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24.4380 · Interpellanza · 2024-12-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

L’inizio dell’anno è stato caratterizzato anche in Svizzera dalle proteste degli agricoltori che rivendicavano sostanzialmente un’equa retribuzione del lavoro. La necessità d’intervento in questo ambito era già stata riconosciuta nella mozione 22.4251, il cui mandato era quello di concretizzare le proposte in vista dell’elaborazione della futura Politica agricola 2030. Tra le altre cose, la mozione chiedeva esplicitamente di migliorare le prospettive economiche del settore agricolo e alimentare. Dall’Analisi centralizzata dei dati contabili, che mostra come si posiziona l’agricoltura rispetto ai settori secondario e terziario, emerge che in tutte le regioni i salari del primario si attestano ben al di sotto del salario comparabile. La situazione più grave si rileva nella regione di montagna, dove il reddito da lavoro è addirittura del 45 per cento inferiore al salario comparabile. Anche il rapporto pubblicato il 1° marzo 2024 in adempimento del postulato 21.4585 conferma il divario tra l’agricoltura e le altre professioni della catena del valore. Il diritto degli agricoltori a un reddito adeguato è sancito nell’articolo 5 della legge sull’agricoltura. Esso prescrive altresì che la Confederazione è tenuta a prendere provvedimenti se i redditi calano notevolmente sotto il livello comparabile. Considerate le notevoli differenze tra il reddito da lavoro nell’agricoltura e il reddito di riferimento, ci si chiede cosa intenda la Confederazione con la formulazione «notevolmente sotto il livello comparabile». Non sarebbe il caso di intervenire, visto lo scarto sempre più marcato? Quali misure prevede la Confederazione per colmare il divario tra i redditi nell’agricoltura e quelli negli altri settori, in particolare nella regione di montagna?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale osserva e valuta l’evolversi della situazione economica dell’agricoltura sulla base dei Conti economici dell'agricoltura (CEA) e dei dati dell’Analisi centralizzata dei dati contabili (AC-DC). I relativi risultati sono pubblicati annualmente. Da un altro studio pubblicato di recente da Agroscope che ha analizzato anche l’andamento dei redditi negli anni 2015-2023 emerge che in questo periodo il reddito agricolo medio è aumentato complessivamente del 30 per cento, registrando una crescita costante fino al 2020 e successivamente un ristagno negli anni 2021-2023. In virtù dell’articolo 5 della legge sull’agricoltura (LAgr; RS 910.1), la Confederazione s’impegna a impostare i provvedimenti di politica agricola in modo che permettano alle aziende con una gestione ecologicamente sostenibile e redditizia di conseguire in media su vari anni redditi comparabili a quelli della rimanente popolazione attiva. Mentre la vecchia politica agricola richiedeva in maniera vincolante prezzi che coprissero i costi, la formulazione dell’obiettivo di reddito nella nuova LAgr del 1998 è meno vincolante dal momento che punta soltanto a un reddito comparabile. La politica agricola è stata quindi impostata anche verso una produzione orientata al mercato e una maggiore responsabilità del settore. Va notato che il confronto dei redditi non vuole paragonare i livelli di vita in termini assoluti, dal momento che i vantaggi e gli inconvenienti dell’attività lucrativa e della vita nel mondo rurale, da un lato, e al di fuori dell’agricoltura, dall’altro, non possono essere rilevati e monetizzati in modo oggettivo. Inoltre, un confronto in termini assoluti tra i livelli di reddito degli agricoltori indipendenti e i salari dei dipendenti del secondario e del terziario è solo limitatamente rappresentativo. Dal punto di vista del Consiglio federale è quindi auspicabile che a lungo termine la forbice non si allarghi. Nel suo rapporto in adempimento del postulato 21.4585 «Reddito delle famiglie contadine», il Consiglio federale si è occupato in modo approfondito della situazione economica dell’agricoltura. Da un lato, ha illustrato le possibilità per migliorare il reddito agricolo sebbene l’elevata dispersione dei redditi indichi comunque che sono soprattutto le aziende stesse a influenzare il livello del loro reddito da lavoro, al di là delle misure di politica agricola e delle condizioni naturali. Dall’altro, ha presentato proposte su come adeguare e implementare il principio della comparazione dei redditi ai sensi dell’articolo 5 LAgr. Finora il Consiglio federale ha utilizzato il valore medio del miglior quarto del reddito da lavoro come parametro per le aziende economicamente redditizie. In futuro per caratterizzare le aziende economicamente redditizie si utilizzerà la mediana del 50 per cento delle aziende contadine con il maggiore guadagno. Con questo adeguamento il Consiglio federale intende ampliare la base per la comparazione dei redditi, tenendo così maggiormente in considerazione la grande eterogeneità dei redditi agricoli. Considerato che in virtù dell’articolo 5 capoverso 3 LAgr occorre tenere conto anche degli altri settori dell’economia, della situazione economica della popolazione che non opera nell’agricoltura e della situazione delle finanze federali, al momento il Consiglio federale non ritiene necessario né possibile prendere provvedimenti di durata limitata ai sensi dell’articolo 5 capoverso 2 LAgr. Tuttavia, il Consiglio federale e il Parlamento concordano sulla necessità di migliorare le prospettive economiche e sociali dell’agricoltura nel quadro della Politica agricola 2030+ (mozione 22.4251). Occorre soprattutto porre un accento particolare sul potenziamento della creazione di valore e sull’aumento dei redditi (mozione 23.4515). Con la sua proposta di accogliere la mozione 24.4586 il Consiglio federale è inoltre disposto a tenere conto delle sfide specifiche dell’agricoltura di montagna. Il Consiglio federale presenterà le sue proposte in merito nel suo messaggio sulla Politica agricola 2030+.