla legge per preparare l’esecuzione: obbligo di annunciarsi all’autorità, deposito dei documenti di viaggio, deposito di garanzie finanziarie, obbligo di non abbandonare o di non accedere a un dato territorio, carcerazione amministrativa. I Cantoni sono responsabili di sorvegliare le persone espulse in virtù del diritto penale. Se la persona da espellere non possiede documenti di viaggio validi, il Cantone può chiedere aiuto alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che gli fornisce sostegno per identificare la persona, ottenere i documenti di viaggio e organizzare la partenza. 5. e 7. La cooperazione con l’Iraq, nettamente migliorata negli ultimi anni, può ora considerarsi buona, come evidenzia l’accordo in materia di migrazione concluso il 24 maggio 2024 tra la Svizzera e l’Iraq. Le statistiche lo dimostrano: nel 2023 e nel 2024 la SEM ha potuto organizzare 147 rimpatri in Iraq, di cui 45 coatti. Attualmente è possibile eseguire gli allontanamenti e le espulsioni (giudiziarie) a tutti i livelli d’esecuzione, compresi i voli speciali. La maggior parte dei cittadini iracheni che avevano commesso reati è già stata rimpatriata nel corso degli ultimi due anni. Questi progressi sono il risultato di una stretta collaborazione tra tutte le autorità coinvolte a livello cantonale e federale. La cooperazione nel settore del ritorno tra la Confederazione e i Cantoni è in linea di massima buona. Le autorità coinvolte perseguono il medesimo obiettivo, ossia allontanamenti ed espulsioni rapidi ed efficienti. Nella sessione primaverile 2024 il Consiglio degli Stati ha seguito la proposta del Consiglio federale accogliendo la mozione 23.3082 Salzmann «Offensiva nell'ambito dei rimpatri ed espulsione sistematica degli autori di reati e delle persone potenzialmente pericolose», che incarica il Consiglio federale di «presentare al Parlamento […] una strategia volta ad aumentare nettamente, nei prossimi anni, il numero dei rimpatri e delle espulsioni». L’attuazione di questa mozione mostrerà le misure da adottare per ottimizzare ulteriormente il sistema di ritorno a tutti i livelli, ad esempio allestendo statistiche pertinenti.