24.4122 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il 10 agosto il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha pubblicato un tweet in cui condannava unilateralmente un attacco militare israeliano contro un rifugio per profughi nella Striscia di Gaza, riprendendo le affermazioni di Hamas e di fonti vicine all’organizzazione secondo cui sarebbero stati uccisi numerosi civili. Il tweet (scritto in francese) recitava: «La Svizzera è allarmata dall’elevato numero di vittime riportato a seguito di un attacco israeliano a una scuola usata come spazio di protezione a Gaza. Il diritto internazionale umanitario impone la protezione della popolazione e delle infrastrutture civili».
Israele ha presto comunicato che le sue forze aeree avevano attaccato un posto di comando di Hamas e del jihad islamico situato nella scuola abbandonata di Taba’een, a Gaza. Poche ore dopo i fatti, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno pubblicato i nomi dei terroristi uccisi.
Il portale di notizie Audiatur ha riferito che 17 ore dopo l’incursione aerea il DFAE ha pubblicato un tweet interamente basato sulla versione dei fatti di Hamas, in cui ignorava del tutto le informazioni fornite da Israele. Secondo Audiatur il DFAE non ha verificato l’accaduto e si è semplicemente allineato ai tweet pubblicati dall’UE, dal Belgio e dal Regno Unito. Anche per quanto riguarda le affermazioni secondo cui sarebbe stato violato il diritto internazionale umanitario non sono state condotte le verifiche necessarie. Il DFAE dovrebbe sapere che le infrastrutture civili usate per scopi militari perdono il loro statuto di protezione.
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Esistono regole chiare che disciplinino chi è autorizzato a formulare e diffondere dichiarazioni su Twitter, nonché i canali di informazione su cui è consentito basarsi a tale scopo? Di chi è alla fine la responsabilità? A cosa è riconducibile questa gestione di situazioni politiche delicate?
Esistono regole che disciplinino in quali casi un testo deve essere sottoposto per verifica al capo del Dipartimento responsabile?
Chi si assicura che le persone coinvolte possiedano le conoscenze necessarie riguardo alle questioni trattate?
Anche il Consiglio federale ritiene che le affermazioni diffuse tramite i canali di informazione ufficiali debbano essere verificate prima della pubblicazione? Come mai ciò non è accaduto in questo caso?
Il DFAE ha tratto qualche insegnamento dagli scandali che attualmente interessano la sua politica di comunicazione per adeguare il suo futuro comportamento sui social media?
Stellungnahme des Bundesrates
La guida interna del DFAE sui social media definisce chi è autorizzato a essere presente sui social media per conto del DFAE. Attualmente ci sono circa 150 account X/Twitter del DFAE (rete esterna e Centrale). I tweet vengono preparati dalle persone responsabili della comunicazione sui social media presso la Centrale o nella rete esterna, che, a tal fine, si basano sugli obiettivi della Strategia di politica estera, sulle decisioni del Consiglio federale e sulla guida citata. Gli account «EDA/DFAE», «SwissMFA» e quello del consigliere federale Ignazio Cassis sono gestiti da Comunicazione DFAE. Quest’ultima redige le bozze dei tweet da pubblicare sugli account che gestisce e le sottopone alle unità competenti presso la Centrale e nella rete esterna. Nei casi delicati dal punto di vista politico, viene coinvolto il capo del Dipartimento. Specialiste e specialisti della comunicazione nonché esperte ed esperti delle divisioni o delle rappresentanze competenti chiariscono insieme il contesto a cui si riferisce un tweet. Il Consiglio federale ritiene inoltre che prima di qualsiasi comunicazione debbano essere effettuati i dovuti accertamenti. Ciò viene fatto sistematicamente. In linea di massima, il DFAE esamina a posteriori tutte le sue attività di comunicazione. Le esperienze e i feedback contribuiscono a svolgere al meglio tali attività.