24.4005 · Interpellanza · 2024-09-25
Cancelleria federale
Liquidato
Wortlaut
Degli 831 000 Svizzeri all’estero oltre 210 000 si sono iscritti al registro degli Svizzeri all’estero. Pur partecipando regolarmente alle elezioni e alle votazioni, questi cittadini non firmano quasi mai iniziative e referendum, sebbene questi strumenti della democrazia diretta siano elementi essenziali del nostro sistema politico. L’esercizio dei diritti politici deve quindi essere il più semplice possibile anche per gli Svizzeri all’estero. A questo proposito il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.
Quanti Svizzeri all’estero firmano un’iniziativa popolare o un referendum a livello federale o a quanto ammonta la quota media delle firme degli Svizzeri all’estero per iniziativa popolare o referendum?
Come può essere migliorato il processo democratico per favorire la partecipazione degli Svizzeri all’estero quando viene lanciata un’iniziativa o un referendum?
Secondo il Consiglio federale sarebbe utile se in futuro gli Svizzeri all’estero non inviassero le loro liste delle firme ai comitati di iniziativa o referendari in Svizzera, bensì alla rappresentanza svizzera del loro Paese perché ne attesti il diritto di voto (sgravando così i Comuni interessati) e l’inoltri al comitato in Svizzera? Una simile misura non costituirebbe un chiaro incentivo a firmare le iniziative e i referendum soprattutto nei Paesi in cui le spese di spedizione sono elevate, la distribuzione della posta è inaffidabile oppure i servizi postali sono lenti?
Quali misure prevede il Consiglio federale per permettere in generale agli Svizzeri all’estero di esercitare più facilmente i loro diritti politici?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le decisioni concernenti la riuscita di iniziative popolari e referendum facoltativi indicano sempre la pertinente ripartizione del numero di firme valide e non valide per Cantone. Oltre a questo, la Confederazione non tiene alcuna statistica in relazione alle firme raccolte e in particolare non raccoglie dati su chi ha sostenuto quali referendum. Pertanto non si conosce né il numero né la quota media di Svizzeri all'estero che firmano le iniziative popolari o i referendum.
2./4. Sarebbe ipotizzabile rafforzare le informazioni sulle iniziative popolari e sui referendum facoltativi pendenti, ad esempio pubblicando le indicazioni pertinenti sulla Gazzetta svizzera. Inoltre i cittadini svizzeri che vivono all'estero potrebbero presumibilmente trarre beneficio dalle opportunità fornite nell’ambito di una raccolta elettronica, in quanto le firme potrebbero essere apposte indipendentemente dal luogo in cui le persone risiedono e senza ricorrere al servizio postale locale. Il Consiglio federale ha adottato un rapporto sulla raccolta elettronica di firme in adempimento del postulato 21.3607, incaricando nel contempo la Cancelleria federale di elaborare un progetto preliminare.
3. In base alla legislazione vigente, per le rappresentanze della Svizzera all'estero non sussiste né l’obbligo né l’autorizzazione di attestare il diritto di voto dei firmatari di iniziative popolari e referendum. Inoltre attualmente non sarebbero in grado di esercitare questa funzione perché non hanno accesso ai cataloghi elettorali tenuti dai Cantoni o dai Comuni conformemente all'articolo 20 della legge sugli Svizzeri all'estero (LSEst, RS 195.1). Se in futuro le rappresentanze venissero autorizzate ad attestare il diritto di voto, sarebbero necessari adeguamenti pertinenti sul piano legislativo e organizzativo. Tuttavia è lecito chiedersi se la misura comporterebbe effetti misurabili sulla partecipazione politica degli Svizzeri all'estero. In considerazione del periodo relativamente lungo a disposizione per la raccolta delle firme (100 giorni per i referendum facoltativi e 18 mesi per le iniziative popolari), chi ne ha la volontà politica può già firmare attualmente referendum facoltativi e iniziative popolari all'estero senza problemi.