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24.4660 · Interpellanza · 2024-12-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il 20 dicembre 2024 le Camere federali hanno adottato una riforma sull’imposizione della proprietà abitativa che rivoluzionerà gli equilibri in questo ambito, comportando grandi perdite fiscali.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande in merito alla riforma adottata dal Parlamento e all’introduzione di un’imposta reale sulle abitazioni secondarie.

  1. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato una riduzione dei tassi guida allo 0,5 per cento. Uno scenario con tassi ipotecari medi costantemente inferiori all’1,5 per cento diventa sempre più credibile. Quali sarebbero le perdite fiscali legate alla riforma in caso di un tasso d’interesse medio pari all’1 per cento e all’1,25 per cento?

  2. Poiché la riforma comporta grandi perdite fiscali, ciò significa che alcuni contribuenti saranno avvantaggiati rispetto al resto della popolazione. È corretto affermare che le persone che ne approfitteranno maggiormente, rispetto alla situazione attuale, sono quelle che posseggono proprietà molto ampie e di grande valore su cui non gravano debiti?

  3. A quanto ammonterà la riduzione dell’imposta che può aspettarsi il proprietario di una villa padronale del valore di 10 000 000 di franchi che ad oggi finanzia il proprio bene immobiliare interamente con fondi propri? Come cambierebbe la situazione fiscale di un proprietario che dispone di un bene immobiliare del valore di 500 000 franchi, con un’ipoteca di 400 000 franchi a un tasso ipotecario del 3 per cento, per il quale deve sostenere spese di manutenzione per 10 000 franchi, se dispone di un reddito imponibile di 100 000 franchi?

  4. Il Consiglio federale può spiegare la relazione tra, da una parte, il valore di un bene immobiliare utilizzato come abitazione primaria e dall’altra l’agevolazione fiscale ottenuta a seguito dell’introduzione del cambio di sistema nell’ambito dell’imposizione della proprietà abitativa?

  5. Quali conseguenze ha la riforma dell’imposizione della proprietà abitativa sulla perequazione finanziaria? In particolare, quale sarà l’impatto a lungo termine sull’equilibrio di tale perequazione?

Stellungnahme des Bundesrates

La riforma decisa dalle Camere federali riduce notevolmente gli attuali incentivi all’indebitamento in particolare per i proprietari di abitazioni, ma in parte anche per i locatori. Inoltre, in tal modo diminuiscono anche gli incentivi dei locatari a indebitarsi (ad es. tramite crediti al consumo). Essa comporta inoltre un’importante semplificazione del sistema fiscale nonché una riduzione dell’onere amministrativo per contribuenti e amministrazioni fiscali cantonali. Le ripercussioni finanziarie del cambio di sistema nell’ambito dell’imposizione della proprietà abitativa dipenderanno in misura determinante dal futuro andamento dei tassi d’interesse. L’affermazione generica secondo cui la riforma porta a minori entrate non è pertanto corretta (v. anche quanto esposto qui di seguito). 1. Per stimare l’effetto della riforma sul gettito è rilevante il tasso ipotecario di riferimento (1,75 % a inizio febbraio 2025). Questo tasso rispecchia il livello medio degli interessi applicati dalle banche quando concedono un prestito ipotecario. Pertanto, se si attesta all’1,5 per cento, le minori entrate delle amministrazioni pubbliche sono stimate complessivamente a quasi 1,7 miliardi di franchi. Per contro, con un tasso pari ad esempio al 4 per cento, la riforma comporterà maggiori entrate pari a circa 1,5 miliardi di franchi. L’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) pubblicherà entro aprile 2025 stime aggiornate delle ripercussioni finanziarie in funzione di altri scenari dei tassi d’interesse. 2. Anche le ripercussioni sui proprietari di abitazioni dipenderanno dal futuro livello dei tassi d’interesse. A partire da un livello pari approssimativamente al 3 per cento, la riforma potrebbe tradursi anche in maggiori entrate per l’insieme delle amministrazioni pubbliche e dunque in un aumento dell’onere fiscale per tutti i proprietari di abitazioni. I proprietari di abitazioni con un onere degli interessi e spese di manutenzione bassi dovrebbero beneficiare più spesso del nuovo sistema, a prescindere dal valore dell’immobile. Le economie domestiche di pensionati sono sovrarappresentate in questo gruppo. 3. In linea di massima gli effetti fiscali del cambio di sistema dipendono i) dal luogo di residenza, ii) dall’ammontare del valore locativo lordo, iii) dall’ammontare delle deduzioni (spese di ristrutturazione e onere degli interessi) e iv) da altri redditi imponibili.Il proprietario dell’immobile dal valore di 10 milioni di franchi menzionato nell’esempio beneficerà probabilmente del cambio di sistema se finanzia l’immobile interamente con fondi propri. Tuttavia, il sistema attuale incoraggia i contribuenti a mantenere un indebitamento ipotecario elevato in una prospettiva di ottimizzazione fiscale, in quanto gli utili da capitale nella sostanza privata non sono imponibili e gli interessi debitori sono interamente deducibili. La liquidità che in tal modo viene resa disponibile viene investita in titoli, allo scopo di realizzare utili da capitale esenti da imposta. Il cambiamento di sistema comporterà un aumento sensibile delle imposte per i proprietari che adottano una simile strategia. 4. Nel 2023 l’AFC ha pubblicato una nota che esamina gli effetti distributivi dell’imposizione del valore locativo («Verteilungswirkungen einer Reform der Eigenmietwertbesteuerung»; https://www.estv2.admin.ch/stp/notizen/stp-notizen-2023-verteilwirkungen-emw-de.pdf disponibile in tedesco e in francese). Nel mese di aprile del 2025, l’AFC aggiornerà l’analisi degli effetti distributivi tenendo conto dell’approccio proporzionale restrittivo scelto dal Parlamento per il trattamento fiscale degli interessi passivi. In tale occasione affronterà anche la domanda posta dall’interpellante sulla base dei dati a disposizione. 5. La perequazione finanziaria tiene conto del reddito e della sostanza dei contribuenti. Il cambio di sistema avrà un impatto sull’imposta sul reddito, ma non sull’imposta sulla sostanza. Gli effetti della riforma sul gettito dipenderanno fortemente dal futuro livello dei tassi d’interesse, per cui non è possibile formulare conclusioni di carattere generale sull’evoluzione del potenziale di risorse dei Cantoni.