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24.4453 · Mozione · 2024-12-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire il più rapidamente possibile un gruppo di lavoro per individuare, bloccare e confiscare i valori patrimoniali dei dirigenti siriani del regime di Al Assad. A tal fine, collaborerà attivamente con la comunità internazionale e il regime di transizione.

Begründung

Il regime di Al Assad è caduto.

Il clan al potere deteneva il potere politico ed economico. Il suo patrimonio è stato (sotto)stimato tra uno e due miliardi di dollari.

È costituito da società di comodo e da prestanome, pertanto è difficile da identificare.

Il mantenimento del regime dopo la rivoluzione del 2011 ha portato a guerre e distruzioni su vasta scala.

Il patrimonio del clan deve essere utilizzato per ricostruire il Paese e, a breve termine, per sostenere la popolazione.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 18 maggio 2011 il Consiglio federale ha emanato l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria (RS 946.231.172.7; di seguito «ordinanza»), che l’8 giugno 2012 è stata sottoposta a revisione totale. La Svizzera si è quindi associata alle sanzioni che l’UE ha deciso di imporre alla Siria il 9 maggio 2011 a causa della violenta repressione della popolazione civile da parte delle forze armate e di sicurezza siriane.L’ordinanza prevede il blocco degli averi e delle risorse economiche posseduti o controllati da persone e organizzazioni sanzionate. La Svizzera ha sempre adottato le modifiche apportate dall’UE alla lista delle sanzioni. Attualmente tali misure riguardano 318 persone e 87 organizzazioni che sono state complici o che hanno sostenuto la violenta repressione da parte del governo siriano o ne hanno beneficiato, compresi i membri della famiglia allargata di Bashar al-Assad. Gli averi bloccati in Svizzera in applicazione dell’ordinanza ammontano a quasi 99 milioni di franchi e restano bloccati finché le persone e le organizzazioni che li possiedono o li controllano continuano a essere soggette alle sanzioni. Il nostro Paese segue da vicino la situazione, compresi gli sviluppi nell’UE.Per il tramite della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca coordina le sanzioni imposte dal Consiglio federale in base alla legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231) e vigila sulla loro attuazione. A tal fine è in contatto costante con tutti gli attori interessati a livello nazionale e internazionale. Gli uffici federali coinvolti, ovvero il Dipartimento federale degli affari esteri, il Dipartimento federale delle finanze (Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini), il Dipartimento federale di giustizia e polizia (Ufficio federale di giustizia, Ufficio federale di polizia [fedpol], Segreteria di Stato della migrazione), il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Servizio delle attività informative della Confederazione) e l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) lavorano in stretta collaborazione e si scambiano regolarmente informazioni.La SECO dispone inoltre di un team specializzato nell’analisi di strutture societarie complesse.Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessaria la creazione di una task force.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.