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24.3992 · Mozione · 2024-09-25

Cancelleria federale

Nella Commissione del Consiglio degli Stati

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di stabilire obblighi di trasparenza per i comitati d'iniziativa in merito alla raccolta delle firme per i referendum e le iniziative a livello federale. Si tratta in particolare di pubblicare i bilanci, i conti economici, il numero di firme acquistate e l'origine delle principali donazioni. Tali obblighi devono dunque comprendere gli elementi seguenti:

1) pubblicazione dell'origine dei fondi per il pagamento delle firme. A questo proposito, si potrebbe prendere in considerazione una soglia di 15 000 franchi per donatore, simile a quella per il finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali.

2) pubblicazione dei costi sostenuti per la raccolta delle firme, incluse le imprese incaricate e il numero di firme acquistate;

3) gli obblighi di cui ai punti 1) e 2) devono applicarsi anche a tutte le iniziative popolari che si trovano ancora in fase di processo politico.

Begründung

Le recenti rivelazioni sul ripetersi di casi di firme falsificate per le iniziative popolari sono scioccanti ed è d'obbligo prendere provvedimenti. Questo è fondamentale per la fiducia nel nostro sistema politico e nelle nostre istituzioni. Non possiamo semplicemente proseguire facendo finta di niente. Non agire sarebbe un invito a proseguire con le contraffazioni.

L'obiettivo è quello di creare trasparenza, in modo che i cittadini possano farsi un'idea sulle iniziative in corso le cui firme vengono o sono state raccolte a pagamento, nonché sulla percentuale di tali firme. Attualmente, infatti, non è chiaro se tali iniziative siano riuscite legalmente.

Sta comunque di fatto che i comitati promotori di iniziative e referendum devono raccogliere fondi già per la raccolta delle firme. Le loro risorse finanziarie possono influenzare il successo di una raccolta di firme. Già in questa fase, quindi, l'opinione pubblica ha un interesse, e i cittadini vi hanno il diritto, a sapere chi siano i principali finanziatori di queste campagne e quindi chi ci sia dietro un'iniziativa o un referendum. È pertanto logico e coerente introdurre obblighi d'informazione a questo livello.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nell’ambito della regolamentazione relativa al finanziamento della politica, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) aveva inizialmente proposto di rendere pubblico anche il finanziamento della raccolta delle firme (FF 2019 6581). Tuttavia, il Consiglio federale aveva rifiutato tale modifica legislativa (FF 2019 6831, in particolare 6834). La CIP-S e successivamente anche il Consiglio degli Stati (Boll. Uff. 2019 S 1170) e il Consiglio nazionale (Boll. Uff. 2021 N 90) erano stati dello stesso avviso e avevano stralciato la proposta dal progetto. Il 17 marzo 2023, con l’Iv. Pa. 23.422, la consigliera nazionale Masshardt ha ripresentato l’idea, ma il Consiglio nazionale non le ha dato seguito (Boll. Uff. 2024 N 911 seg.). Gli eventi che interessano presunte falsificazioni delle firme e pratiche sleali di raccolta delle firme non hanno cambiato fondamentalmente i termini della questione. Gli obblighi di trasparenza in materia di finanziamento ostacolerebbero la raccolta delle firme in particolare per i comitati ad hoc, che non sono sostenuti da attori politici consolidati. Per favorire un’ampia partecipazione politica, nella fase iniziale del processo politico gli ostacoli burocratici non dovrebbero essere troppo elevati, tanto più che non vengono ancora prese decisioni politiche definitive. La mozione propone tuttavia disposizioni di trasparenza persino più severe rispetto a quelle applicabili all’attuale finanziamento dei partiti e delle campagne: se per quest’ultimo si devono rendere pubbliche soltanto le entrate preventivate e quelle effettive, per la raccolta delle firme si chiede la pubblicazione del bilancio e del conto economico (ossia anche delle spese). L’obbligo varrebbe inoltre per tutti i comitati, indipendentemente dall’importo delle spese, anche se l’iniziativa popolare o il referendum non dovesse riuscire. Poiché per i referendum la legge non prescrive che vi sia un comitato, occorrerebbe inoltre chiarire chi sia soggetto all’obbligo di trasparenza. Dopo la diffusione della notizia relativa all’aumento di casi sospetti di falsificazione delle firme nel settembre 2024, la Cancelleria federale ha adottato ulteriori misure al fine di proteggere l’integrità delle pratiche di raccolta delle firme. A tale scopo ha ad esempio convocato una tavola rotonda permanente con comitati d’iniziativa, organizzazioni per la raccolta di firme, partiti politici, gruppi di interesse e autorità affinché le organizzazioni di raccolta delle firme e i comitati d’iniziativa si impegnino a rispettare determinate regole di trasparenza e di comportamento (si veda il sito web della Cancelleria federale>Diritti politici>Iniziative popolari>Tavola rotonda «Integrità delle raccolte delle firme»). Secondo il Consiglio federale tali approcci ai fini di un’autoregolamentazione sono preferibili alla normativa proposta. Infine la mozione chiede un obbligo di trasparenza retroattivo per tutte le iniziative popolari pendenti. Tale effetto retroattivo è problematico dal punto di vista dei principi dello Stato di diritto (art. 5, 8 e 9 Cost.) e verosimilmente sarebbe anche difficile da attuare nella pratica perché probabilmente i comitati non disporrebbero della totalità dei documenti e delle statistiche necessari.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.