24.4133 · Mozione · 2024-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di procedere a una revisione della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) in modo tale che, nel caso di siti inquinati con sostanze problematiche, i produttori e gli importatori siano chiamati a partecipare in misura maggiore ai costi di riparazione dei danni.
Begründung
Sulla base dell’articolo 74 della Costituzione federale, l’articolo 2 LPAmb disciplina il principio di causalità come segue: «Le spese delle misure prese secondo la presente legge sono sostenute da chi ne è la causa». Affinché tale principio sia applicabile, è necessario, in caso di inquinamento con sostanze problematiche, conoscere i responsabili e i motivi alla base della stessa. In uno studio pubblicato di recente, il Controllo federale delle finanze (CDF) è giunto alla conclusione che il principio di causalità, nel senso stretto del termine, è applicato in misura insufficiente. A seconda della situazione, è possibile che siano i proprietari attuali o la collettività a dover rimediare a danni di cui non sono la causa. In caso di danni legati alla salute umana, per esempio, i costi sono a carico degli assicuratori.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il principio di causalità è sancito dall’articolo 74 della Costituzione federale (RS 101) e stabilisce che i costi delle misure ambientali sono a carico di chi ha causato danni all’ambiente. Il legislatore ha ulteriormente precisato tale disposizione nei vari ambiti giuridici, in particolare per i casi in cui non è chiaro come applicare il principio se non è noto chi abbia causato il danno. Infatti, sono molti gli ambiti del diritto ambientale in cui il principio di causalità viene concretizzato ed eseguito con successo. Nell’ambito del risanamento dei siti contaminati, tale principio è stato disciplinato dal legislatore in modo differenziato e ulteriormente sviluppato in sentenze dei tribunali federali emesse nel corso di tanti anni. In adempimento della raccomandazione 5 dello studio del CDF del 14 maggio 2024 citato nella mozione, l’Ufficio federale dell’ambiente, con il coinvolgimento di un perito esterno, condurrà un’analisi approfondita delle norme esistenti sul principio di causalità e analizzerà insieme alle unità amministrative interessate (UFSP, UFAG, USAV, SECO) se occorrono eventuali adeguamenti legislativi. La questione posta nella mozione è quindi già stata inclusa nell’analisi in corso in un contesto più ampio e fa parte del rapporto del CDF.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.