24.4139 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
1. La Confederazione conosce la vera origine dell’oro importato in Svizzera nel 2023 (e non solo il Paese di spedizione) dall’Uzbekistan e dal Kazakistan?
2. In che modo la Confederazione si accerta che le importazioni d’oro dall’Uzbekistan e dal Kazakistan non finanzino la guerra di aggressione contro l’Ucraina, in violazione del diritto internazionale?
3. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e l’Ufficio centrale di controllo dei metalli preziosi possono escludere che l’oro importato dall’Uzbekistan e dal Kazakistan sia stato estratto in Russia dopo lo scoppio della guerra in Ucraina?
4. Se sì, su quali basi e quali controlli può effettuare la Confederazione?
5. Alla luce dei rischi posti dalle importazioni d’oro già raffinato proveniente dall’Uzbekistan e dal Kazakistan, quali controlli vengono effettuati dalla SECO e dall’Ufficio centrale di controllo dei metalli preziosi per accertare il rispetto delle sanzioni della Confederazione nei confronti della Russia?
Begründung
Secondo un’inchiesta di swissinfo.ch del 3 settembre 2024, nel 2023 sono state importate più di 130 tonnellate d’oro (di cui 30 passando dal Regno Unito) dall’Uzbekistan (40 tonnellate nel 2021) e 59 tonnellate (24 tonnellate nel 2021) dal Kazakistan (di cui 58 tonnellate passando dal Regno Unito) senza alcuna spiegazione da parte dell’Ufficio federale della dogana. Questo forte aumento già dal 2022 coincide con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Le sanzioni internazionali vietano l’importazione d’oro russo prodotto dopo l’inizio della guerra. Questi sviluppi del mercato sollevano interrogativi. Secondo l’Indice della percezione della corruzione 2023 dell’ONG Transparency International, l’Uzbekistan è al 121° posto e il Kazakistan al 93°. Nella risposta del 16 settembre 2024 alla domanda 24.7490 Molina, il Consiglio federale ha dichiarato che un’analisi dei flussi commerciali dell’oro potrebbe rivelarsi insufficiente. Faceva inoltre riferimento alle dichiarazioni di importazione introdotte nel 2021. Nel 2023 l’Uzbekistan e il Kazakistan hanno esportato a livello internazionale più oro di quanto ne abbiano prodotto e prelevato dalle loro riserve, il che fa aumentare il rischio di transito dell’oro russo da questi due Paesi. L’oro importato in Svizzera proveniente da questi Paesi nel 2023 è oro raffinato, il che aumenta il rischio di occultamento dell’origine. Queste possibilità fanno sorgere interrogativi sui controlli da parte della Confederazione e della SECO per accertare il rispetto delle regole e l’assenza di finanziamenti della guerra di Putin in Ucraina.
Stellungnahme des Bundesrates
2. & 4. & 5. In seguito all’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina, il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di aderire alle sanzioni dell’Unione europea (UE) nei confronti della Russia, rafforzandone così l’effetto. Da allora, il Consiglio federale ha aderito ai pacchetti di sanzioni dell’UE per impedire il finanziamento della guerra e considera prioritario il rispetto delle sanzioni. Le sanzioni contro la Russia sono contenute nell’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72). In base all’ordinanza, sono vietati l’acquisto, l’importazione, il transito e il trasporto d’oro proveniente dalla Federazione Russa ed esportato dalla Federazione Russa dopo il 4 agosto 2022. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e l’Ufficio centrale di controllo dei metalli preziosi (CMP) analizzano costantemente i flussi commerciali al fine di individuare i rischi di elusione delle sanzioni sulle merci e di orientare di conseguenza le misure di controllo. Tuttavia, la sola analisi dei flussi commerciali non è sufficiente a dimostrare le violazioni delle sanzioni. Per questo è necessario un attento esame di ogni singolo caso. La SECO esamina sistematicamente le segnalazioni di violazione delle sanzioni e svolge indagini dettagliate che vanno oltre l’analisi delle cifre commerciali aggregate. Nell’ambito delle sue attività di monitoraggio, il CMP verifica il rispetto da parte dei saggiatori dei requisiti di diligenza previsti dalla legge sul controllo dei metalli preziosi (RS 941.31) e dalla legge sul riciclaggio di denaro (RS 955.0). Questi controlli vengono effettuati periodicamente e in base al rischio. Un punto di riferimento importante a questo proposito è l’esame di eventuali violazioni delle sanzioni.1. & 3. Le statistiche svizzere sul commercio estero, che includono i dati sulle importazioni d’oro dall’Uzbekistan e dal Kazakistan, sono pubbliche e si basano sul principio del Paese d’origine, ossia quello in cui i beni sono stati interamente estratti, prodotti o hanno subìto l’ultima trasformazione sostanziale. Pertanto, se l’oro è stato lavorato per l’ultima volta in uno dei Paesi citati, è considerato originario di quel Paese. La Svizzera, come altri Paesi che applicano le stesse sanzioni, non può escludere che l’oro russo sia stato rifuso in uno dei Paesi citati e poi importato in Svizzera. Al fine di migliorare la trasparenza e la tracciabilità delle importazioni d’oro, la Svizzera ha introdotto dal 1° gennaio 2021, come indicato nella risposta alla domanda Molina 24.7490, l’obbligo per gli importatori di fornire informazioni aggiuntive sul tipo d’oro nella dichiarazione d’importazione, distinguendo in particolare tra oro estratto e oro già raffinato.