Fruizione di prestazioni giornalistiche online. Prediligere una soluzione settoriale a una regolamentazione rinunciando a un diritto di protezione affine superfluo
24.4491 · Interpellanza · 2024-12-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Ritiene anch’esso preferibile trovare soluzioni settoriali piuttosto che emanare nuove leggi e che quindi occorra rinunciare a introdurre un diritto di protezione affine?
Vede questo diritto di protezione affine (anche) come un mezzo di promozione dei media?
Alla luce della situazione attuale, è disposto a sospendere il progetto per attendere di vedere come evolveranno le soluzioni settoriali nonché il diritto di protezione affine nell’UE (come propone l’analisi dell’impatto della regolamentazione)?
Begründung
Il messaggio del Consiglio federale concernente la modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) è atteso per la metà del 2025. Con il diritto di protezione affine, il Consiglio federale vuole che i grandi fornitori di servizi online versino un compenso alle imprese mediatiche per fruire delle loro prestazioni giornalistiche. Questo nonostante un’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) commissionata dalla Confederazione non ne veda la necessità. Manifestamente, in materia di diritto di protezione affine al Consiglio federale non interessa tanto il diritto d’autore quanto la promozione diretta dei media.Citando la risposta del Consiglio federale all’interpellanza 23.3691: «Il Consiglio federale è convinto che un diritto di protezione affine per le imprese mediatiche possa contribuire a preservare la pluralità dei media in Svizzera. Per motivi di politica democratica ritiene pertanto che, nell’interesse pubblico a una produzione costante, garantita e diversificata di contenuti giornalistici variati, s’imponga un intervento tempestivo senza attendere che la disfunzione del mercato appaia evidente».Il 17 dicembre 2024 è stato reso noto che diversi editori quali Ringier, NZZ, tamedia, chmedia, somedia, 20 Minuten hanno concluso accordi con Google che garantiranno loro di ottenere un compenso per la messa a disposizione di contenuti per i servizi Google.La tematica è pertanto un esempio emblematico di un settore in cui non è necessaria alcuna regolamentazione statale: da un lato non vi è alcun fallimento del mercato e, dall’altro, l’economia di mercato permette di trovare soluzioni settoriali e cooperazioni efficaci. Inoltre la Svizzera non subisce alcuna pressione internazionale a legiferare in materia.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale ritiene opportuno che i media giornalistici ricevano dai grandi fornitori di servizi online un compenso per le loro prestazioni. Considera importante che la protezione delle prestazioni dei media valga anche per le piccole imprese e gli operatori del settore. Le disposizioni legali valgono per tutti gli attori del mercato (comprese le piccole imprese mediatiche) e servono quindi alla parità di trattamento e alla certezza del diritto. Una soluzione settoriale non può sostituire l’introduzione una protezione delle prestazioni dei media. Ciò risulta dal fatto che il settore dei media non è riuscito a ottenere un accordo settoriale completo. Soltanto grandi imprese mediatiche hanno nel frattempo potuto concludere un accordo. 2. La protezione delle prestazioni dei media non costituisce una misura di promozione dei media nel senso di un sostegno statale alla produzione di contenuti giornalistici. Mira a che le imprese e gli operatori dei media ricevano in futuro un compenso per l’utilizzo, da parte dei grandi fornitori di servizi online, delle prestazioni giornalistiche che forniscono. Il disciplinamento del diritto d’autore permette di sfruttare queste prestazioni secondo i principi dell’economia di mercato e permette ai media di finanziarsi sul mercato. Quindi la protezione delle prestazioni dei media può contribuire a preservare il pluralismo mediatico al di fuori delle misure di promozione statali. 3. Il Consiglio federale ha preso atto dei risultati dell’analisi dell’impatto della regolamentazione. La consultazione ha evidenziato che l’introduzione della protezione delle prestazioni delle imprese mediatiche, seppur contestata di principio, all’atto pratico è tendenzialmente approvata. Proprio perché l’introduzione di una protezione delle prestazioni delle imprese mediatiche è contestata in via di principio, il Consiglio federale non vuole sospendere l’elaborazione del messaggio, per permettere al Parlamento di esprimersi e prendere una decisione politica.