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24.4163 · Postulato · 2024-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto, in collaborazione con la Nagra, sulla recuperabilità delle scorie radioattive da un deposito in strati geologici profondi nell'area Lägern nord.

Begründung

Quest'estate abbiamo appreso che l'importante deposito di scorie radioattive situato nei rilievi dell’Asse (Germania), a 650 metri di profondità, è a rischio di inondazione e le pareti delle gallerie potrebbero crollare sui fusti contenenti le scorie radioattive. Le autorità tedesche faticano a mettere a punto un piano per il recupero di tali rifiuti. Ciononostante, il sito dell’Asse è considerato un modello nel suo genere e funge da riferimento per il progetto svizzero.

L'attuale progetto previsto dalla Nagra per la Svizzera renderà impossibile recuperare i rifiuti radioattivi dal deposito sotterraneo in futuro, ed è dunque irreversibile. Il progetto di deposito deve però essere concepito in modo da essere reversibile, sia per motivi di sicurezza sia per anticipare l'arrivo di nuove tecnologie che potrebbero consentire di riciclare efficacemente questi rifiuti. La Nagra sottace la necessità di uno stoccaggio reversibile e mette la Svizzera a rischio di ritrovarsi in una grave situazione analoga a quella del sito dell’Asse.

Marcos Buser, geologo indipendente specializzato in particolare nel trattamento dei rifiuti radioattivi, ha pubblicato un articolo sul blog specializzato Nuclear Waste"(https://www.nuclearwaste.info/recuperation-des-dechets-nucleaires-etat-des-lieux-en-2023/?lang=fr ) in cui denuncia l'irreversibilità del previsto deposito svizzero per le scorie radioattive. Se in futuro, per motivi di sicurezza, fosse necessario estrarre i rifiuti radioattivi da un deposito sotterraneo, l'attuale progetto svizzero non lo permetterebbe. Se la ricerca dovesse sviluppare un processo in grado di ridurre la tossicità dei rifiuti radioattivi, non saremmo in grado di estrarli.

Marco Buser conclude: «In questo senso, dovrebbe essere nell'interesse della Nagra stessa presentare al più presto un rapporto completo sul recupero dei rifiuti radioattivi da un deposito in strati geologici profondi nella configurazione «Lägern nord», che comprenda se possibile tutte le questioni pianificatorie e tecniche, compresa una procedura (piano a tappe) che definisca quando una particolare questione deve essere affrontata e in quali fasi.»

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La situazione dell’impianto minerario tedesco dell’Asse non è paragonabile al deposito in strati geologici profondi pianificato. Il suddetto impianto non soddisfa né i requisiti tedeschi né quelli svizzeri per un deposito di questo tipo. Secondo quanto riportato sul suo sito Internet dalla competente Agenzia federale tedesca per lo stoccaggio delle scorie radioattive (BGE), né la geologia dei rilievi dell’Asse né la miniera stessa sono idonee all’immagazzinamento di scorie radioattive. Si tratta di una miniera di salgemma in disuso che non era stata progettata per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. La roccia ospitante, ovvero la più importante barriera di sicurezza, è stata in massima parte asportata a causa dell’attività estrattiva. Il piano svizzero di stoccaggio in strati geologici profondi prevede che le scorie radioattive possano essere immagazzinate soltanto dopo che è stata fornita la prova della sicurezza, la quale deve essere aggiornata regolarmente nel corso della durata dell’esercizio. Se tale prova non può più essere fornita, occorre recuperare le scorie. L’articolo 37 capoverso 1 lettera b della legge federale sull’energia nucleare (LENu; RS 732.1) prevede che durante la durata dell’esercizio un recupero delle scorie radioattive debba essere possibile senza grosse difficoltà fino all’eventuale chiusura. La durata dell’esercizio comprende tutto il periodo dell’immagazzinamento e una successiva fase di osservazione, la cui durata deve ancora essere determinata. Nell’attuale programma di gestione delle scorie 2021 si presuppone una fase di osservazione di 50 anni. Il piano svizzero prevede la chiusura del deposito in strati geologici profondi una volta terminata la fase di osservazione. Successivamente il deposito deve essere messo in uno stato di sicurezza «passivo», ovvero deve permettere lo stoccaggio sicuro delle scorie a lungo termine senza alcun intervento umano. Questo piano è stato sviluppato dal gruppo di esperti EKRA («Entsorgungskonzepte für radioaktive Abfälle») e integrato dal Parlamento nella legge federale sull’energia nucleare. Marcos Buser, il geologo citato nella motivazione del postulato, era membro di questo gruppo di esperti. La Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra) deve presentare con la domanda di autorizzazione di massima una concezione per l’eventuale recupero delle scorie radioattive. Quest’ultima deve essere precisata con la domanda di costruzione e aggiornata con la domanda di rilascio della licenza d’esercizio sulla base dei risultati nelle zone per esperimenti. Pertanto la richiesta del postulato viene gradualmente soddisfatta nel seguito della procedura. A novembre 2024, nel quadro della presentazione della domanda di autorizzazione di massima, la Nagra trasmetterà all’Ufficio federale dell’energia (UFE) un rapporto con la concezione per il recupero. Per questa ragione il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare anch’esso un suo rapporto sul tema. Il Governo reputa che l’attuale piano per il recupero delle scorie radioattive, sancito dalla legge, sia tuttora valido. Se una generazione futura dovesse giungere alla conclusione di voler recuperare i rifiuti dopo la chiusura del deposito, ciò sarebbe possibile con la costruzione di una nuova infrastruttura idonea.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.