24.4111 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le scarpate ferroviarie sono aree ideali per la promozione di specie rare e habitat importanti. Le aree, di proprietà della Confederazione, sono spesso corridoi verdi che collegano gli habitat; un effetto di separazione può essere minimizzato con misure adeguate. Tuttavia, gran parte del potenziale delle scarpate ferroviarie non viene sfruttata, poiché per promuovere specie e habitat è necessaria una specifica manutenzione di tale aree. Prendersi cura di queste superfici è importante anche per il contenimento delle neofite invasive. Nel rapporto di sostenibilità 2023 le FFS affermano di voler gestire nel rispetto della natura il 20 per cento delle loro scarpate. Nel 2023, tuttavia, tale quota ammontava solo al 5,2 per cento. Il piano d’azione Biodiversità del Consiglio federale stabilisce che in futuro l’UFT dovrà sostenere in misura maggiore l’UFAM nella promozione della biodiversità nel settore ferroviario. In particolare, sono previste una migliore protezione, la promozione e la conservazione a lungo termine della biodiversità da parte dei gestori dell’infrastruttura ferroviaria. A partire dal 2021 l’UFT intende integrare la biodiversità nelle convenzioni sulle prestazioni. A tal fine, definisce i relativi obiettivi e ne controlla il rispetto.
Sulla base di quanto precede, pongo le seguenti domande:
- Quali obiettivi per la biodiversità ha definito l’UFT insieme ai gestori dell’infrastruttura ferroviaria? Quando è stato controllato l’ultima volta il loro conseguimento? Quali sono stati i risultati?
- Attualmente le aree allo stato naturale fanno registrare un incremento annuo dell’1 per cento; tale andamento permetterà di raggiungere solo a metà l’obiettivo previsto del 10 per cento entro il 2030. Perché siamo così in ritardo e cosa si sta facendo per poter raggiungere gli obiettivi entro il 2030?
- Quali sono i costi di manutenzione delle scarpate per metro lineare (differenza tra manutenzione convenzionale e quella prossima allo stato naturale)? Quanti mezzi aggiuntivi servirebbero ogni anno per raggiungere l’obiettivo del 20 per cento di scarpate allo stato naturale?
- Secondo le informazioni in mio possesso, quest’anno i responsabili delle tratte delle FFS non solo avranno a disposizione molti meno fondi per la manutenzione prossima allo stato naturale, ma si vedranno in generale ridotti del 20 per cento i mezzi destinati alla manutenzione degli spazi verdi. L’UFT versa contributi forfettari. Come risponde l’UFT all’inosservanza della convenzione sulle prestazioni da parte delle FFS? In che modo il Consiglio federale si assicura che l’UFT ottemperi l’obbligo di attuare gli obiettivi del piano d’azione per la biodiversità?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le scarpate ferroviarie, che come molte superfici lungo gli impianti ferroviari sono di proprietà dei gestori dell’infrastruttura, grazie alla loro caratteristica struttura longitudinale possono fornire un contributo prezioso alla biodiversità in Svizzera. Per tale motivo, dal 2021 l’UFT ha integrato la Strategia Biodiversità Svizzera nelle convenzioni sulle prestazioni per l’esercizio e il mantenimento della qualità dell’infrastruttura ferroviaria con i GI. Per gli obiettivi è stata stilata una guida dettagliata, che funge da base per la redazione dei rapporti inizialmente annuali e, dal 2025, biennali. Mediante l’obbligo di redigere un rapporto periodico rimane forte la pressione per le imprese di dover dimostrare progressi nel settore della biodiversità. Di fondo, tutti i GI hanno ricevuto gli stessi obiettivi. Dai rapporti emerge che vi sono imprese che sono sulla buona strada per raggiungere o hanno già superato l’obiettivo concreto di scarpate gestite nel rispetto della natura o altri traguardi di biodiversità, mentre altre hanno bisogno di più tempo. 2. Le FFS, in quanto GI con la superficie di gran lunga maggiore, nel loro ultimo rapporto sulla biodiversità dichiarano il 5,2 per cento di superfici effettive per la promozione della biodiversità (gestite nel rispetto della natura), un altro 9,9 per cento potenziali (in corso di chiarimento) e il 4,6 per cento di superfici di sostituzione (da progetti). Per un ampliamento ragionevole e di qualità occorre un coordinamento con i Cantoni, allo scopo di ottenere il maggiore beneficio ecologico possibile. Secondo le FFS finora sono state rilevate superfici di pregio ecologico in circa la metà dei Cantoni e i rilevamenti dovrebbero concludersi entro tre anni. Al cinque per cento di superfici gestite nel rispetto della natura già rilevate, finora si sono aggiunti circa 218 ettari sui quali sarebbe ragionevole ricorrere a una manutenzione prossima allo stato naturale. Si deve partire dal presupposto che la quantità di queste superfici sarà indicativamente la stessa anche nei restanti Cantoni. Il raggiungimento dell’obiettivo, ovvero l’aumento delle superfici gestite nel rispetto della natura, dipende tuttavia direttamente dai mezzi finanziari messi a disposizione. Nella prassi attuale sono i GI a definire l’ordine di priorità dei mezzi nella convenzione sulle prestazioni (v. anche risposta 4). 3. Il dispendio sulla singola superficie dipende considerevolmente dallo stato ecologico, dall’accessibilità e dalla capacità di gestione. Al momento le FFS calcolano che la manutenzione convenzionale costi circa 0,70 fr./m², quella prossima allo stato naturale e con valorizzazione ecologica 1,8-2,5 fr./m². Garantire quest’ultima per 500 ha di scarpate vorrebbe dire dunque investire almeno 13 milioni di franchi in più all’anno. 4. I fondi della convenzione sulle prestazioni sono stabiliti per quattro anni sulla base delle prestazioni concordate, ma non sono assegnati a settori specialistici dedicati. Rientra nella responsabilità imprenditoriale dei GI decidere dell’effettivo impiego dei mezzi, che dipende comunque anche da tutta una serie di altri obiettivi (p. es. mantenimento della qualità, attuazione LDis, esigenze di traffico). Nella sua valutazione del raggiungimento degli obiettivi, l’UFT deve considerare anche i conflitti tra questi ultimi. Dunque, anche mettendo a disposizione maggiori fondi tramite la convenzione sulle prestazioni, nulla garantisce che sarebbero destinati specificamente al settore della biodiversità. Forse si potrebbero ottenere progressi con maggiore rapidità strutturando la convenzione sulle prestazioni in modo più mirato agli obiettivi o stipulando una convenzione sulle prestazioni della Confederazione separata per programmi sulla biodiversità.