Cessazioni del servizio da parte di alti ufficiali superiori romandi a seguito di controlli di sicurezza relativi alle persone
24.4084 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Quest’anno due alti ufficiali superiori romandi sono stati sospesi con effetto immediato dalle loro funzioni. Le spiegazioni fornite pubblicamente si fondavano sul fatto che questi due alti ufficiali superiori, che da diverso tempo ricoprivano la loro carica e che apparentemente erano apprezzati sia dai superiori gerarchici che dai militari loro subordinati, non avevano superato il relativo controllo di sicurezza relativo alle persone (CSP).
Entrambi godevano di un’eccellente reputazione. Il fatto che siano anche stati sospesi dalla loro funzione ha suscitato sbigottimento e sconcerto nei militari e nei quadri loro subordinati, in particolare negli ufficiali romandi.
Alla luce di questi fatti pongo pertanto al Consiglio federale, sotto forma di interpellanza, le seguenti domande:
Lo stato di servizio degli ufficiali interessati e la loro reputazione presso le proprie truppe vengono presi in considerazione nell’ambito della ponderazione degli interessi al momento dei controlli di sicurezza relativi alle persone?
Il fatto che questi due casi si siano verificati solamente qualche mese dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn) e dell’ordinanza sui controlli di sicurezza relativi alle persone (OCSP) solleva interrogativi. Questa nuova regolamentazione è stata adottata per rimuovere dalla loro funzione questi ufficiali, ovvero era realmente necessario procedere in maniera più severa nei confronti degli alti ufficiali superiori come quelli che sono stati sospesi dalla loro funzione?
Alla luce del fatto che la cessazione del servizio da parte di questi due alti ufficiali superiori è stata resa pubblica, il Consiglio federale è consapevole che per dei militari che hanno dedicato la loro vita a un’istituzione come l’Esercito svizzero, questo possa essere percepito come una specie di umiliazione?
Chi prende la decisione finale? Si tratta veramente del capo del DDPS o della persona incaricata del controllo di sicurezza? Oppure è il Consiglio federale?
Gli alti ufficiali superiori interessati sono stati aiutati nella loro riconversione professionale?
Cosa intende fare il capo del DDPS, o anche il Consiglio federale per riconquistare la fiducia degli ufficiali romandi?
Stellungnahme des Bundesrates
Un controllo di sicurezza relativo alle persone serve a valutare se l’esercizio di un’attività sensibile sotto il profilo della sicurezza da parte di una persona, nel quadro della sua funzione o di un mandato possa costituire un rischio per la sicurezza delle informazioni. A tal fine, secondo la legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn; RS 128), sono raccolti dati rilevanti per la sicurezza concernenti il modo di vita della persona da controllare, in particolare le sue relazioni personali strette e quelle familiari, la sua situazione finanziaria e i suoi rapporti con l’estero. A seconda del fabbisogno i dati sono raccolti da differenti registri (casellario giudiziale, registro delle esecuzioni ecc.), presso autorità e organi di sicurezza, da fonti pubblicamente accessibili, mediante audizione della persona da controllare e, nel caso, da terzi. Eventuali risultati vengono ponderati in funzione dell’attività prevista e valutati nel corrispondente contesto. Nell’effettuare la loro valutazione, i servizi competenti per i controlli di sicurezza relativi alle persone non sono vincolati a istruzioni. Per gli alti quadri dell’esercito e dell’Amministrazione federale è competente il servizio specializzato per i controlli di sicurezza relativi alle persone della Cancelleria federale. Il controllo di sicurezza ampliato rappresenta una condizione contrattuale d’impiego per gli alti ufficiali superiori ed esisteva anche con la situazione giuridica precedente. Nel caso dei due ufficiali si trattava di alti ufficiali superiori che ricoprivano funzioni importanti e quindi dei massimi vertici dell’Esercito svizzero. È obbiettivamente giustificato e comprensibile che i titolari di queste funzioni debbano soddisfare requisiti elevati per quanto riguarda l’integrità personale, l’affidabilità e la sicurezza e non debbano essere ricattabili né corruttibili. Nella valutazione del servizio specializzato per i controlli di sicurezza relativi alle persone della Cancelleria federale e nella successiva completa valutazione da parte dell’Aggruppamento Difesa sono state attuate le prescrizioni legali e contrattuali nel quadro del margine discrezionale. Si tratta dell’attuazione coerente delle prescrizioni legali per la protezione delle informazioni. Le informazioni per i media hanno riportato i relativi fatti in modo oggettivo, neutro e conciso e la comunicazione è stata convenuta con le persone interessate. Quindi, da un lato, è stato possibile tutelare le persone interessate, e, dall’altro lato, si è potuto ottemperare al fabbisogno di informazione e trasparenza dell’opinione pubblica. Le dichiarazioni dei servizi specializzati per i controlli di sicurezza relativi alle persone hanno carattere di raccomandazione. In casi come questi, dopo aver preso atto della dichiarazione, il capo dell’esercito valuta se la persona controllata può esercitare l’attività sensibile sotto il profilo della sicurezza. Il capo dell’esercito ha condotto colloqui con entrambi gli alti ufficiali superiori interessati. Uno di loro ha tratto le conseguenze da questa situazione ed ha disdetto spontaneamente il suo rapporto di lavoro; ha lasciato l’Aggruppamento Difesa di propria iniziativa. Con l’altra persona è stata trovata una soluzione consensuale, che ha dovuto essere approvata dal Consiglio federale, per la risoluzione del rapporto di lavoro. La decisione sulle conseguenze di diritto del personale, in particolare la risoluzione del rapporto di lavoro di alti ufficiali superiori, spetta al Consiglio federale conformemente all’ordinanza sul personale federale (OPers; RS 172.220.111.3) che tiene conto delle raccomandazioni del capo dell’esercito. Il diritto in materia di personale federale non prevede un sostegno per i casi menzionati. Per pura coincidenza, nei due casi si tratta di due persone provenienti dalla Svizzera romanda. Le dichiarazioni del servizio specializzato per i controlli di sicurezza relativi alle persone della Cancelleria federale sono state rilasciate per motivi oggettivi e indipendenti dalla provenienza delle persone interessate. Attualmente non vi sono motivi per credere che la fiducia degli ufficiali della Svizzera romanda sia compromessa. Per questa ragione si ritiene che non siano necessarie misure particolari in tal senso.