24.4388 · Interpellanza · 2024-12-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel quadro dei dibattiti relativi alla nuova legge sul CO2, è stata introdotta una nuova disposizione nel diritto in materia di concorrenza sleale (legge federale contro la concorrenza sleale, LCSI) volta a evitare il greenwashing. In futuro, sarà consentito riportare indicazioni come «neutrale dal punto di vista climatico» o «esente da emissioni di CO2» soltanto se fondate su «basi oggettive e verificabili». La nuova disposizione introduce strumenti di applicazione chiari, tra cui persino disposizioni penali, ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2025 insieme alla legge sul CO2. Dal momento che la LCSI non prevede alcuna competenza normativa, nella legge sul CO2 è stata conferita all’Ufficio federale dell’ambiente la competenza di fornire standard e basi. Diversamente da quanto richiesto, per questioni di tempo la seconda Camera non è riuscita a verificare se la norma offrisse, nella forma prevista, sufficiente flessibilità per consentire alle imprese di utilizzare standard riconosciuti e accordi settoriali.
Considerato il carattere internazionale dell’economia svizzera, gli standard globali risultano determinanti. L’Unione europea (UE) non dispone di un regolamento corrispondente, poiché la Direttiva Green Claims non è stata ancora adottata. I negoziati del trilogo previsti per l’autunno 2024 sono stati rimandati all’anno successivo a causa di questioni irrisolte in merito agli obblighi di prova ex ante e alla gestione dei label esistenti. Parallelamente, negli Stati Uniti cresce la pressione sul quadro normativo per iniziative ESG, mentre al contempo si delinea una tendenza contraria verso prescrizioni meno rigide.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Il Consiglio federale in che modo intende garantire che con l’attuazione della nuova disposizione nella LCSI non si verifichi un caso di regolamentazione ex ante?
Con quali strumenti intende garantire che la nuova disposizione sia idonea al mercato internazionale?
Il Consiglio federale in che modo garantisce la coerenza con altri progetti normativi in materia di sostenibilità, in particolare in riferimento alla revisione della relazione sugli aspetti extrafinanziari nel diritto delle obbligazioni?
Considerata la dinamicità degli sviluppi a livello internazionale, ma soprattutto nell’UE, il Consiglio federale è disposto ad attendere con l’attuazione e la realizzazione dei contenuti della disposizione?
Il Consiglio federale come garantisce che le imprese continuino a essere incentivate a comunicare apertamente i propri progressi nell’ambito della riduzione delle emissioni a favore del clima e che non si sfoci nel «greenhushing»?
Stellungnahme des Bundesrates
1-5) Alla LCSI (RS 241) non corrisponde un’ordinanza che ne concretizza le disposizioni speciali. In caso di violazioni di tale legge, è possibile intentare un’azione dinanzi al tribunale civile. Può farlo qualunque persona veda colpiti i propri interessi economici: non solo la concorrenza, bensì anche clienti, associazioni professionali ed economiche, organizzazioni per la tutela dei consumatori e la Confederazione, rappresentata dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), se lo reputa necessario per la protezione dell’interesse pubblico. Per fornire alle imprese un quadro di attuazione che consenta loro di comunicare in linea con l’articolo 3 capoverso 1 lettera x LCSI, sulla base dell’articolo 39 capoverso 4bis della legge sul CO2 (RS 641.71) l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sta elaborando un aiuto all’esecuzione. Questo aiuta a prevenire il «greenhushing», ovvero l’omissione deliberata di informazioni su progressi rilevanti per il clima. L’aiuto all’esecuzione semplificherà lo sviluppo di una pratica giuridica uniforme anche per le autorità preposte all’applicazione del diritto, evitando così che si verifichi un caso di regolamentazione ex ante delle sentenze dei tribunali. In questo contesto, vengono tenuti in considerazione gli sviluppi internazionali, inclusi quelli nell’UE, i progetti normativi nell’ambito della rendicontazione sulla sostenibilità, come la revisione della relazione sugli aspetti extrafinanziari nel diritto delle obbligazioni, nonché richieste della Confederazione, dell’economia, di organizzazioni non governative e dei consumatori. La pubblicazione dell’aiuto all’esecuzione è prevista nel primo semestre del 2025.