Attivare la Quinta Svizzera per una resilienza nazionale innovativa. Progetto Resint.ch
24.4397 · Interpellanza · 2024-12-18
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Composta da più di 813 000 svizzeri all’estero, la nostra Quinta Svizzera rappresenta una ricchezza strategica ampiamente sottoutilizzata. Gli svizzeri all’estero, attivi in diversi ambiti, formano una rete mondiale unica che potrebbe contribuire alla resilienza del nostro Paese. In un mondo sempre più dematerializzato dove è diffuso il telelavoro, è possibile, in modo del tutto legale, partecipare alla protezione nazionale dall’estero. Un sondaggio condotto dal DFAE e dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero presso 540 000 svizzeri maggiorenni ha raccolto 1209 risposte complete, rilevando che quasi l’80 per cento dei partecipanti sarebbe interessato a partecipare a un’iniziativa di resilienza nazionale come il progetto RESINT.ch. Questi risultati statisticamente significativi mostrano un entusiasmo a voler contribuire volontariamente, per dovere o dietro compenso, dimostrando un potenziale che sarebbe peccato ignorare. Strutture come Swissnex, incentrate sull’innovazione, o le ambasciate, dedicate alla diplomazia, svolgono già un ruolo fondamentale. Tuttavia non esiste alcuna iniziativa specificamente orientata alla resilienza nazionale con lo scopo di prevenire e rispondere a potenziali crisi. La mobilitazione degli svizzeri all’estero potrebbe apportare utili contributi in settori prioritari, come ad esempio: ciberprotezione: sostegno a distanza per proteggere le infrastrutture digitali; approvvigionamento: individuazione di alternative in caso di interruzione delle catene logistiche;fact checking: lotta contro la disinformazione nei periodi di crisi. Una piattaforma digitale potrebbe strutturare tale rete, garantendo un’organizzazione chiara e conforme al quadro giuridico e diplomatico svizzero. Tale piattaforma permetterebbe di prevenire meglio crisi come i ciberattacchi, le tensioni geopolitiche o le catastrofi ambientali. In tale contesto il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: Come valuta il Consiglio federale il potenziale degli svizzeri all’estero per contribuire alla resilienza nazionale?Quali misure si potrebbero prevedere per organizzare questa rete e identificare i settori prioritari? Il Consiglio federale ritiene necessario creare o adattare delle basi giuridiche per includere tali attività?Il Consiglio federale è disponibile a esaminare le sinergie con le iniziative esistenti e a vagliare lo sviluppo di un programma dedicato alla resilienza nazionale?
Stellungnahme des Bundesrates
Il progetto di ricerca RESINT, citato dall’autrice dell’interpellanza, è un’iniziativa di design fiction nell’ambito del programma di ricerca Individuazione tempestiva degli sviluppi tecnologici di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T), che studia in modo creativo e innovativo come può essere rafforzata la resilienza nazionale in caso di crisi. In un cosiddetto progetto di design fiction è stato analizzato il potenziale delle nuove tecnologie e sviluppato uno scenario futuro. In tal modo è nato un caso di studio che analizza in che maniera gli svizzeri all’estero possono contribuire alla resilienza della Svizzera in caso di crisi. Non si tratta di un sondaggio condotto dal DFAE e dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero. La Direzione consolare del DFAE ha inviato il sondaggio alla comunità degli Svizzeri all’estero su richiesta di armasuisse.L’obiettivo principale era quello di esaminare uno scenario fittizio reso possibile dalle nuove tecnologie e non quello di analizzarne la plausibilità o i dettagli tecnici. Il progetto aveva l’obiettivo di aprire un dibattito. In merito alla domanda1: il progetto RESINT ha permesso di simulare in che maniera gli svizzeri all’estero potrebbero apportare contributi ad esempio per quanto riguarda la cibersicurezza, il fact checking o la garanzia delle catene di approvvigionamento. I risultati del sondaggio mostrano che molti svizzeri all’estero sarebbero disposti a impegnarsi per la Svizzera nell’ambito di un tale scenario. In merito alla domanda2:non è mai stata prevista un’attuazione concreta dell’iniziativa di design fiction RESINT. L’obiettivo del progetto di ricerca era, da un lato, quello di aprire un dibattito pubblico e quello di rilevare l’interesse degli svizzeri all’estero per il tema. Dall’altro lato, l’obiettivo di armasuisse era quello di utilizzare l’approccio di design fiction per sviluppare competenze metodologiche per altri temi di ricerca.L’organizzazione di una tale rete dovrebbe avvenire nell’ambito di un mandato o dei processi in corso dei dipartimenti interessati e richiede una verifica dettagliata e un coordinamento all’interno dell’Amministrazione federale. In merito alla domanda3: attualmente il Consiglio federale non ritiene necessario creare o modificare delle basi giuridiche. In merito alla domanda4: il Consiglio federale non ritiene appropriato sviluppare un proprio programma per rafforzare la resilienza nazionale della Svizzera (programma relativo alla resilienza), poiché la resilienza viene promossa attraverso l’insieme degli strumenti di politica di sicurezza. Ciò anche nell’ottica di un’analisi complessiva della tematica e per evitare doppioni. La resilienza è uno dei cinque campi d’azione nell’ambito della strategia del DDPS, in cui quest’ultimo si prefigge, tra l’altro, l’obiettivo di individuare rischi e opportunità per l’adempimento dei compiti del dipartimento. All’interno del DDPS la resilienza è quindi già rilevante. Al momento non ci sono altri potenziali di sinergia evidenti che potrebbero presentarsi in base alle iniziative esistenti.