24.4007 · Interpellanza · 2024-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nelle scorse settimane il tema delle PFAS ha avuto ampio riscontro nei media svizzeri. Il Parlamento ha già conferito due incarichi concreti al Consiglio federale con il postulato Moser (22.4585) e la mozione Maret (22.3929).
Sono a conoscenza del fatto che, per quanto riguarda il postulato Moser, sono in corso lavori che includono anche un sondaggio presso diversi portatori d’interesse, come autorità cantonali, organizzazioni non governative e associazioni dell’economia, indagine che però pare riferirsi soprattutto a un documento dell’Agenzia danese per la protezione ambientale e di cui non comprendo la rilevanza per la Svizzera.
Perché il Consiglio federale non ha effettuato o commissionato da tempo una panoramica per la Svizzera corrispondente al documento di riferimento danese sui flussi di sostanze e sulle modalità di emissione delle varie PFAS? E quando lo farà? Quando saranno disponibili le basi necessarie per una regolamentazione mirata che affronti i rischi reali?
In che modo il Consiglio federale si assicura che, oltre alle conoscenze specialistiche di istituti di ricerca universitari, politecnici federali, organizzazioni non governative e autorità cantonali, confluiscano nei lavori anche le conoscenze e l’esperienza pratica delle nostre aziende industriali e commerciali, in particolare per quanto riguarda la mozione Maret?
La rinuncia all’impiego tecnico delle PFAS (fluoropolimeri) immobilizza settori importanti dell’economia svizzera (produzione di sigillanti, rivestimenti, materiali isolanti). Oltre a essere utilizzate in impianti di produzione e istituti di ricerca, le PFAS sono contenute anche in farmaci per uso umano e veterinario (ca. il 30 % dei principi attivi rientra nella definizione delle PFAS) e anche il funzionamento di un gran numero di strumenti medici non può essere garantito senza l’impiego di PFAS (fluoropolimeri).
Il Consiglio federale in che modo garantisce che, oltre a tutte le preoccupazioni che può suscitare la pubblicazione da parte di autorità cantonali dei risultati delle misurazioni di alcune PFAS, si tenga adeguatamente conto dell’importanza di impieghi commerciali e industriali sicuri di determinate altre PFAS e quindi che si ponderino i benefici e i rischi potenziali?
Stellungnahme des Bundesrates
L’indagine sui portatori d’interesse effettuata nel quadro del postulato Moser (22.4585) mira principalmente a raccogliere informazioni sulle misure attuate e previste in materia di PFAS, a determinare le esigenze di Cantoni, economia e altri portatori d’interesse e a colmare le lacune in termini di informazione, rilevanti dal punto di vista svizzero. Per quanto concerne l’analisi del flusso delle sostanze per la Danimarca, le associazioni industriali sono state per esempio interrogate sulla trasferibilità delle conoscenze derivanti da tale studio alla Svizzera, attingendo in tal modo all’esperienza della prassi del nostro Paese. Su mandato dell’Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nel 2020 il Politecnico federale di Zurigo ha allestito una panoramica dell’utilizzo delle PFAS, nel cui contesto sono state prese in considerazione più di 1400 PFAS differenti utilizzate in oltre 200 applicazioni. Informazioni dettagliate sulle quantità utilizzate e i settori di applicazione possono per il momento essere messe a disposizione solo dal settore. Nello specifico, nel 2020 l’UFAM ha pubblicato un rapporto (disponibile in tedesco) sull’utilizzo delle PFAS nei processi galvanici; nei prossimi mesi ne seguiranno altri nell’ambito delle scioline e delle schiume antincendio. Nel quadro dell’attuazione della mozione Maret (22.3929) sono in corso i lavori di base volti a determinare i valori da integrare nelle ordinanze rilevanti. Oltre agli istituti di ricerca menzionati e alle autorità cantonali, in questi lavori sono coinvolti in particolare l’industria del cemento, rappresentata da cemsuisse, e l’economia idrica, rappresentata dall’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA). Altre associazioni di settore sono consultate se necessario. La Svizzera segue con attenzione i lavori in seno all’Unione europea (UE) che perseguono un’ampia limitazione delle PFAS. Le regolamentazioni conterranno delle deroghe per le applicazioni per le quali non sono ancora disponibili alternative. I comitati per la valutazione dei rischi e per l’analisi socioeconomica dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche stanno procedendo ai necessari chiarimenti. I farmaci umani e veterinari sono esclusi dal campo di applicazione della limitazione delle PFAS prevista dall’UE. Al termine di questi lavori nell’UE, il Consiglio federale esaminerà l’armonizzazione del diritto svizzero, tenendo conto anche dell’impatto sull’economia nazionale.