24.4212 · Interpellanza · 2024-09-27
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Le entrate derivanti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) rappresentano circa il 30 per centro delle entrate della Confederazione e sono quindi pressoché pari al gettito dell’imposta federale diretta. La riscossione dell’IVA è fondamentale per garantire un finanziamento equilibrato delle prestazioni della Confederazione. Per attuare le leggi approvate dal Parlamento e dal Popolo e permettere alla Svizzera di rimanere un Paese innovativo, nella situazione attuale sono necessarie maggiori risorse finanziarie. A tale scopo, è essenziale disporre di dati affidabili e accurati.
Le informazioni sull’IVA sono però limitate. Manca, ad esempio, un quadro quantitativo delle entrate IVA esposte in base alle diverse aliquote d’imposta. Di conseguenza, la Confederazione non sa a quanto ammontano concretamente le minori entrate dovute alle aliquote ridotte. Mancano stime relative ai settori e alle organizzazioni esentati dall’imposta. Manca anche una panoramica delle imprese che, realizzando una cifra d’affari inferiore a 100 000 franchi, non sono tenute a pagare l’IVA e pertanto non possono far valere alcuna deduzione fiscale.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
Quali entrate fiscali sono state realizzate, elencate e raggruppate negli ultimi cinque anni in base alle diverse aliquote IVA (7,7%, 3,7% e 2,5%)?
A quanto sono stimate le prestazioni esenti dall’IVA fornite negli ultimi cinque anni dai singoli settori della sanità, dell’istruzione, della cultura nonché della locazione e della vendita di immobili?
A quanto è stimato il numero di imprese la cui cifra d’affari realizzata nel 2023 è inferiore a 100 000 franchi e che pertanto non sono assoggettate all’IVA?
Le merci acquistate all’estero e destinate all’uso proprio o ad essere regalate sono esenti da IVA fino a un importo di 300 franchi. A quanto sono stimate le perdite in termini di entrate IVA subite dalla Confederazione nel 2023?
A quanto sono stimati complessivamente gli acquisti effettuati all’estero nel 2023 e per i quali non è stata pagata l’IVA?
Il Consiglio federale ritiene che siano disponibili sufficienti risorse di personale per effettuare controlli IVA adeguati e per controllare le merci in questione alla dogana ed eventualmente riscuotere l’IVA?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) stima le entrate dall’IVA per categoria di aliquota degli ultimi cinque anni come indicato di seguito (in mio. fr.): 20192020202120222023- Aliquota normale del 7,7 %21 19020 83522 21023 15023 675- Aliquota ridotta del 2,5%1 1051 1401 1751 2051 235- Aliquota speciale del 3,7%215130170235240Totale (cfr. consuntivo)22 51022 10523 55524 59025 150 Occorre tenere presente che si tratta di una stima approssimativa, caratterizzata da un certo grado di incertezza. Ciò è dovuto all’impossibilità di effettuare una ripartizione delle deduzioni dell’imposta precedente sulla base delle singole aliquote d’imposta, al fatto che molti contribuenti allestiscono il rendiconto secondo il metodo delle aliquote saldo o secondo quello delle aliquote forfettarie o a causa della cosiddetta «tassa occulta». Al contrario, la ripartizione per categoria di aliquota d’imposta delle cifre d’affari assoggettate all’IVA e dichiarate all’AFC è disponibile online nelle statistiche sull’IVA pubblicate dall’AFC.2. Non sono disponibili dati per i singoli settori. Tuttavia, un confronto tra i conti nazionali pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (UST) e la statistica sull’IVA consente di stimare approssimativamente le cifre d’affari realizzate globalmente nei settori menzionati tramite prestazioni esenti dall’IVA. Nello specifico, deducendo le cifre d’affari imponibili ed esenti da imposta realizzate sul territorio svizzero e dichiarate all’AFC dal valore di produzione lordo secondo il conto della produzione, si ottengono i seguenti valori stimati: 120 miliardi di franchi (2019 e 2020), 125 miliardi di franchi (2021) e 130 miliardi di franchi (2022). I conti nazionali per il 2023 non sono ancora disponibili. Dalle cifre d’affari stimate di cui sopra non è possibile desumere direttamente le potenziali entrate derivanti dall’IVA.3. Per il 2022 (dati disponibili più recenti) è possibile valutare solo in modo molto approssimativo e sulla base di ipotesi incerte quante sono le imprese che, non raggiungendo il limite della cifra d’affari di 100 000 franchi, non sono obbligatoriamente assoggettate all’IVA. Le considerazioni riportate di seguito sono pertanto soggette a un elevato grado di incertezza. Attualmente le imprese che non raggiungono il limite della cifra d’affari iscritte volontariamente nel registro dei contribuenti IVA sono circa 65 000. La loro cifra d’affari complessiva si attesta a circa 3 miliardi di franchi. A queste imprese si aggiungono quelle che non raggiungono il limite d’affari di 100 000 franchi, ma che non sono iscritte nel registro dei contribuenti IVA. Il loro numero deve essere stimato. Il calcolo si basa sulla statistica strutturale delle imprese (STATENT) dell’UST, in cui sono registrate circa 240 000 imprese in più rispetto al registro dei contribuenti IVA. Tra queste vi sono anche imprese che forniscono esclusivamente prestazioni esenti dall’IVA e che pertanto vengono escluse dal presente calcolo. Supponendo che tre quarti delle 240 000 imprese forniscano prestazioni in linea di massima imponibili ma con una cifra d’affari inferiore alla soglia di imposizione, queste sarebbero circa 180 000. La cifra d’affari realizzata da queste 180 000 imprese dovrebbe essere dell’ordine di 10 miliardi di franchi. 4. / 5. Le merci importate di valore inferiore al limite di franchigia di 300 franchi (fr. 150 dal 1.1.2025) sono esenti da tributi e non devono essere dichiarate all’entrata in Svizzera. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) non dispone pertanto di una statistica sulle importazioni di merci con un valore inferiore al limite di franchigia nel traffico turistico. Non è dunque possibile effettuare una stima delle perdite in termini di entrate IVA subite dalla Confederazione.6. L’attività di controllo nell’ambito dell’imposta sull’importazione è di competenza dell’UDSC, che in questo ambito opera in funzione della situazione e dei rischi. Per aumentare i controlli sull’IVA sarebbe necessario potenziare il personale, al fine di evitare che ciò vada a scapito dei controlli in altri ambiti. L’attività di controllo nell’ambito dell’imposta sulle prestazioni eseguite sul territorio svizzero è di competenza dell’AFC. Anche questi controlli vengono effettuati in funzione dei rischi. In totale i contribuenti sono circa 419 000. Nel 2023 sono stati effettuati 9140 controlli esterni e 4962 controlli interni (cfr. Rapporto di attività 2023 dell’AFC). Per il 2024 il Parlamento ha approvato posti supplementari per i controlli nell’ambito dell’IVA per un totale di 2,1 milioni di franchi e prevede un conseguente aumento del gettito dell’IVA pari a 7,5 milioni di franchi.