24.4635 · Mozione · 2024-12-20
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di recepire nel diritto svizzero la direttiva UE 2019/1152 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili.
Begründung
Il rapporto in adempimento del postulato della CPE-N 22.3872 evidenzia che le prescrizioni del diritto svizzero sono meno estese sulla trasparenza e la prevedibilità delle condizioni di lavoro. La legislazione svizzera è meno severa rispetto a quella UE soprattutto per quanto riguarda l’informazione dei lavoratori in merito alle loro condizioni di lavoro. La direttiva UE 2019/1152 prescrive che i lavoratori hanno diritto a informazioni scritte ed esaustive su aspetti fondamentali del loro contratto di lavoro. In Svizzera questo diritto non è previsto in una forma analoga.La Svizzera dovrebbe recepire questa direttiva e garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli con forme di lavoro atipiche (tempo parziale, lavoro temporaneo), siano informati in maniera tempestiva e completa in merito alle loro condizioni di lavoro. Ciò aumenterebbe la sicurezza e la trasparenza sul mercato del lavoro e potrebbe contribuire alla protezione dei lavoratori proprio in condizioni di precariato.Secondo il rapporto scientifico dell’Istituto svizzero di diritto comparato del 17 ottobre 2023 (pag. 38 del rapporto in adempimento del postulato 22.3872, versione francese), la direttiva può essere facilmente recepita: direttive europee recenti hanno conferito ai lavoratori diritti individuali importanti. In particolare la direttiva (UE) 2019/1152 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili e la direttiva (UE) 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare contengono numerosi diritti esplicitamente formulati. Dal punto di vista del diritto comparato del lavoro, queste norme sarebbero le più semplici da integrare nel contesto giuridico svizzero.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il rapporto del 4 settembre 2024 («Divergences entre le droit suisse et le droit européen en matière de protection des travailleurs», disponibile in francese e tedesco) adottato in adempimento del postulato CPE-N 22.3872 del 28 giugno 2022 conclude, per quanto concerne la direttiva (UE) 2019/1152, che il diritto svizzero è in gran parte equivalente al diritto dell’Unione europea (UE) (rapporto, pag. 33). Il rapporto rileva determinate differenze tra la direttiva e il diritto svizzero, ma indica anche la maggior parte dei problemi che la direttiva intende risolvere sono disciplinati in maniera soddisfacente nel diritto svizzero (rapporto, pag. 25). Ciò riguarda in particolare il lavoro su chiamata, per il quale la giurisprudenza del Tribunale federale fissa un quadro appropriato. Pertanto, colmare le differenze formali constatate nel rapporto non comporterà un vantaggio materiale importante in termini di protezione dei lavoratori. Un progetto volto a recepire in maniera isolata questa direttiva è più difficile da giustificare senza un approccio generale volto a trasporre il diritto del lavoro dell’UE nel diritto svizzero. Il rapporto del Consiglio federale rileva anche che né gli accordi settoriali con l’UE né gli sforzi attualmente profusi per estenderli includono le direttive esaminate. Su quest’ultimo punto, la conclusione dei negoziati materiali a fine dicembre 2024 non ha cambiato nulla. Gli atti dell’UE che entrano nel campo degli accordi negoziati sarebbero per contro recepiti, il che include in particolare un allineamento delle regole relative ai lavoratori distaccati in relazione all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.