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24.3981 · Interpellanza · 2024-09-24

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:

  1. L’attuale legge sull’energia nucleare risale al 2003. Dando un’occhiata al relativo messaggio del 28 febbraio 2001, ci si rende subito conto che in generale le questioni legate all’innovazione e alla ricerca nucleare non ricoprono praticamente alcuna importanza. Il Consiglio federale ritiene che l’attuale quadro normativo promuova sufficientemente l’innovazione per consentire le collaborazioni tra start up e università nel settore dell’energia nucleare?

  2. Secondo quanto riportato dai media la Confederazione ha quasi completamente ritirato il suo sostegno ai progetti di ricerca sulle centrali nucleari di ultima generazione. Il Consiglio federale è disposto a riconsiderare la sua posizione alla luce di simili promettenti collaborazioni?

  3. Nel settore finanziario il Parlamento, il Consiglio federale e la Finma hanno creato una cosiddetta «regulatory sandbox», attraverso la quale le imprese e soprattutto le start up possono testare prodotti, servizi o modelli di business innovativi sotto la vigilanza dell’autorità di regolamentazione. Il Consiglio federale è disposto a valutare, in collaborazione con l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), una soluzione simile nel campo della tecnologia nucleare per facilitare progetti come quello di Copenhagen Atomics?

  4. In che misura la semplificazione della normativa in materia di energia nucleare e in particolare l’introduzione di una simile «regulatory sandbox» renderebbero la Svizzera una sede privilegiata per le start up del settore nucleare?

Begründung

Come riportato da numerosi media, a metà di quest’anno l’Istituto Paul Scherrer (PSI) svizzero e la danese Copenhagen Atomics, azienda sviluppatrice di reattori nucleari, hanno firmato un accordo di cooperazione per una collaborazione sperimentale. Nei prossimi anni saranno condotti in Svizzera esperimenti congiunti con sali fusi di torio. La start up Copenhagen Atomics ha sviluppato un nuovo tipo di reattore delle dimensioni di un container merci, che sarebbe adatto anche per la produzione di idrogeno, un processo rispettoso dell’ambiente. Se la cooperazione avrà successo, a detta degli esperti la Svizzera compirà un significativo balzo in avanti nella ricerca sulle nuove tecnologie dei reattori. Tuttavia gli ostacoli normativi al progetto sono molto elevati.

Stellungnahme des Bundesrates

1. La legge federale sull’energia nucleare (LENu; RS 732.1) disciplina lo sfruttamento pacifico dell’energia nucleare e ha come scopo segnatamente la protezione dell’uomo e dell’ambiente dai pericoli che vi sono connessi. Attualmente essa offre un margine sufficiente per l’innovazione e la cooperazione nel campo della ricerca sull’energia nucleare. Ciò è confermato proprio dalla cooperazione nata tra l’Istituto Paul Scherrer (PSI) e Copenaghen Atomics. Al momento il Consiglio federale non ritiene necessari interventi di natura legislativa.2. L’articolo 86 capoverso 1 LENu prevede che la Confederazione può promuovere la ricerca applicata sullo sfruttamento pacifico dell’energia nucleare. La Confederazione lo fa nell’ambito della cosiddetta ricerca della Confederazione. Tale ricerca viene coordinata dall’Ispettorato federale per la sicurezza nucleare (IFSN), è finanziata in parte dalla Confederazione e in parte è a carico dei proprietari degli impianti nucleari. La ricerca si concentra sugli aspetti della sicurezza relativi agli impianti nucleari e allo smaltimento delle scorie radioattive. Secondo il messaggio concernente la LENu, la Confederazione non può finanziare la ricerca di base negli ambiti di questa legge. Tale ricerca viene eseguita in primo luogo dalle università, che sono responsabili anche della definizione delle priorità della ricerca. A tale scopo dispongono dei fondi del finanziamento di base. Per il settore dei PF quest’ultimo è garantito dalla Confederazione.
Si può inoltre fare ricorso ai finanziamenti per la ricerca e l’innovazione erogati nell’ambito della legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI; RS 420.1), che sono aperti in linea di principio a tutti i temi. Fino a poco tempo fa la Svizzera era un membro associato del programma Horizon Europe, collegato a Euratom. Attraverso il programma di ricerca di quest’ultimo sono stati finanziati anche progetti del PSI nel campo delle nuove generazioni di centrali elettriche. Dalla fine dell’adesione a Horizon Europe (e quindi ad Euratom) la SEFRI garantisce il finanziamento diretto dei progetti svizzeri attraverso fondi federali.3. L’articolo 12 capoverso 3 LENu stabilisce che gli impianti nucleari con esiguo potenziale di pericolo non abbisognano di un’autorizzazione di massima (diversamente ad es. dalla centrali nucleari). Ciò semplifica notevolmente la procedura di autorizzazione. La LENu non prevede una «regulatory sandbox» e per introdurla sarebbe necessaria una base legale. Il Consiglio federale ritiene che non ci sia alcun bisogno di introdurla, poiché il diritto attuale consente già la costruzione di reattori di ricerca.4. Con il PSI la Svizzera dispone di un centro per la ricerca nucleare che gode di un’ottima reputazione a livello nazionale e internazionale. Il PSI ha familiarità con l’attuazione delle normative svizzere ed è ed è sempre stato fondamentalmente aperto a cooperazioni con l’industria nucleare svizzera e internazionale finalizzate alla ricerca. Il PSI ha pertanto sostenuto anche la ricerca industriale per le start-up innovative nel settore nucleare. Dal progetto con Copenhagen Atomics si capirà concretamente se la Svizzera è una sede privilegiata per le start-up nucleari oppure in che misura siano necessari a tale riguardo aggiustamenti, precisazioni o armonizzazioni delle normative esistenti.