Cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa. Effetti sugli immobili, sulla modernizzazione e sul lavoro nero
24.4556 · Interpellanza · 2024-12-20
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 20 dicembre 2024 le Camere federali hanno adottato una riforma sull’imposizione della proprietà abitativa che rivoluzionerà gli equilibri in questo ambito, comportando grandi perdite fiscali. In particolare, se la riforma entrerà in vigore numerose deduzioni oggi possibili in futuro non lo saranno più, fatto che scoraggerà tutta una serie di investimenti.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande in merito alla riforma adottata dal Parlamento e all’introduzione di un’imposta reale sulle abitazioni secondarie.
Di quale percentuale aumenterà, mediamente, la spesa a carico di un proprietario che desidera investire nel suo immobile ‒ sia per il suo mantenimento, sia per un risanamento energetico ‒ a seguito dell’introduzione della non deducibilità di questa spesa?
Secondo il Consiglio federale, quale effetto avrà sulla domanda nel settore edilizio un tale incremento dei costi per i proprietari?
Quale effetto avrà questo incremento sulla velocità della transizione energetica degli immobili in cui i proprietari abitano?
Il ricorso al lavoro nero aumenterà a causa dell’incremento dei costi a cui andranno incontro i proprietari ricorrendo al lavoro dichiarato. Quali sono le conseguenze economiche e fiscali dovute a tale effetto?
Stellungnahme des Bundesrates
La riforma decisa dalle Camere federali riduce notevolmente in particolare gli attuali incentivi all’indebitamento per i proprietari di abitazioni, ma in parte anche per i locatori. Inoltre, in tal modo diminuiscono anche gli incentivi dei locatari a indebitarsi (ad es. tramite crediti al consumo). La riforma comporta inoltre un’importante semplificazione del sistema fiscale nonché una riduzione dell’onere amministrativo per contribuenti e amministrazioni fiscali cantonali. Le ripercussioni finanziarie della riforma dipendono in misura determinante dal futuro andamento dei tassi d’interesse. Non è pertanto corretto affermare che la riforma comporterà minori entrate. Inoltre, il mercato immobiliare svizzero è fortemente influenzato da proprietari istituzionali, per i quali la riforma non ha ripercussioni dirette. 1. La domanda non considera tutti gli elementi rilevanti. Alla limitazione delle possibilità di deduzione si contrappone la soppressione dell’imposizione del valore locativo. Gli effetti che la limitazione delle possibilità di deduzione avrà sulla manutenzione degli immobili e infine sull’onere fiscale dipendono dal caso specifico e anche dal domicilio e dal reddito imponibile della persona interessata. Le possibilità di deduzione limitate tendono ad avere un impatto maggiore sui redditi imponibili più elevati. 2. Prima dell’entrata in vigore della riforma, nel settore edilizio il cambio di sistema dovrebbe avere un effetto positivo sulla domanda, mentre successivamente quest’ultima potrebbe tendenzialmente diminuire. Tuttavia, anche dopo l’entrata in vigore della riforma i proprietari di abitazioni continuano ad avere un interesse economico a preservare il valore del loro immobile. Per questa ragione il Consiglio federale si attende solo effetti esigui per quanto concerne le misure di conservazione della sostanza. È però ipotizzabile che, dopo la riforma, lo standard costruttivo diventi meno lussuoso o che si estendano gli intervalli di tempo tra le varie manutenzioni (ad es. ristrutturazione del bagno ogni 40 anziché ogni 30 anni). Se la domanda diminuisce, anche i prezzi dei lavori di manutenzione potrebbero calare di conseguenza. In questo caso le ripercussioni ricadrebbero principalmente sul settore edilizio, mentre i proprietari di abitazioni e, indirettamente, anche i locatari potrebbero trarre vantaggio dalla riduzione dei prezzi. In caso di calo della domanda nel settore edilizio, altri settori potrebbero invece beneficiare di un’inversione di tendenza e quindi di una ripresa della domanda. 3. Nel sistema vigente dell’imposizione del valore locativo gli effetti di trascinamento sono probabilmente molto elevati in alcuni segmenti (ad es. per la sostituzione di apparecchi elettronici); questo implica che le misure energetiche sarebbero state adottate anche senza incentivi fiscali. Di conseguenza, non si devono attendere effetti significativi sulla velocità della transizione energetica in questo senso. Effetti più importanti potrebbero verificarsi per le misure energetiche di lunga durata (ad es. ristrutturazione delle facciate o sostituzione degli impianti di riscaldamento). L’impatto su tali investimenti dipende, da un lato, dalle decisioni dei singoli Cantoni di continuare a concedere o meno la deduzione nel loro diritto cantonale e, dall’altro, dall’erogazione di contributi d’incentivazione. 4. Per la natura della fattispecie, è molto difficile quantificare il lavoro nero, in quanto sfugge alle statistiche ufficiali. Pertanto, le affermazioni sui motivi e sulla loro portata sono incerte. Ricerche in questo ambito situano i contributi fiscali e per le assicurazioni sociali elevati come pure la portata delle regolamentazioni statali tra i principali fattori che incentivano il lavoro nero. Anche dopo un cambiamento di sistema, il ricorso al lavoro nero dovrebbe essere minore nei lavori i) per i quali le uscite devono essere documentate nei confronti di terzi (ad es. per ottenere sussidi), ii) la cui esecuzione è soggetta a un obbligo legale della prova (ad es. controllo degli impianti elettrici) e iii) che devono soddisfare elevati requisiti in materia di sicurezza e garanzia (ad es. sostituzione degli impianti di riscaldamento o ristrutturazione di tetti). Il sistema di imposizione del valore locativo vigente non protegge dal lavoro nero. Si stima che quasi la metà dei proprietari di abitazioni faccia valere la deduzione fiscale forfettaria, evitando così di dover comprovare le spese effettive. In considerazione dell’imposta sul valore aggiunto notevolmente inferiore e di tributi doganali spesso più bassi rispetto ai Paesi europei confinanti, è discutibile affermareche il cambio di sistema provocherà un sensibile aumento del numero di persone disposte a esporsi al rischio di incorrere in un reato ricorrendo al lavoro nero. Infine, il lavoro nero o le ristrutturazioni eseguite in proprio presentano dei limiti non appena sussiste l’intenzione di vendere l’immobile, poiché generalmente il potenziale acquirente richiede le prove di una ristrutturazione eseguita a regola d’arte. Del resto, la legge del 17 giugno 2005 contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41) e la relativa ordinanza (OLN) prevedono diversi provvedimenti per contribuire a garantire il corretto adempimento degli obblighi di annuncio e di autorizzazione relativi al lavoro conformemente al diritto in materia di assicurazioni sociali, stranieri e imposte alla fonte. Con l’entrata in vigore della LLN, nei Cantoni sono stati istituiti organi di controllo per la lotta contro il lavoro nero che verificano se le imprese e i lavoratori dipendenti osservano gli obblighi di annuncio e di autorizzazione conformemente al diritto in materia di assicurazioni sociali, di stranieri e di imposte alla fonte.