24.4403 · Interpellanza · 2024-12-18
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
L’anno scorso la Confederazione contava 38 596 posti a tempo pieno, ovvero il 5,7 per cento in più rispetto a cinque anni fa. In pratica, ogni giorno viene creata 1,1 posizione aggiuntiva a tempo pieno. A livello federale, l’Amministrazione è cresciuta più velocemente rispetto alla crescita demografica, rappresentando così uno sviluppo malsano e oneroso per i contribuenti. Lo stesso vale per le spese per il personale: nel 2023 ammontavano a circa 6,23 miliardi di franchi, con una tendenza al rialzo. Lo stipendio lordo medio annuale per posto di lavoro a tempo pieno è di quasi 130 000 franchi, il 12 per cento in più rispetto ai lavoratori con le stesse qualifiche nell’economia privata.
Il costante aumento degli effettivi e gli stipendi relativamente elevati, soprattutto nelle funzioni di livello inferiore e per i quadri medi, penalizzano l’economia privata e soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), che spesso non sono in grado di versare stipendi elevati. Inoltre la manodopera qualificata, richiesta con urgenza e molto ricercata nel settore produttivo privato, predilige lavorare nell’amministrazione pubblica oppure presso la Confederazione. Finora tutti gli sforzi compiuti e gli interventi parlamentari che miravano a contenere questa crescita esponenziale dell’Amministrazione federale sono falliti. Anche la risposta alla mia domanda 24.7811 su un Elon Musk per l’Amministrazione federale è stata poco soddisfacente.
Chiedo al Consiglio federale di illustrare in una tabella lo sviluppo dei posti a tempo pieno e la massa salariale presso l’Amministrazione federale negli ultimi 20 anni.
Cosa sta intraprendendo il Consiglio federale per ridurre gli svantaggi delle PMI in merito agli stipendi più bassi e alle prestazioni accessorie ridotte rispetto alle condizioni di assunzione presso la Confederazione?
L’Esecutivo è pronto a esaminare l’introduzione a livello federale di un freno al personale analogo a quello per l’indebitamento, come proposto da un’iniziativa popolare nel Cantone di Zurigo secondo cui i posti di lavoro nel settore pubblico non dovrebbero crescere più velocemente rispetto alla popolazione?
Qual è la posizione del Consiglio federale in merito a una soluzione che preveda un contenimento dell’effettivo di personale ai livelli di fine 2023 o 2024 e un aumento degli stipendi solo una volta raggiunta la parità con l’economia privata (differenza del 12 %)?
Il Consiglio federale ritiene che ci sia una soluzione alternativa per fermare finalmente la crescita malsana dell’Amministrazione federale affinché non vi sia più concorrenza con il settore privato e non si aggravi la carenza di manodopera qualificata?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Posti (FTE) e uscite per il personale (in mio. di franchi) 2003–2023
Tra il 2003 e il 2023 i posti a tempo pieno nell’Amministrazione federale sono aumentati complessivamente dell’11,5 per cento. Ciò corrisponde approssimativamente a una crescita media dello 0,5 per cento all’anno. Nello stesso periodo, il numero di abitanti in Svizzera è cresciuto circa del 22 per cento. Non è invece possibile stabilire un legame diretto tra l’incremento del numero di posti e l’evoluzione demografica, perché capita raramente che i compiti dell’Amministrazione federale aumentino di pari passo con la crescita della popolazione. Inoltre, il volume delle uscite per il personale e quello degli effettivi registrati tra il 2003 e il 2023 sono comparabili soltanto in misura limitata, poiché i dati sono condizionati da cambiamenti strutturali quali lo scorporo di unità federali e la dissociazione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (ad es. la manutenzione delle strade nazionali) nonché da adeguamenti delle direttive contabili nel quadro del Nuovo modello di gestione (NMG) in vigore dal 2016. La quota delle uscite per il personale sulle uscite complessive della Confederazione è comunque rimasta stabile e nell’intero periodo considerato oscilla tra l’8,8 per cento (2003) e il 7,8 per cento (2023).
2. Dallo studio comparativo commissionato a PricewaterhouseCoopers SA (PwC) dall’Ufficio federale del personale a inizio del 2024 è emerso che per la maggior parte delle funzioni nell’Amministrazione federale la retribuzione totale si attesta a un livello analogo a quello del gruppo di confronto. Al contempo, però, rispetto a operatori del mercato equivalenti, l’Amministrazione federale offre indennità tendenzialmente più basse ai livelli gerarchici superiori, mentre ai livelli meno alti sono più elevate. Il gruppo di confronto o la concorrenza per il datore di lavoro dell'amministrazione federale sul mercato del lavoro sono generalmente aziende grandi e importanti con posizioni comparabili e complessità comparabili.
Oltre a ciò, nel mese di ottobre del 2023 l’Esecutivo ha deciso di apportare alcuni miglioramenti al sistema salariale. In futuro, grazie all’impiego delle cosiddette curve salariali, si rafforzerà ulteriormente l’orientamento al mercato e si annullerà l’automatismo legato all’attuale evoluzione degli stipendi.
3. Nel rapporto in adempimento del postulato Gössi 15.3704, il Consiglio federale ha esaminato in modo approfondito l’introduzione di un freno al personale analogamente al freno all’indebitamento. Ha inoltre incaricato l’Istituto del federalismo dell’Università di Friburgo di effettuare una perizia al riguardo. Dallo studio è emerso che il freno al personale potrebbe complicare notevolmente l’iter legislativo, rappresentare una sfida per l’attività parlamentare e incrinare la fiducia nelle autorità federali e nel Parlamento. Il 14 settembre 2020 il Consiglio federale ha tolto dal ruolo il postulato.
4. Un blocco dell’effettivo di personale ostacolerebbe il Consiglio federale e l’Amministrazione federale nell’adempimento dei compiti e potrebbe comportare ritardi nell’attuazione dei progetti trasmessi dalle Camere federali o, ancor peggio, pregiudicarne la realizzazione. Una limitazione per settore di un determinato tipo di spesa sarebbe altresì in contrasto con i principi del preventivo globale e con gli strumenti introdotti nel quadro del Nuovo modello di gestione dell’Amministrazione federale. Questa limitazione potrebbe poi essere raggirata tramite l’assegnazione di compiti a terzi, il che impedirebbe di conseguire i risparmi auspicati o potrebbe addirittura generare maggiori uscite. Perciò il Consiglio federale è contrario all’introduzione di un tetto massimo per l’effettivo di personale.
Non accetta nemmeno la proposta di congelare gli stipendi del personale federale. Da un lato, lo studio comparativo di PwC ha dimostrato che le variazioni osservate nelle retribuzioni totali rispetto al gruppo di confronto risultano fondamentalmente giustificabili. Dall’altro lato, è importante che l’Amministrazione federale possa continuare a offrire condizioni di lavoro concorrenziali per poter assumere in un contesto competitivo i collaboratori necessari all’adempimento dei mandati e dei compiti previsti. Infine, conformemente all’articolo 16 capoverso 1 della legge federale del 24 marzo 2000 sul personale federale (LPers; RS 172.220.1), il Consiglio federale è tenuto a versare al personale federale un’indennità per compensare adeguatamente il rincaro. A tal fine tiene conto della sua situazione economica e finanziaria e della situazione sul mercato del lavoro.
5. La crescita dell’effettivo di personale è da ricondurre in larga misura a decisioni dell’Assemblea federale, che negli ultimi anni ha assegnato alla Confederazione numerosi nuovi compiti. L’aumento dei posti è dovuto in parte anche a fattori esogeni non influenzabili dalla politica (ad es. il maggior numero di domande d’asilo). Il Consiglio federale e l’Amministrazione federale si adoperano costantemente per svolgere i compiti in modo parsimonioso ed economico e analizzarli con spirito critico, conformemente a quanto previsto dall’articolo 57 capoverso 1 della legge federale del 7 ottobre 2005 sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.0) e dall’articolo 5 della legge federale del 21 marzo 1997 sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA; RS 172.010). Infatti, recentemente, in relazione alle misure di sgravio del bilancio della Confederazione, il Consiglio federale ha deciso di effettuare riduzioni nel settore proprio dell’Amministrazione per un importo complessivo di 300 milioni di franchi. Di questi, due terzi riguardano il settore del personale.