24.4684 · Mozione · 2024-12-20
Cancelleria federale
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di fermare il processo di creazione delle basi legali necessarie per l’introduzione della raccolta elettronica delle firme.
Begründung
La raccolta elettronica delle firme per iniziative e referendum snatura e dematerializza la democrazia diretta. È bene che resti, per così dire, un affare di artigiani. La democrazia diretta presuppone inoltre che la raccolta di firme si svolga scendendo in strada e cercando il contatto diretto con i cittadini, un contatto che deve restare diretto e non può essere dematerializzato con processi tecnici. La raccolta delle firme è e deve restare un atto di militanza, il primo atto di una campagna che in caso di successo trova il suo epilogo in una votazione popolare.
Le misure necessarie per combattere taluni abusi constatati nel caso della raccolta delle firme da parte di imprese commerciali non possono far dimenticare questo aspetto e neppue che la raccolta elettronica delle firme rischia di provocare una moltiplicazione impressionante delle iniziative e dei referendum (e di congestionare la nostra democrazia semi-diretta) aumentando pericolosamente le possibilità di influenza di massa.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nel suo rapporto in adempimento del postulato 21.3607 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale «Raccolta elettronica delle firme a sostegno di domande di referendum e iniziative popolari federali», il Consiglio federale tratta anche le ripercussioni della raccolta elettronica delle firme (REF) sulla politica istituzionale. Dalle ricerche scientifiche si evince nel complesso che, nel breve e medio periodo, un utilizzo limitato della REF avrebbe ripercussioni contenute sia sul panorama di soggetti e tematiche coinvolti nei meccanismi di democrazia diretta sia sul numero di domande di referendum e di iniziative popolari lanciate e riuscite. Non è invece possibile fare previsioni sul lungo periodo. Soltanto esperienze di tipo pratico potrebbero permettere di valutare le ripercussioni della REF sulla politica istituzionale. Il rapporto identifica non solo il possibile margine di modernizzazione, ma anche le sfide e le questioni concettuali, organizzative e legali corrispondenti. In particolare indica chiaramente che la configurazione organizzativa e tecnica della REF può avere un impatto determinante sulla sicurezza e sulla fiducia degli aventi diritto di voto. Il Consiglio federale è pertanto favorevole a procedere in modo graduale. In concreto ha incaricato la Cancelleria federale di elaborare, con la partecipazione di Cantoni e Comuni, di attori politici e della società civile interessati, nonché del mondo scientifico e professionale, le basi per sperimentazioni pratiche e limitate con la REF. Lo scopo del Consiglio federale è di garantire sul lungo termine i diritti politici nell’era digitale. La REF offrirebbe agli aventi diritto di voto l’opportunità di sostenere una richiesta popolare da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, senza barriere. Le sperimentazioni non vanno intese come un provvedimento diretto legato a presunti casi di irregolarità nella raccolta delle firme. La REF serve a completare la raccolta in forma cartacea, non a sostituirla. Le sperimentazioni potranno svolgersi sulla base di una norma specifica della legge sui diritti politici (LDP, RS 161.1), sulla cui creazione deciderà il Parlamento. La corrispondente modifica di legge sottostà al referendum facoltativo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.