Social media. In che modo la Confederazione protegge i bambini e i giovani e ne promuove le competenze mediatiche?
24.4335 · Interpellanza · 2024-12-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi mesi il dibattito sull’impatto dei media digitali sullo sviluppo dei bambini e dei giovani si è intensificato in tutto il mondo. Numerosi Paesi hanno adottato leggi o stanno pianificando prescrizioni che limitano l’accesso alle reti sociali. Anche in Svizzera cresce la preoccupazione della popolazione per le conseguenze negative dei media digitali. La trasformazione digitale pone alla nostra società sfide complesse, ma offre anche nuove opportunità. I limiti di età o i divieti risultano difficilmente attuabili nella pratica e non garantiscono una protezione sufficiente se parallelamente si trascurano la prevenzione e la formazione. Il 1° gennaio 2025 entrerà in vigore la legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (LPMFV) che, oltre a regole uniformi concernenti l’indicazione dell’età minima e il controllo dell’età, prevede anche misure per promuovere le competenze mediatiche. Ad esempio, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali dovrà promuovere la sensibilizzazione all’uso dei media digitali, in particolare attraverso la piattaforma nazionale «Giovani e media». La Confederazione potrà inoltre sostenere finanziariamente attività sovraregionali che contribuiscano alla promozione delle competenze mediatiche dei minori. In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: Come valuta le opportunità, i rischi e l’attuabilità di un divieto di utilizzo dei social media per i bambini e i giovani? Quali misure concrete intende adottare per promuovere durevolmente le competenze mediatiche dei bambini e dei giovani? In che misura la Confederazione metterà a disposizione risorse finanziarie e umane per promuovere le competenze mediatiche a partire dal 1° gennaio 2025, in applicazione dell’articolo 29 LPMFV?In che misura il Consiglio federale intende rafforzare la piattaforma «Giovani e media»?In che modo la Confederazione può svolgere un ruolo di coordinamento e sostegno per garantire standard uniformi a livello sovracantonale nell’ambito della promozione delle competenze mediatiche?Quali possibilità vede il Consiglio federale per responsabilizzare maggiormente le piattaforme digitali (p. es. tassa delle aziende per compensare la raccolta di dati ecc.)? Oltre ai bambini e ai giovani, anche altre generazioni devono far fronte a sfide nel mondo digitale (disinformazione ecc.). Quali strategie persegue il Consiglio federale per includere tutte le generazioni nella promozione delle competenze mediatiche?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale si è già espresso sul divieto di utilizzo dei social media nella risposta alla domanda Farinelli 24.7527 «Fissare un’età minima per l’accesso ai social media», sottolineando che le condizioni di utilizzo della maggior parte delle reti sociali prevedono un’età minima di 13 anni. Un limite di età è quindi già previsto dai gestori, che declinano qualsiasi responsabilità per gli utenti più giovani. Di norma, rientra in gran parte nella responsabilità dei genitori vigilare sull’uso dei media da parte dei figli minorenni e informarsi sull’età minima. I bambini e i giovani dovrebbero essere preparati gradualmente all’utilizzo dei media digitali e accompagnati dai genitori o da altre persone di riferimento. Il Consiglio federale considera dunque fondamentali le attività di prevenzione e sensibilizzazione in materia. Ritiene invece poco opportuno un divieto generale fino ai 16 anni, poiché costituirebbe una forte ingerenza nella responsabilità dei genitori. Vi è anche il rischio che con il divieto non venga svolta praticamente nessuna attività di prevenzione presso i più giovani. A 16 anni i giovani potrebbero utilizzare i social media senza esservi preparati, da un giorno all’altro, in un’età in cui la maggior parte di loro si trova nel pieno del processo di distacco dai genitori, ed è quasi impossibile seguirli da vicino in queste esperienze. Sulla base dei postulati Vara 24.4480 «Salute mentale dei giovani ed esposizione ai social media. Che cosa viene fatto?» e Graf Maya 24.4592 «Proteggere i bambini e i giovani dal consumo nocivo di social media», il Consiglio federale è tuttavia disposto a esaminare se e in che misura siano opportuni limiti di età per le reti sociali. 2. Il Consiglio federale ritiene che occorra innanzitutto sensibilizzare le persone che sono a contatto con i bambini e i giovani, affinché possano accompagnarli in modo competente. A tal fine, dal 2011 l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali gestisce la piattaforma nazionale «Giovani e media», che informa e sensibilizza genitori, insegnanti e persone con compiti educativi sulle opportunità e sui rischi legati all’utilizzo dei media digitali mediante guide, opuscoli, il sito Internet giovaniemedia.ch, un blog, le reti sociali e una newsletter. La piattaforma sostiene inoltre in modo mirato le attività delle organizzazioni e dei moltiplicatori del settore e provvede allo scambio di conoscenze e alla creazione di una rete di contatti tra gli altri attori della promozione delle competenze mediatiche. 3. e 4. Complessivamente, per il 2025 la piattaforma «Giovani e media» dispone di risorse per beni e servizi per un importo di 360 000 franchi e di risorse umane pari a 1,0 posti a tempo pieno, che vengono utilizzate per svolgere attività d’informazione e sensibilizzazione nonché per sostenere l’approfondimento delle conoscenze specialistiche. Non è prevista la concessione di aiuti finanziari secondo la legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (RS 446.2), anche a causa della necessità di stabilire priorità in vista del pacchetto di sgravio 2027. Il Consiglio federale non prevede di rafforzare la piattaforma «Giovani e media». 5. Non vi sono standard generali e uniformi per la promozione delle competenze mediatiche. L’insegnamento dell’educazione digitale durante la scuola dell’obbligo è integrato nei piani di studio delle tre regioni linguistiche e rientra nella competenza esclusiva dei Cantoni. L’educazione digitale comprende anche una dimensione preventiva legata all’uso delle reti sociali. Molte scuole organizzano anche incontri per i genitori di allievi del primo e secondo ciclo sul tema dei media digitali. Non è invece possibile stabilire standard per quanto riguarda la promozione delle competenze mediatiche in famiglia. 6. Nell’Unione europea, la direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA) prevede l’obbligo per le piattaforme video di predisporre misure per la promozione delle competenze mediatiche. Il regolamento sui servizi digitali (digital services act, DSA) impone inoltre ai servizi online diversi obblighi volti a proteggere i giovani (p. es. il divieto di pubblicità basata sulla profilazione indirizzata ai minori). Il DATEC (UFCOM) sta elaborando un avamprogetto sulla regolamentazione delle grandi piattaforme di comunicazione (p. es. TikTok, Facebook, X) e dei motori di ricerca che si orienta al DSA. Il progetto mira a rafforzare i diritti di tutti gli utenti in Svizzera e a esigere più trasparenza dalle piattaforme. Attraverso obblighi di trasparenza e rendiconto dovrebbe essere possibile anche valutare meglio l’impatto delle attività delle grandi piattaforme di comunicazione e dei motori di ricerca sui diritti fondamentali degli utenti. 7. La piattaforma «Giovani e media» non è rivolta direttamente ai bambini e ai giovani, ma ai genitori e alle persone di riferimento, nonché agli insegnanti e agli specialisti. Ciò contribuisce già a promuovere le competenze mediatiche di una parte della popolazione.Nell’ambito degli aspetti della politica di sicurezza il Consiglio federale prevede ulteriori misure in relazione alla promozione delle competenze mediatiche e alla disinformazione. Le misure si basano sul suo rapporto del giugno del 2024, redatto in adempimento del postulato della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale 22.3006 «Valutazione delle minacce derivanti per la Svizzera da campagne di disinformazione» (disponibile in tedesco e francese all’indirizzo www.sepos.admin.ch > Politica di sicurezza > Attività di influenza e disinformazione). Il rapporto ha permesso di intensificare le discussioni sulle attività di influenza e sulla disinformazione all’interno dell’Amministrazione federale.I progetti di ricerca sulle competenze mediatiche e informative svolti dall’Ufficio federale delle comunicazioni e un nuovo programma di ricerca sull’impatto della disinformazione contribuiranno a sviluppare una migliore comprensione di questi temi. Uno degli obiettivi è di utilizzare i risultati per elaborare misure adeguate rivolte a tutta la popolazione.