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«Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!». Iniziativa popolare

25.018 · Oggetto del Consiglio federale · 2025-03-07

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 7 marzo 2025 concernente l’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!»

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 07.03.2025

Il Consiglio federale respinge l’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi»

Nella seduta del 7 marzo 2025 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!». L’Esecutivo respinge l’iniziativa depositata dal Partito del Centro senza presentare un controprogetto diretto o indiretto poiché ritiene che sia in contrasto con il progetto relativo all’imposizione individuale elaborato su mandato del Parlamento.

L’iniziativa chiede di sancire nella Costituzione federale che il reddito dei coniugi continui a essere cumulato nella dichiarazione d’imposta e che i coniugi non siano svantaggiati dal punto di vista fiscale rispetto alle persone non sposate. L’iniziativa concerne soltanto l’imposta federale diretta. L’attuazione concreta spetterebbe al Parlamento. I possibili modelli dell’imposizione congiunta comprendono varie forme di splitting e il cosiddetto calcolo fiscale alternativo (v. anche glossario).

Se entro tre anni dall’accettazione dell’iniziativa popolare il Parlamento non dovesse ancora aver approvato disposizioni legislative pertinenti, la disposizione transitoria dell’iniziativa prevede un’attuazione da parte del Consiglio federale mediante ordinanza. L’Esecutivo dovrà garantire, applicando il modello del calcolo fiscale alternativo, che i coniugi non siano svantaggiati nell’ambito dell’imposta federale diretta rispetto alle persone non sposate. Concretamente, per i coniugi, oltre all’imposizione congiunta prevista dal diritto vigente, verrebbe effettuato un calcolo fiscale alternativo sulla base delle tariffe vigenti e delle deduzioni per le persone non sposate e ai coniugi verrebbe poi addebitato il minore dei due ammontari di imposta calcolati.

Persistono gli svantaggi delle persone non sposate

Pur condividendo l’obiettivo di eliminare gli svantaggi fiscali per i coniugi, il Consiglio federale respinge l’iniziativa per diversi motivi.

La scelta del modello di imposizione deve essere lasciata al legislatore senza limitarne inutilmente il margine di manovra con una disposizione costituzionale. Il maggiore onere fiscale dei coniugi può essere evitato sia con l’imposizione congiunta che con quella individuale. Il Consiglio federale ha elaborato su mandato del Parlamento un progetto di legge per l’introduzione dell’imposizione individuale che funge allo stesso tempo anche da controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Per un’imposizione individuale a prescindere dallo stato civile (Iniziativa per imposte eque)». L’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!» è in contrasto con tale progetto.

Sebbene l’iniziativa depositata dal Partito del Centro elimini i maggiori oneri sostenuti dai coniugi, a differenza dell’imposizione individuale non garantirebbe la neutralità rispetto allo stato civile. A seconda dei casi, lo svantaggio delle persone non sposate rispetto ai coniugi nella stessa situazione economica permarrebbe o addirittura peggiorerebbe. Uno splitting integrale soddisferebbe completamente le richieste dell’iniziativa popolare ma comporterebbe un’imposizione relativamente elevata delle persone non sposate. Risulterebbero inoltre considerevoli minori entrate, perlomeno se lo splitting integrale venisse introdotto sulla base della tariffa attuale. Applicando un calcolo fiscale alternativo, i redditi non equamente ripartiti dei coniugi finirebbero per non essere cumulati, determinando una disparità di imposizione tra coniugi con reddito unico e coniugi con doppio reddito; tuttavia, la disposizione transitoria dell’iniziativa popolare prevede esplicitamente un’attuazione mediante calcolo fiscale alternativo.

Nell’imposizione congiunta, gli incentivi a esercitare un’attività lucrativa per i partner che conseguono un secondo reddito sono inferiori rispetto a quelli nell’imposizione individuale. In questo modo la parità tra donna e uomo ne risentirebbe e l’iniziativa non sfrutterebbe appieno il potenziale offerto dalla manodopera, anche quella specializzata, presente in Svizzera.

Ripercussioni finanziarie

Le ripercussioni dell’iniziativa popolare sull’onere fiscale e sulle entrate dipendono dall’attuazione concreta a livello legislativo. A tal proposito, l’iniziativa concede al Parlamento un ampio margine di manovra quanto alla scelta del modello, all’impostazione delle deduzioni e, in particolare, alla definizione delle tariffe fiscali, che incide in modo determinante sulle ripercussioni finanziarie.

Se il Consiglio federale dovesse attuare provvisoriamente l’iniziativa mediante ordinanza ricorrendo al calcolo fiscale alternativo, sarebbe vincolato alla tariffa vigente e alle deduzioni per le persone non sposate. In questo caso, le minori entrate sono stimate approssimativamente tra 700 milioni e 1,4 miliardi di franchi all’anno. Il valore inferiore dell’intervallo si ottiene se in futuro le persone non sposate con figli non potessero più beneficiare della tariffa privilegiata per i coniugi e allo stesso tempo le deduzioni in funzione dello stato civile per le coppie sposate, la deduzione per i coniugi e la deduzione per doppio reddito dovessero essere soppresse.

Queste minori entrate graverebbero sostanzialmente le finanze della Confederazione. Poiché i Cantoni partecipano al gettito dell’imposta federale diretta, anche le loro entrate diminuirebbero del 21,2 per cento.

Glossario
Modelli fondati sullo splitting: lo splitting è una forma di imposizione congiunta che prevede il cumulo del reddito dei coniugi. Al fine di stabilire l’aliquota d’imposta da applicare, il reddito imponibile dei coniugi viene diviso per un fattore di splitting. Nello splitting integrale il fattore di splitting è pari a due, mentre nello splitting parziale è inferiore a due. L’aliquota d’imposta così calcolata viene applicata all’intero reddito imponibile dei coniugi.

Calcolo fiscale alternativo: il modello del calcolo fiscale alternativo comprende elementi dell’imposizione congiunta e di quella individuale. In una prima fase i redditi dei coniugi vengono sommati. Sul reddito così calcolato si applica la tariffa per le persone sposate. In una seconda fase si effettua un calcolo fiscale alternativo, che si orienta all’imposizione individuale delle persone non sposate. Il minore dei due ammontari di imposta calcolati è addebitato ai coniugi.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 15.09.2025

Iniziativa fiscale del Centro, iniziate discussioni

È iniziato oggi al Consiglio nazionale il lungo dibattito - circa sei ore di discussione - sull'iniziativa del Centro contro la penalizzazione fiscale del matrimonio. Alla sospensione dei lavori, alle 21.45, l'esito rimane incerto, anche se si delinea una lieve tendenza verso il "no".

La proposta di modifica costituzionale - intitolata "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!" - riguarda solo l'imposta federale diretta e stabilisce il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione fiscale. Ciò esclude il passaggio all'imposizione individuale.

Ed è proprio questo il nodo centrale: per correggere la penalizzazione fiscale del matrimonio, denunciata già dal Tribunale federale nel 1984, il Parlamento ha approvato in giugno il passaggio all'imposizione individuale, che, referendum permettendo, sarà effettivo a tutti e tre i livelli statali (federale, cantonale e comunale).

Nel corso del dibattito odierno, sono riemerse posizioni note, già espresse in precedenti discussioni. Lo scontro resta profondamente ideologico e l'esito incerto (il voto è previsto mercoledì). L'imposizione individuale era passata per pochi voti (5 al Nazionale e uno solo agli Stati), mentre l'iniziativa del Centro è stata bocciata in commissione con 13 voti contro 12.

I cantoni non vogliono

I cantoni hanno già adottato misure per eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio, rendendo superfluo un intervento che inciderebbe sulla loro sovranità, ha sostenuto Leo Müller (Centro/LU). Del resto, ha aggiunto, l'80% dei Cantoni si oppone a qualsiasi modifica.

Müller ha inoltre criticato l'onere derivante dalle 1,7 milioni di dichiarazioni d'imposta aggiuntive che l'imposizione individuale comporterebbe, nonché la necessità di creare migliaia di nuovi posti di funzionari per gestirle.

Dal canto suo, Paolo Pamini (UDC/TI) ha deplorato quella che definisce una evidente incoerenza: dopo aver introdotto il matrimonio per tutti, ora si vorrebbe passare all'imposizione individuale, una misura che frammenta artificialmente le famiglie. Secondo il deputato, questa modalità fiscale è ingiusta perché penalizza le coppie con un solo reddito a causa della progressività delle imposte e svantaggia anche le madri sole.

Creerebbe nuove disuguaglianza

Di parere opposto Emmanuel Amoos (PS/VD): è l'iniziativa del Centro che rischierebbe di rovesciare l'attuale disequilibrio fiscale a svantaggio delle persone non sposate. "Non è accettabile eliminare una disuguaglianza creandone un'altra", ha dichiarato il deputato vallesano, evidenziando inoltre l'enorme differenza di costi tra le due proposte: 600 milioni contro 1,4 miliardi, un divario che ha definito "abissale".

La relatrice commissionale Sophie Michaud Gigon (Verdi/VD) ha da parte sua messo l'accento sull'incentivo all'occupazione che sarà generato dall'imposizione individuale. L'iniziativa oggi in discussione, ha proseguito la vodese, non offre al contrario stimoli per una distribuzione più equilibrata del reddito tra i coniugi, né per aumentare la partecipazione delle donne al lavoro retribuito, né per valorizzare la manodopera locale già formata, ma meno motivata nel modello fiscale attuale.

Beat Walti (PLR/ZH) ha poi sostenuto che l'aumento delle dichiarazioni fiscali da esaminare non rappresenterà un problema nell'era dell'intelligenza artificiale. Insomma, per lo zurighese "questa iniziativa appare come una grande promessa, ma perde consistenza quando la si esamina da vicino".

Visioni inconciliabili

Le due visioni appaiono ormai inconciliabili. Da un lato UDC e Centro difendono la famiglia tradizionale e si oppongono all'imposizione individuale; dall'altro la sinistra, il PLR e i Verdi liberali ritengono che le proposte del Centro siano superate e non tengano conto del ruolo crescente della donna nella società.

Vista la distribuzione delle forze in Parlamento, è possibile che l'iniziativa centrista venga respinta mercoledì, al termine del dibattito. L'ultima parola spetterà comunque al popolo, con la possibilità di più votazioni sul tema: il referendum sul passaggio all'imposizione individuale, l'iniziativa delle donne PLR a favore dello stesso passaggio e l'iniziativa del Centro. In caso di approvazione di tutte le proposte, si potrebbe quindi trovarsi di fronte a due norme costituzionali incompatibili tra loro.

L'iniziativa del Centro

Oltre a considerare le coppie sposate come una comunione economica, l'iniziativa del Centro chiede anche che i coniugi non siano svantaggiati dal punto di vista fiscale rispetto alle persone non sposate.

L'attuazione concreta spetterebbe al Parlamento, i possibili modelli dell'imposizione congiunta comprendono varie forme di splitting e il cosiddetto calcolo fiscale alternativo. Quest'ultimo modello verrebbe applicato nella fase transitoria, se tre anni dopo l'accettazione dell'iniziativa le disposizioni d'attuazione non fossero ancora pronte.

Concretamente, per i coniugi, oltre all'imposizione congiunta prevista dal diritto attualmente in vigore, verrebbe effettuato un calcolo fiscale alternativo sulla base delle tariffe vigenti e delle deduzioni per le persone non sposate. I coniugi dovrebbero pagare l'ammontare più basso.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2025

Respinta iniziativa fiscale del Centro

L'iniziativa popolare del Centro volta a eliminare la discriminazione fiscale delle coppie sposate va respinta. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale (con 99 voti contro 92), che preferisce risolvere il problema puntando sull'imposizione individuale.

La proposta di modifica costituzionale - intitolata "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi. Basta con la discriminazione del matrimonio!" - riguarda solo l'imposta federale diretta e stabilisce il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione fiscale. Ciò esclude il passaggio all'imposizione individuale.

Ed è proprio questo il nodo centrale: per correggere la penalizzazione fiscale del matrimonio, denunciata già dal Tribunale federale nel 1984, il Parlamento ha approvato in giugno il passaggio all'imposizione individuale che, referendum permettendo, sarà effettivo a tutti e tre i livelli statali (federale, cantonale e comunale).

Nel corso del dibattito odierno sono riemerse posizioni note, già espresse in precedenti discussioni. I parlamentari che hanno preso la parola hanno confrontato la proposta del Centro con l'introduzione dell'imposizione individuale, evidenziandone vantaggi e svantaggi.

Per Centro e UDC, solo l'iniziativa oggi in discussione permette di risolvere il problema della penalizzazione fiscale delle coppie sposate, senza svantaggiare le altre. La proposta avanza una soluzione semplice ed equa, che crea solo vincitori, ha affermato Benjamin Roduit (Centro/VS).

L'iniziativa è "giusta, semplice da applicare e pienamente compatibile con i sistemi fiscali cantonali", ha aggiunto Roger Golay (MCG/GE) alludendo alla contrarietà dei Cantoni alla riforma sull'imposizione individuale.

Le due forze in campo si sono anche scontrate in relazione alle rispettive visioni della famiglia e della società: "le famiglie, grazie al matrimonio, sono il pilastro e il futuro del Paese: solo loro possono colmare il deficit demografico", ha dichiarato Roduit. Non vanno relegate in secondo piano rispetto all'individuo, ha sostenuto.

Lorenzo Quadri (Lega/TI) ha da parte sua criticato il passaggio all'imposizione individuale: a suo avviso, così facendo lo Stato "impone un preciso modello familiare, quello in cui entrambi i coniugi lavorano approssimativamente nella stessa misura". Ma per il ticinese "questa non è equità fiscale, ma ideologia". Secondo il leghista, inoltre, l'effetto occupazionale dell'imposizione individuale sarà "del tutto marginale".

Di parere radicalmente opposto PLR, PVL, PS e Verdi, secondo cui l'iniziativa del Centro, oltre ad essere troppo costosa per l'erario, andrà a beneficio soprattutto di coloro che hanno alti redditi. A pagarne il conto, secondo Alex Farinelli (PLR/TI), sarebbe il ceto medio.

L'iniziativa, ha aggiunto Raphaël Mahaim (Verdi/VD), "accrescerà ulteriormente la disparità tra coppie sposate e non sposate". Le proposte del Centro comporterebbero inevitabilmente che i contribuenti non sposati paghino più tasse rispetto alle coppie sposate, ha aggiunto la consigliera federale Karin Keller-Sutter.

Per il campo progressista e liberale, la soluzione passa dunque per l'imposizione individuale, del resto già approvata dal Parlamento. Secondo Farinelli si tratta di "una riforma coerente, socialmente giusta, fiscalmente sostenibile e con effetti positivi sull'occupazione".

Da parte sua, Regine Sauter (PLR/ZH) non ha digerito la proposta di ancorare la famiglia tradizionale nella costituzione: "si suggerisce che solo i coniugi costituiscano un nucleo economico degno di tutela". Ma per la zurighese "la politica fiscale non deve essere uno strumento per promuovere un modello di vita particolare".

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.06.2026

Respinta iniziativa fiscale del Centro

L'iniziativa popolare del Centro volta a eliminare la discriminazione fiscale delle coppie sposate va respinta. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati (con 24 voti contro 21), che preferisce risolvere il problema puntando sull'imposizione individuale, progetto approvato in votazione lo scorso marzo.

La proposta di modifica costituzionale - intitolata "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi. Basta con la discriminazione del matrimonio!" - riguarda solo l'imposta federale diretta (IFD) e stabilisce il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione fiscale. Ciò esclude il passaggio all'imposizione individuale.

Ed è proprio questo il nodo centrale: se l'iniziativa del Centro dovesse venir accolta, la legge federale sull'imposizione individuale diventerebbe verosimilmente incostituzionale. E qui la questione si complicherebbe: la Svizzera non ha un Tribunale costituzionale che possa correggere la legge. Spetterebbe quindi al Parlamento adeguare la normativa alla Costituzione, eventualmente attraverso una soluzione di compromesso. Fino ad allora, tuttavia, la legge continuerebbe a essere applicata da tutte le autorità, nonostante la sua incompatibilità con il nuovo dettato costituzionale.

Vi è però un ulteriore elemento, evidenziato dal relatore della commissione Andrea Caroni (PLR/AR): qualora l'iniziativa del Centro venisse approvata, il mandato costituzionale riguarderebbe esclusivamente l'IFD. Per le imposte cantonali e comunali non sussisterebbe invece alcun obbligo di adeguamento. Ne potrebbe derivare una situazione paradossale, con una tassazione congiunta a livello federale e una tassazione individuale a livello cantonale e comunale, ha messo in guardia l'appenzellese.

Per il resto, nel corso del dibattito odierno sono riemerse posizioni note, già espresse in precedenti discussioni. I parlamentari che hanno preso la parola hanno confrontato la proposta del Centro con l'introduzione dell'imposizione individuale, evidenziandone vantaggi e svantaggi.

Per PLR, PS e Verdi la proposta del Centro ha perso la sua ragione d'essere: il suo obiettivo principale, l'abolizione della penalizzazione fiscale del matrimonio, è già stato raggiunto con l'imposizione individuale, come sottolineato da Eva Herzog (PS/BS). Inoltre, come dimostrato dal sondaggio VOX post-votazione, i votanti erano ben consapevoli dei diversi modelli e hanno scelto chiaramente il sistema individuale per il suo contenuto.

Per Johanna Gapany, l'iniziativa va respinta anche per il suo contenuto, in particolare per la proposta di cumulare i redditi: così facendo le coppie sposate e quelle che non lo sono, a parità di condizioni economiche, continuerebbero a essere tassate in modo diverso. La friburghese ha inoltre richiamato l'attenzione su un altro punto: "In un momento di carenza di manodopera, vogliamo davvero adottare un modello fiscale che non incentiva l'attività professionale?", si è chiesta, sottolineando come l'imposizione individuale favorisca la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Di parere radicalmente opposto Centro e UDC, secondo cui solo l'iniziativa oggi in discussione permette di risolvere il problema della penalizzazione fiscale delle coppie sposate, senza svantaggiare le altre.

L'iniziativa presenta inoltre il vantaggio di evitare una riforma radicale del sistema fiscale, ha evidenziato Pirmin Bischof (Centro/SO). Le coppie sposate continuerebbero infatti a essere tassate congiuntamente, con l'introduzione di un semplice calcolo comparativo. Al contrario, l'imposizione individuale comporterebbe milioni di dichiarazioni fiscali supplementari e un notevole onere amministrativo per la loro verifica.

"Con la nostra proposta - ha proseguito il "senatore" - i Cantoni non sarebbero costretti a modificare i propri sistemi fiscali". L'iniziativa riguarda infatti esclusivamente l'imposta federale diretta e non intacca la sovranità fiscale cantonale. Inoltre, ha sottolineato, tutti i Cantoni hanno già eliminato la penalizzazione fiscale delle coppie sposate.

Evocando la votazione sull'imposizione individuale, Charles Juillard (Centro/JU) ha affermato che il popolo si è trovato di fronte a una scelta difficile. "Gli elettori hanno anzitutto voluto porre fine alla discriminazione fiscale delle coppie sposate; non sono però convinto che intendessero rivoluzionare l'intero sistema fiscale", ha dichiarato. L'iniziativa del Centro offre ora alla popolazione la possibilità di scegliere il modello più adatto per eliminare il problema, ha aggiunto Juillard, senza riuscire a convincere la maggioranza del plenum.

Di conseguenza, visto che anche il Consiglio nazionale - nel settembre dello scorso anno, con 99 voti contro 92 - ha bocciato l'iniziativa popolare del Centro, questa verrà sottoposta a popolo e cantoni con la raccomandazione di respingerla.

Informazioni

Segreteria della Commissione dell'economia e dei tributi (CET)

wak.cer@parl.admin.ch

Commissione dell’economia e dei tributi (CET)