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24.4478 · Interpellanza · 2024-12-19

Dipartimento delle Finanze

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La deduzione per i pendolari riduce le entrate fiscali della Confederazione derivanti dall’imposta federale diretta, aumenta le ore di coda nel traffico e limita la riduzione degli inquinanti atmosferici, dei rumori e delle emissioni di gas serra. A tal proposito, un recente studio del Politecnico federale di Losanna e dell’Università di Losanna sull’impatto sul clima degli sgravi fiscali in Svizzera («Climate impact of tax reliefs in Switzerland») ha effettuato nuovi calcoli che confermano quanto esposto. Dopo che il progetto di ampliamento della capacità delle autostrade è stato respinto, la Confederazione è invitata a trovare nuove soluzioni per alleviare i problemi legati al traffico.

Sulla base di questi nuovi risultati, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.

  1. Corrisponde al vero che l’abolizione completa della deduzione per i pendolari aumenterebbe le entrate fiscali annue della Confederazione di 350 milioni di franchi e quelle dei Cantoni e dei Comuni di 1,7 miliardi di franchi?

  2. Se si abolisse la deduzione per i pendolari, si potrebbe ritenere plausibile una riduzione di 430 000 tonnellate di CO₂ all’anno?

  3. Il Consiglio federale come valuta l’effetto distorsivo delle deduzioni considerando l’economia nel suo insieme?

  4. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alla proposta di concedere alle persone che lavorano nel proprio Comune o in un Comune limitrofo un bonus infrastrutturale derivante in parte dalle entrate supplementari provenienti dall’abolizione della deduzione per i pendolari?

  5. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alla proposta di concedere una deduzione fiscale per le spese di trasloco alle persone che lavorano e si trasferiscono nel luogo di lavoro o in un Comune limitrofo, abolendo quindi la deduzione per i pendolari?

  6. Il Consiglio federale ha altre idee su come abolire la deduzione per i pendolari e allo stesso tempo creare nuovi incentivi per le persone interessate?

  7. La Confederazione ha preso in considerazione anche una riforma delle spese professionali nel quadro del programma di verifica dei compiti e di sgravio a partire dal 2027? Se sì, quale?

  8. Quali misure concrete sta adottando il Consiglio federale per riconcepire la deduzione per i pendolari?

Stellungnahme des Bundesrates

Ad domande 1 e 2: le cifre menzionate relative alle maggiori entrate e alla riduzione delle emissioni di CO2 in caso di abolizione della deduzione delle spese di viaggio provengono dallo studio del Politecnico federale di Losanna e dell’Università di Losanna sull’impatto sul clima degli sgravi fiscali in Svizzera menzionato dall’autore dell’interpellanza (Thalmann e Thalmann, «Climate impact of tax reliefs in Switzerland», 2024). Gli autori dello studio desumono le stime sulle maggiori entrate in ambito di imposta federale diretta anche dai risultati di un’analisi dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), che si basa sui dati del Cantone di Berna del 2005 («Les déductions de l’imposition fédérale directe des personnes physiques et les possibilités de simplification», 2009). Le statistiche fiscali federali non contengono informazioni sulla deduzione delle spese di viaggio, per cui l’AFC non può fare una stima aggiornata sulla base dei dati a sua disposizione. Per quanto riguarda la stima della riduzione delle emissioni di CO2, gli autori dello studio ipotizzano che l’abolizione della deduzione delle spese di viaggio consente di ridurre del 22 per cento i chilometri percorsi in automobile dai pendolari. Il Consiglio federale non può confermare né confutare i risultati delle stime di questo studio anche perché non dispone dei dati necessari. Ad domanda 3: una siffatta valutazione è molto complessa dal punto di vista metodologico e richiede dati che non vengono raccolti nel quadro delle statistiche fiscali federali. La deduzione delle spese di viaggio ha un effetto distorsivo soprattutto quando tali spese sorgono per via della decisione in termini di luogo di residenza e quindi non rappresentano costi effettivi per il conseguimento del reddito. Le spese di viaggio, in questo caso, sono da considerare come costi privati e la loro deducibilità comporta la percorrenza di tragitti più lunghi e inefficienti. La deduzione delle spese di viaggio è invece oggettivamente giustificata quando sono dovute a motivi professionali e quindi rappresentano costi effettivi per il conseguimento del reddito. Per quanto concerne il singolo caso, tuttavia, la separazione tra le spese di viaggio per motivi privati e quelle per motivi professionali si presenta difficile, motivo per cui una soluzione priva di distorsioni è difficilmente realizzabile nella prassi. Un’internalizzazione efficace di una parte dei costi ambientali sarebbe possibile tassando direttamente le emissioni di gas serra, ad esempio estendendo la tassa d’incentivazione sul CO2 ai carburanti. Ad domanda 4: nel caso del bonus infrastrutturale sottoposto a discussione dall’interpellante, secondo il Consiglio federale si tratterebbe di una misura sul fronte delle uscite. Pertanto bisognerebbe chiedersi se la Confederazione dispone della competenza costituzionale necessaria. Inoltre una siffatta misura favorirebbe determinate decisioni in termini di luogo di residenza o di lavoro e creerebbe quindi nuove distorsioni. Ad domanda 5: in linea di principio il diritto fiscale non dovrebbe creare distorsioni nella scelta tra un trasloco per avvicinarsi al luogo di lavoro e i tragitti quotidiani in automobile. Ciò depone a favore del pari trattamento delle spese di trasloco e delle spese di trasporto sostenute per motivi professionali. Come per le spese di trasporto, in alcuni casi è tuttavia difficile distinguere i traslochi effettuati per motivi professionali da quelli legati ad altri motivi. Ad domande 6–8: a fine 2022 il Consiglio federale ha svolto una consultazione in merito a una nuova regolamentazione concernente la deduzione fiscale delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente. Il progetto prevedeva la possibilità di dedurre un importo forfettario che avrebbe compreso anche la deduzione delle spese di trasporto. Introducendo un forfait di questo tipo, si riduce l’incentivo a percorrere tragitti più lunghi perché l’importo della deduzione non sarebbe più dipeso dalle spese di trasporto effettive. Tuttavia, nella procedura di consultazione 19 Cantoni e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze, in particolare, hanno respinto questa forfettizzazione, motivo per cui l’8 dicembre 2023 il Consiglio federale ha deciso di non includere, nel quadro del futuro messaggio, le spese di trasporto nella deduzione forfettaria delle spese professionali. I valori di riferimento concernenti le misure di sgravio applicabili dal 2027, presentati dal Consiglio federale il 20 settembre 2024, non comprendono una riforma delle spese professionali. Attualmente a livello federale non è in corso alcun altro progetto volto a modificare le deduzioni delle spese professionali.