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24.3999 · Interpellanza · 2024-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Alla luce della motivazione della presente interpellanza, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Valutazione dei rischi sanitari: il Consiglio federale ha commissionato studi sui rischi associati agli additivi chimici presenti nella plastica riciclata, in particolare negli imballaggi alimentari?

  2. Precedenza alle norme sanitarie rispetto agli obiettivi di riciclaggio: nell'ambito dei lavori in corso, prima di procedere alla definizione degli obiettivi in materia di riciclaggio, il Consiglio federale prevede di introdurre norme più severe per limitare l'utilizzo di determinati additivi per la plastica?

  3. Qualità della plastica riciclata: il Consiglio federale come intende garantire che detta plastica, in particolare quella utilizzata per gli imballaggi alimentari, non arrechi danno alla salute pubblica attraverso il trasferimento di sostanze chimiche agli alimenti (la cosiddetta "migrazione chimica")?

  4. Compatibilità con il futuro Trattato globale sull'inquinamento da plastica: in quale misura la Svizzera terrà conto, nel quadro della definizione dei propri obiettivi in materia di riciclaggio, del dibattito internazionale sulla riduzione della plastica e degli additivi tossici?

  5. Promozione di un design "sicuro" e sostenibile: il Consiglio federale intende promuovere un design "sicuro" della plastica, riducendo l'impiego di additivi pericolosi a partire dalla fase di produzione, al fine di garantire un riciclaggio privo di rischi per la salute?

Begründung

Il riciclaggio della plastica solleva delle preoccupazioni riguardo agli additivi chimici ivi presenti, spesso utilizzati per migliorarne le prestazioni (flessibilità, durabilità). Al momento, nell'ambito della produzione della plastica, vengono utilizzati più di 16 000 additivi, ma, tra questi, soltanto il sei per cento è oggetto di una regolamentazione severa​.

Il rapporto Adding it Up (EA Earth Action, 2023) mette in luce che, una volta mischiati e riciclati, questi additivi diventano problematici sotto il profilo della sicurezza, dal momento che, degradandosi, riducono le prestazioni della plastica e rendono necessario il ricorso a un numero ancora maggiore di sostanze. Il rapporto Hazardous Chemicals in Recycled and Reusable Plastic Food Packaging rivela inoltre che, se utilizzati per la produzione di materiali riciclati, alcuni di questi additivi migrano negli alimenti, esponendo così i consumatori a sostanze tossiche.

Ne risulta che i processi di riciclaggio della plastica attuali, in cui i diversi additivi chimici vengono mischiati tra loro, presentano rischi maggiori per la salute pubblica. Le fasi successive di cui si compone il processo di riciclaggio prevedono l'aggiunta di nuovi additivi al fine di compensare la perdita di qualità, dando origine così a un livello di complessità chimica che aumenta i rischi per la salute. Tale mancanza di regolamentazione e trasparenza in merito a queste sostanze chimiche potrebbe ripercuotersi in modo grave sulla salute pubblica.

È pertanto necessario fare sin d'ora in modo che la plastica riciclata, in particolare quella utilizzata a contatto con gli alimenti, non contenga sostanze pericolose per la salute umana.

Gli scienziati concordano nell'affermare che il riciclaggio della plastica, per quanto essenziale dal punto di vista della sostenibilità ambientale, non debba andare a discapito della salute pubblica. Una valutazione rigorosa degli additivi utilizzati e una regolamentazione severa sono fondamentali per garantire la sicurezza della plastica riciclata dal punto di vista della salute dei consumatori.

Fonti:

- State of the Science on Plastic Chemicals, PlastChem, 2024.

- Hazardous Chemicals in Recycled and Reusable Plastic Food Packaging, Cambridge Prisms, 2023 ​(Cambridge University Press & Assessment).

- Adding it Up, EA Earth Action, 2023. Adding it Up - A new report on plastic additives (e-a.earth)

Stellungnahme des Bundesrates

1) e 4) Nel progetto di ricerca Clean Cycle del PF di Zurigo, sostenuto dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), sono state raccolte, tra le altre cose, informazioni sugli additivi presenti nella plastica. Su oltre 10 000 prodotti chimici identificati, circa 2400 sono stati valutati come potenzialmente preoccupanti. I risultati sono stati integrati nel già citato progetto «PlastChem». Nel quadro dei negoziati su un Trattato globale sull’inquinamento da plastica giuridicamente vincolante, la delegazione svizzera, in conformità con il mandato negoziale del Consiglio federale, sta lavorando per creare maggiore trasparenza in merito al tema degli additivi ritenuti preoccupanti presenti nei prodotti in plastica. Inoltre, la Svizzera si impegna a limitare l’utilizzo globale di additivi che rappresentano un rischio per la salute umana e per l’ambiente. 2) e 5) L’impiego di determinati additivi preoccupanti è disciplinato dall’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81). Le disposizioni corrispondono in larga misura al regolamento REACH dell’Unione Europea e vengono aggiornate regolarmente. L’ordinanza sui materiali e gli oggetti (RS 817.023.21) disciplina l’applicazione di materiali e sostanze che possono entrare in contatto con le derrate alimentari. Il diritto in materia impone requisiti rigorosi per il riciclaggio della plastica destinata agli imballaggi alimentari: in linea generale, la plastica che entra in contatto con le derrate alimentari non deve mettere a rischio la salute dei consumatori. Ciò si applica, in particolare, alle sostanze che possono migrare dalla plastica alle derrate alimentari (cosiddetta «migrazione»). Nel diritto sulle derrate alimentari, la fabbricazione della plastica è disciplinata attraverso un elenco esaustivo di sostanze di partenza e dei rispettivi valori limite di migrazione accettabili. Le imprese di riciclaggio devono garantire che, indipendentemente dalle quote di riciclaggio, i prodotti in plastica riciclata soddisfino i requisiti delle rispettive applicazioni (p. es. imballaggi alimentari). 3) Nell’ambito del riciclaggio finalizzato alla fabbricazione di prodotti destinati a entrare in contatto con le derrate alimentari, può essere utilizzata soltanto plastica che soddisfa i requisiti illustrati nella risposta alla domanda 2. Inoltre, i relativi processi di riciclaggio devono essere autorizzati dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). In tale contesto, oltre ai sistemi di raccolta, selezione, pulizia e decontaminazione, sono valutati anche i test sulla potenziale migrazione di sostanze dalla plastica riciclata, in modo da garantire che non vi siano rischi per la salute. Ad oggi, per un’applicazione nel campo delle derrate alimentari, è stato autorizzato soltanto il riciclaggio di bottiglie in PET per bevande e latte.