24.4012 · Interpellanza · 2024-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
L’abolizione del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari non darebbe forse maggiore slancio a quelle forze, presenti ad esempio nei Comuni, che assumendo una posizione «Not in my Backyard» ostacolano, ritardano o addirittura impediscono la realizzazione degli impianti di energia rinnovabile (ad es. impianti eolici o gli impianti solari su superfici libere), permettendo loro di richiamarsi alla possibilità di costruire in futuro nuove centrali nucleari?
Già oggi si registrano prezzi dell’elettricità pari a zero o negativi in caso di una produzione solare elevata. Si prevede che queste fasi aumenteranno in modo significativo nei prossimi anni. Come può la produzione elettrica per nulla flessibile di una centrale nucleare generare ricavi accettabili in un simile mercato?
Ogni anno sono necessarie nuove barre di combustibile all’uranio per far funzionare le centrali nucleari. Il principale attore di questo mercato è la Russia. Anche Leibstadt e Beznau dipendono attualmente dall’uranio russo, contribuendo così al finanziamento della guerra di Putin. Quali misure (normative) sono previste per combattere questa dipendenza dall’estero?
Begründung
I piani nucleari del consigliere federale Rösti sono preoccupanti e non contribuiscono a risolvere la questione della transizione energetica. Eventuali nuove centrali nucleari saranno in grado di fornire elettricità tra non prima di 20 anni, mentre le energie rinnovabili sono disponibili già oggi in breve tempo. Se le risorse e il denaro vengono dirottati verso la costruzione di centrali nucleari, si mette a rischio la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la risposta all’urgente necessità di abbandonare i combustibili fossili. Questo ritarda il potenziamento di fonti energetiche rinnovabili più pulite e più facilmente disponibili, il che è controproducente per la politica climatica e gli obiettivi della Strategia energetica 2050.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La cancellazione del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari non corrisponde a una decisione di costruirne di nuove. Resta quindi da vedere se in futuro verrà presentato un progetto per la costruzione di una nuova centrale nucleare. A breve e medio termine, per il Consiglio federale resta quindi prioritario il potenziamento delle energie rinnovabili. Tuttavia, la realizzazione di nuovi progetti rappresenta già oggi una sfida. Contro i nuovi progetti di impianti idroelettrici o di impianti solari alpini vengono regolarmente intraprese azioni legali. Ad esempio, sono stati presentati ricorsi contro i progetti Trift e Gondosolar. Il ritardo lamentato dall’autrice dell’interpellanza può quindi essere osservato già oggi, a prescindere dalla prevista cancellazione del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari. 2. L’energia nucleare può essere un utile complemento all’energia solare in particolare in inverno, attraverso la produzione di energia di banda, soprattutto fintantoché l’elettricità prodotta in estate non potrà essere immagazzinata per l’inverno. L’evoluzione della redditività economica a lungo termine dell’energia nucleare non può essere valutata oggi in modo esaustivo. 3. Come indicato nel parere del Consiglio federale in merito all’interpellanza Mahaim 24.3335 «Energie di origine russa. Gli abitanti della Svizzera alimentano i fondi russi per la guerra?», nel rapporto in adempimento al postulato 23.3959 «Applicazione e controllo delle sanzioni contro la Russia nel settore delle materie prime» il Consiglio federale spiegherà alla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale se ci sono lacune nell’attuale controllo e applicazione delle sanzioni contro la Russia nel settore delle materie prime e dove le misure potrebbero essere rafforzate, se necessario. Inoltre, la Russia non è l’unico fornitore di queste materie prime e le centrali nucleari svizzere si stanno già impegnando a fondo per diversificare le loro fonti di approvvigionamento. L’uranio viene estratto in molti Paesi del mondo; i maggiori Paesi produttori sono il Kazakistan, il Canada e l’Australia.