Lexipedia

24.4147 · Interpellanza · 2024-09-26

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Lo scorso 18 luglio il Parlamento lituano ha votato a favore del recesso dalla Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo, un trattato che vieta la fabbricazione, il deposito, l’impiego e il trasferimento di tali armamenti. Nessuno Stato firmatario si era mai ritirato da questa convenzione, che risale al 2008. Alla luce del crescente utilizzo delle munizioni a grappolo e del fatto che le armi esplosive mietono un numero senza precedenti di vittime tra i civili, questa decisione fa suonare un campanello di allarme, soprattutto se si considera che è stata presa da un Paese democratico europeo.

Si tratta di un grande passo indietro per la Convenzione, per il diritto internazionale umanitario e per la protezione della popolazione civile.

Gli argomenti presentati dalla Lituania – ovvero che viviamo in un’epoca eccezionale, che le munizioni a grappolo possono costituire un deterrente efficace e che hanno una grande utilità militare – sono inaccettabili. L’impiego di tali munizioni comporta infatti conseguenze umanitarie disastrose, con effetti duraturi sulla popolazione civile: mutilazioni, decessi e contaminazione a lungo termine dei terreni agricoli mettono a repentaglio i mezzi di sussistenza delle comunità colpite. Le vittime di questi armamenti sono in più del 90 per cento dei casi civili, e spesso bambini.

È proprio per questo che la Convenzione mirava a vietarle non solo in tempi di pace, ma anche e soprattutto in tempi di guerra.

In qualità di Stato pioniere in materia di diritti umani e pace, la Svizzera ha sempre difeso questa convenzione e il suo impegno è stato cruciale per definire il quadro normativo internazionale che protegge i civili dalle atrocità causate dalle munizioni a grappolo. Simili ordigni, che contaminano il suolo rendendo intere zone inabitabili, rappresentano una minaccia costante per le generazioni future.

In questi tempi turbolenti per il diritto internazionale e la pace, è particolarmente importante rafforzare le norme internazionali e gli accordi di diritto internazionale umanitario.

Il Consiglio federale ha reagito alla decisione della Lituania ed espresso la sua preoccupazione e la sua disapprovazione?

L’Esecutivo è a conoscenza di altri Stati che potrebbero recedere dalla Convenzione?

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha intavolato discussioni bilaterali sull’argomento? E in che modo ha contribuito a promuovere la Convenzione?

Cosa fa la Svizzera per sostenere le agenzie internazionali e le ONG che si battono per promuovere la Convenzione?

Stellungnahme des Bundesrates

Il recesso della Lituania dalla Convenzione sulle munizioni a grappolo (RS 0.515.093) annunciato il 6 settembre 2024 è deplorevole. La Svizzera ha espresso i propri timori in occasione della 12ª Assemblea degli Stati Parte, svoltasi a Ginevra dal 10 al 13 settembre 2024, e in uno scambio bilaterale ha invitato la Lituania a rivedere la sua decisione. A oggi, nessun altro Stato ha annunciato di voler recedere dalla Convenzione. La Svizzera sostiene gli sforzi volti a promuovere l’adesione alla Convenzione e ha per esempio co-organizzato seminari specifici su questo tema ad Abuja, in Nigeria, nel 2022 e a Yaoundé, in Camerun, nel 2023. Nigeria e Sudan del Sud hanno aderito alla Convenzione dopo aver partecipato al seminario del 2022. Inoltre, il DFAE finanzia l’Unità di supporto all’attuazione, che funge da segretariato della Convenzione ed è ospitata dal Centro internazionale per lo sminamento umanitario di Ginevra, e sostiene le iniziative della «Cluster Munitions Coalition» e di «Mines Action Canada», entrambe impegnate nella promozione della Convenzione.