24.4641 · Interpellanza · 2024-12-20
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 20 dicembre 2024 le Camere federali hanno adottato una riforma sull’imposizione della proprietà abitativa che rivoluzionerà gli equilibri in questo ambito, comportando grandi perdite fiscale. Il sistema attuale permette invece di incentivare i proprietari a mantenere un parco immobiliare moderno in Svizzera.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande in merito alla riforma adottata dal Parlamento e all’introduzione di un’imposta reale sulle abitazioni secondarie.
Quali conseguenze avrà la possibilità di dedurre gli interessi debitori sul comportamento delle economie domestiche che dispongono di un bene immobiliare interamente in fondi propri e di un patrimonio cospicuo? Ciò consentirebbe a queste persone di attuare una speculazione borsistica permettendo loro di contrarre mutui e di dedurre fiscalmente gli interessi allo scopo di conseguire utili?
È possibile ottenere un reddito da capitale esente da imposte, potendo comunque dedurre gli interessi di un mutuo ipotecario impiegati per conseguire tale reddito, ad esempio ipotecando il bene immobiliare in cui si abita e investendo questo denaro per realizzare utili in capitali privati?
Il sistema attuale con il valore locativo stabilizza il rischio per i proprietari, i quali non ricevono molti aiuti fiscali in caso di tassi d’interesse vantaggiosi. In caso di tassi d’interesse svantaggiosi, invece, il valore locativo viene in parte compensato con la possibilità di dedurre il relativo onere. Qual è l’effetto previsto dal Consiglio federale sul comportamento dei locatari che desiderano diventare proprietari o dei proprietari, che sarebbero esposti a un rischio maggiore?
Quale sarà l’effetto della riforma dell’imposizione della proprietà abitativa sul deterioramento degli immobili in Svizzera nei prossimi 20 anni?
Stellungnahme des Bundesrates
L’obiettivo della riforma decisa dalle Camere federali è ridurre notevolmente gli attuali incentivi all’indebitamento in particolare per i proprietari di abitazioni, ma in parte anche per i locatori. Inoltre, in tal modo diminuiscono anche gli incentivi dei locatari a indebitarsi (ad es. tramite crediti al consumo). La riforma crea inoltre una notevole semplificazione del sistema fiscale e una riduzione del dispendio amministrativo per i contribuenti e le amministrazioni cantonali delle contribuzioni. Le ripercussioni finanziarie della riforma dipenderanno fortemente dal futuro livello degli interessi. Non è pertanto corretto affermare che la riforma comporterà minori entrate. Inoltre, il mercato immobiliare svizzero è fortemente caratterizzato da proprietari istituzionali, per i quali la riforma non ha alcuna conseguenza diretta.1. Nel sistema attuale di imposizione del valore locativo gli interessi debitori sono deducibili fino a concorrenza dei redditi da sostanza imponibili più altri 50 000 franchi. Ciò significa che possono quasi sempre essere dedotti tutti gli interessi debitori. Gli incentivi descritti dall’interpellante ad assumere crediti e a speculare sui titoli esistono già nel diritto vigente: da un punto di vista fiscale i contribuenti hanno interesse a mantenere un indebitamento ipotecario elevato in quanto gli utili da capitale nella sostanza privata non sono imponibili e gli interessi debitori sono di fatto interamente deducibili. Con la nuova regolamentazione della deduzione degli interessi debitori, il cambio di sistema deciso dal Parlamento comporta una sensibile riduzione di questi incentivi all’indebitamento. Sostanzialmente saranno deducibili soltanto gli interessi debitori relativi a immobili locati. Se, ad esempio, i beni di una persona sono costituiti da un’abitazione propria, un conto bancario e titoli, dopo il cambio di sistema quest’ultima non potrà più dedurre gli interessi debitori. Di conseguenza, gli incentivi a conseguire redditi da dividendi finanziati da terzi o utili da capitale esenti da imposta saranno sensibilmente ridotti a seguito di un cambio di sistema. 2. Nel nuovo sistema, chi non possiede sostanza immobiliare da locare o affittare a terzi non potrà più dedurre alcun interesse debitorio. Dal punto di vista legale sarà ancora possibile finanziare gli investimenti in titoli mediante crediti, ma gli interessi debitori non potranno essere dedotti a meno che il contribuente non possieda valori immobiliari locati o affittati. La riforma ridurrà dunque il margine di manovra fiscale rispetto al sistema attuale. 3. Il diritto in vigore offre elevati incentivi all’indebitamento. Nel lungo periodo la riforma ridurrà l’indebitamento e avrà effetti positivi sulla stabilità del sistema finanziario. Di conseguenza, il Consiglio federale ipotizza pertanto una riduzione dei rischi a lungo termine. Esso ritiene opportuno limitare i rischi nel sistema finanziario tramite la riforma anziché – come nel sistema attuale – lasciare che lo Stato partecipi a tali rischi. 4. Come già indicato in apertura, gli investitori istituzionali, che caratterizzano fortemente il mercato immobiliare svizzero, non sono direttamente toccati dalla riforma. Benché i proprietari di abitazioni non possano più dedurre le spese di manutenzione degli immobili, essi hanno un interesse economico a preservarne il valore anche dopo l’entrata in vigore della riforma. Il Consiglio federale prevede pertanto un impatto minimo anche sulle misure volte a preservare la sostanza della proprietà abitativa adibita a uso proprio.