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24.4210 · Postulato · 2024-09-27

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che valuti – coinvolgendo i Cantoni – la fattibilità dello sviluppo di forme di detenzione alternative, allo scopo di ridurre il tasso di recidiva e facilitare il reinserimento sociale.

Begründung

Secondo la pubblicazione dell’Ufficio federale di statistica del 2020, il 49,9 per cento degli adulti svizzeri ha commesso un crimine o un reato comportante una nuova condanna nei tre anni successivi alla sua liberazione dall’esecuzione della pena. Nei Paesi scandinavi, il tasso di recidiva è inferiore al 25 per cento. Anche se questi dati non sono totalmente comparabili, il tasso più basso dei Paesi scandinavi deve essere analizzato nel contesto delle forme di detenzione alternative. Questi stabilimenti mirano prioritariamente a favorire il reinserimento sociale dei detenuti permettendo loro di lavorare, acquisire una formazione, studiare o svolgere attività o compiti della vita quotidiana.

Come indicato dal Consiglio federale nella risposta all’interpellanza 24.3721, dal 2018 i Cantoni germanofoni hanno introdotto un processo d’esecuzione delle sanzioni orientata ai rischi. I Cantoni latini hanno elaborato un progetto simile, il Processo latino d’esecuzione delle sanzioni orientata al rischio e alle risorse (PLESORR), che sarà attuato nel 2025. Questi processi mirano in particolare a ridurre le recidive.

Il modello scandinavo è efficace anche grazie alla sua strategia di sviluppo di forme di detenzione alternative. Pur prevedendo processi d’esecuzione delle sanzioni orientata ai rischi, in Svizzera mancano ancora riflessioni sullo sviluppo di forme di detenzione alternative. In base a tali considerazioni, chiediamo al Consiglio federale di valutare la fattibilità di concretizzare forme di detenzione alternative. Questo studio dovrà coinvolgere i Cantoni nonché mirare a ridurre il tasso di recidiva e a facilitare il reinserimento sociale.

Questo studio potrà essere svolto parallelamente al progetto di ricerca PNR «Décroissance carcérale: Géo-ethnographie du réductionnisme carcéral et des alternatives non pénales».

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Come già indicato dal Consiglio federale nella risposta all’interpellanza 24.3721 Docourt «Forme di detenzione alternative. Una risposta al tasso di recidiva», il tasso di recidiva è un concetto complesso e il confronto dei dati dell’Ufficio federale di statistica con quelli di altri Paesi può comportare distorsioni metodologiche, in particolare riconducibili a differenze nella definizione di recidiva, alla popolazione osservata e al periodo considerato. Inoltre, per beneficiare di una forma alternativa d’esecuzione (semiprigionia, lavoro di pubblica utilità o sorveglianza elettronica), è necessario che l’autore non presenti alcun rischio di recidiva (art. 77b cpv. 1 lett. a, 79a cpv. 1 e 79b cpv. 2 lett. a CP; RS 311.0). A seconda della forma prevista devono essere adempiute altre condizioni come una breve durata della pena, l’assenza di un rischio di fuga, l’esercizio di un’attività regolare o il fatto di disporre di un alloggio fisso. Pertanto, le forme alternative di detenzione non possono essere proposte a tutti i condannati.Nell’ambito dell’esecuzione delle sanzioni penali, la Confederazione partecipa già alle riflessioni su nuove pratiche sussidiando progetti innovativi. Uno degli ultimi progetti sperimentali sostenuti, recentemente concluso con successo, mira appunto a favorire il reinserimento dei condannati (https://www.bj.admin.ch > Sicurezza > Esecuzione delle pene e delle misure > Progetti sperimentali > Progetti sperimentali conclusi > Objectif Désistance e https://www.desistance.ch/). Nei Cantoni latini questo progetto prosegue ora nel settore dell’assistenza riabilitativa ed è seguito con grande interesse dai Cantoni germanofoni.Infine, nel quadro dell’attuazione del postulato 16.3632 «Valutazione della sorveglianza elettronica» della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati, l’Ufficio federale di giustizia, in collaborazione con i concordati sull’esecuzione delle pene e misure e i Cantoni, sta analizzando le prassi delle autorità cantonali nel settore. In questo contesto sarà discussa l’opportunità di estendere il campo d’applicazione della sorveglianza elettronica. Un rapporto è previsto per la fine del 2025. Anche l’Università di Ginevra esamina il ricorso a forme alternative alla carcerazione con il suo progetto «Décroissance carcérale: géo-ethnographie du réductionnisme carcéral et des alternatives non pénales» (https://www.unige.ch/prisondegrowth/fr). In questi due casi sono in corso ricerche i cui risultati saranno pubblicati. Inoltre, il «Processo latino d’esecuzione delle sanzioni orientata al rischio e alle risorse» (PLESORR) sarà attuato nei Cantoni latini nel 2025. Non vi sono dunque ancora riscontri sull’argomento, in particolare sul suo impatto sulla recidiva. Alla luce di quanto precede, non vi è al momento motivo di realizzare uno studio sulla fattibilità dello sviluppo di forme di detenzione alternative. È più opportuno attendere i riscontri sulle esperienze conseguite con i processi e progetti in corso e futuri nei Cantoni nonché i risultati delle ricerche menzionate.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.