Recepimento della direttiva UE 2019/1158 relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare
24.4634 · Mozione · 2024-12-20
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di recepire nel diritto svizzero la direttiva UE 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare.
Begründung
Il rapporto in adempimento del postulato della CPE-N 22.3872 evidenzia che il diritto svizzero diverge dalla direttiva UE 2019/1158, che promuove misure per favorire la conciliabilità tra lavoro e vita familiare. Questa direttiva prevede diritti ampliati per i genitori e i prestatori di assistenza, quali ad esempio un diritto a orari di lavoro flessibili o congedi per prestatori di assistenza. Il diritto svizzero è meno completo in questo ambito, e resta difficile conciliare lavoro e famiglia, soprattutto per le donne.La Svizzera dovrebbe recepire le norme di questa direttiva UE al fine di equilibrare meglio la vita professionale e quella familiare. Tale passo non solo promuoverebbe la parità di genere sul mercato del lavoro, ma contribuirebbe anche a rafforzare le strutture familiari e a migliorare l’integrazione dei genitori e dei familiari che prestano assistenza.Secondo il rapporto scientifico dell’Istituto svizzero di diritto comparato del 17 ottobre 2023 (pag. 38 del rapporto in adempimento del postulato 22.3872, versione francese), la direttiva può essere facilmente recepita: direttive europee recenti hanno conferito ai lavoratori diritti individuali importanti. In particolare la direttiva (UE) 2019/1152 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili e la direttiva (UE) 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare contengono numerosi diritti esplicitamente formulati. Dal punto di vista del diritto comparato del lavoro, queste norme sarebbero le più semplici da integrare nel contesto giuridico svizzero.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il rapporto del 4 settembre 2024 («Divergences entre le droit suisse et le droit européen en matière de protection des travailleurs», disponibile in francese e tedesco) adottato in adempimento del postulato 22.3872 CPE-N del 28 giugno 2022 conclude, per quanto concerne la direttiva (UE) 2019/1158, che il diritto svizzero è in gran parte equivalente al diritto dell’Unione europea (UE) (rapporto, pag. 33). Il rapporto evidenzia che il diritto svizzero è conforme alla direttiva nella maggior parte dei punti e in alcuni va persino oltre, come in determinati aspetti del congedo per i familiari che prestano assistenza (rapporto, pag. 27). In occasione dei dibattiti parlamentari sul congedo di paternità sono state avanzate diverse proposte volte a introdurre un congedo parentale in Svizzera, tutte rifiutate. Diversi lavori sono tuttavia in corso. Una revisione della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) è stata avviata in relazione al congedo dell’altro genitore. L’avamprogetto del Consiglio federale posto in consultazione il 22 dicembre 2023 propone di introdurre una base legale che permetta ai Cantoni di prevedere per l’altro genitore un’indennità più elevata o di maggior durata finanziata tramite contributi speciali. Inoltre, il Consiglio federale sta preparando il rapporto in adempimento del postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) 21.3961 «Analisi macroeconomica globale (costi-benefici) dei modelli di congedo parentale». Infine, il 27 gennaio 2025 l’omonima commissione del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha dato seguito a due iniziative cantonali dei Cantoni di Ginevra (24.301) e del Giura (24.310) volte a introdurre un congedo parentale. Il Consiglio federale non ritiene dunque opportuno che il Parlamento gli trasmetta un mandato obbligatorio su questo punto adottando la presente mozione, tanto più che il recepimento della direttiva imporrebbe di riprendere il minimo previsto. La CSSS-S ha respinto altre due iniziative cantonali, dei Cantoni del Vallese (24.305) e del Ticino (24.311), che propongono un modello preciso di congedo parentale. Questa decisione mostra che la commissione vuole lasciare la discussione aperta a questo stadio e non vuole essere vincolata a un modello preciso. Inoltre, il modello proposto in queste due iniziative non soddisfa le esigenze della direttiva (UE) 2019/1158. Non è nemmeno opportuno recepire una direttiva in materia di lavoro in maniera isolata, senza un approccio politico generale. Il suddetto rapporto rileva anche che né gli accordi settoriali con l’UE né gli sforzi attualmente profusi per estenderli includono le direttive esaminate. Su quest’ultimo punto, la conclusione dei negoziati materiali a fine dicembre 2024 non ha cambiato nulla. Gli atti dell’UE che entrano nel campo degli accordi negoziati sarebbero per contro recepiti, il che include in particolare un allineamento delle regole relative ai lavoratori distaccati in relazione all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.