Lexipedia

24.4658 · Interpellanza · 2024-12-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L’industria tessile è una delle principali cause di inquinamento a livello mondiale. Il fast fashion, caratterizzato da cicli di produzione rapidi, prezzi bassi e cifre d’affari elevate, contribuisce in modo significativo a questa problematica. Sebbene la Svizzera non produca fast fashion, le importazioni massicce di vestiti a basso prezzo hanno un notevole impatto sull’ambiente e sulla società. In particolare, la produzione in Paesi a basso reddito è spesso associata a condizioni di lavoro disumane, inquinamento ambientale ed emissioni di CO₂ elevate.

Benché la Svizzera abbia una propria responsabilità in tale contesto, in quanto Paese consumatore di fast fashion, le misure esistenti per regolamentare l’impatto di questa branca della moda sull’ambiente e sulla società sono insufficienti. Inoltre, non vi è praticamente alcuna informazione chiara sulle condizioni di produzione dei vestiti importati e sulla portata effettiva dell’impronta di CO₂ di questi prodotti. Le enormi quantità di prodotti tessili importate ogni anno in Svizzera finiscono spesso nella spazzatura giusto dopo un breve periodo di utilizzo, il che, tra l’altro, non fa che accentuare la problematica legata ai rifiuti.

In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Quante tonnellate di prodotti tessili vengono importate ogni anno in Svizzera e quante di queste provengono dalla produzione di fast fashion?

2. Negli ultimi 20 anni, qual è stato l’andamento della quantità di rifiuti tessili? A quanto ammonta la percentuale di rifiuti esportati all’estero?

3. A quanto ammonta la percentuale di fast fashion e di importazioni di prodotti tessili rispetto all’impronta di CO₂ totale della Svizzera?

4. Esistono dati relativi ad altre ripercussioni sull’ambiente (p. es. consumo di acqua, inquinamento da microplastiche) legate alla produzione e allo smaltimento di prodotti di fast fashion importati in Svizzera?

5. A quanto ammontano le emissioni generate per trasportare i prodotti tessili importati in Svizzera e quanto queste contribuiscono alle emissioni di CO₂?

6. Di quali strumenti dispone la Svizzera per regolamentare le importazioni di vestiti la cui produzione è nociva per l’ambiente o esercitare un’influenza in questo ambito? Il Consiglio federale prevede misure in tale contesto?

Stellungnahme des Bundesrates

Non vengono raccolti dati distinti relativi alla «fast fashion» o alla «ultra fast fashion». 1) Stando ai dati pubblicati nel 2023 dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), ogni anno vengono importati in Svizzera 22 chilogrammi circa di prodotti tessili pro capite, pari ad all’incirca 190 000 tonnellate all’anno (abbigliamento, prodotti tessili per la casa e calzature). 2) Negli ultimi vent’anni c’è stato un incremento della raccolta differenziata di tessili in Svizzera. Secondo l’analisi dei flussi di materiali, nel 2002 sono state raccolte in modo differenziato all’incirca 42 500 tonnellate di tessili (ca. 6 kg pro capite); nel 2023 il volume era cresciuto a 60 000 tonnellate (ca. 7 kg pro capite). Inoltre, l’«Analisi della composizione dei rifiuti» del 2022 stima a 36 700 tonnellate (ca. 4 kg pro capite) i tessili smaltiti annualmente con i rifiuti domestici; nel 2002 erano 43 548 tonnellate (ca. 6 kg pro capite). In totale, quindi, ogni anno si smaltiscono all’incirca 96 700 tonnellate di prodotti tessili. Dei tessili raccolti separatamente, il 98 per cento circa viene esportato per essere smistato: il 60 per cento è rivalorizzato come abbigliamento di seconda mano, il 28 per cento viene riciclato e il 12 per cento è smaltito come rifiuto. 3) Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, nel 2021 il 3,5 per cento dell’impronta di gas serra delle economie domestiche in Svizzera era imputabile alla voce di spesa «Abbigliamento e calzature» importati in Svizzera. Includendo la quota interna, la voce di spesa «Abbigliamento e calzature» rappresentava complessivamente il 3,8 per cento dell’impronta di gas serra delle economie domestiche in Svizzera. 4) L’atlante ambientale delle catene di approvvigionamento svizzere 2020 analizza l’impatto ambientale del commercio di abbigliamento in Svizzera. Il consumo idrico del commercio svizzero di abbigliamento è riconducibile essenzialmente alla produzione agricola (in particolare la coltivazione del cotone). In Svizzera, il lavaggio di tessuti sintetici rilascia ogni anno 80 tonnellate di microfibre (Kawecki e Nowack 2019). Il Consiglio federale ha elaborato ulteriori analisi nel 2022 nel suo rapporto «Matières plastiques dans l’environnement» in adempimento dei postulati 18.3196 Thorens Goumaz «Come garantire in futuro una gestione ecologica, efficiente ed economicamente sostenibile delle materie plastiche?», 18.3496 Munz «Piano d’azione per la riduzione delle immissioni di plastica nell’ambiente», 19.3818 Flach «Risparmiare, sostituire o riciclare milioni di tonnellate di plastica, invece di incenerirle o esportarle» e 19.4355 Alleanza del centro «Rifiuti plastici. Evitarne la produzione e valorizzarli invece che esportarli». 5) Da uno studio dell’Agenzia europea dell’ambiente risalente al 2019, la maggior parte delle emissioni di gas serra causate dai tessili sarebbe imputabile alla produzione (51 %) e solo una minima parte al trasporto (5 %). Secondo l’atlante ambientale delle catene di approvvigionamento svizzere, le principali fonti di emissioni di gas serra del settore tessile sono la produzione di energia a partire da fonti fossili e l’estrazione di vettori energetici e materie prime minerali (ad es.per le fibre sintetiche tessili). 6) In virtù dell’articolo 35i della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb; RS 814.01), il Consiglio federale può subordinare la messa in commercio di prodotti al rispetto di requisiti ambientali, tenendo conto delle normative dei principali partner commerciali. A partire dalla fine del 2025, la Commissione europea adotterà atti delegati per il nuovo Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili. L’articolo 18 del regolamento include esplicitamente anche i prodotti tessili. Il Consiglio federale seguirà da vicino questi sviluppi e, se necessario, valuterà eventuali adeguamenti a livello di ordinanza.