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«Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!». Iniziativa popolare

25.035 · Oggetto del Consiglio federale · 2025-03-07

Dipartimento dell'interno

Nella Commissione del Consiglio nazionale

Zusammenfassung

Messaggio del 7 marzo 2025 concernente l’iniziativa popolare «Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!»

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 07.03.2025

Il Consiglio federale respinge l’iniziativa che chiede di sopprimere il limite massimo delle rendite AVS dei coniugi

Nella sua seduta del 7 marzo 2025, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!». L’iniziativa chiede di sopprimere la limitazione della somma delle due rendite per coniugi nell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) e nell’assicurazione invalidità (AI). Il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa senza presentare alcun controprogetto. Un ulteriore onere supplementare di circa 3,6 miliardi di franchi a carico dell’AVS nel 2030 (secondo le proiezioni), in aggiunta ai costi legati alla 13a rendita di vecchiaia e all’evoluzione demografica, acuirebbe le difficoltà finanziarie dell’assicurazione.

Depositata il 27 marzo 2024 dal partito del Centro, l’iniziativa «Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!» chiede la soppressione della limitazione delle rendite per coniugi nell’AVS e nell’AI. In base alla regolamentazione attuale, la somma delle due rendite delle persone assicurate coniugate ammonta al 150 per cento dell’importo massimo della rendita corrispondente, ovvero a 3780 franchi per le persone che hanno sempre versato contributi AVS. Questa limitazione concerne circa il 90 per cento delle coppie sposate. Di conseguenza, le loro rendite AVS e AI possono essere inferiori alla somma delle rendite delle coppie non sposate. L’iniziativa chiede anche che il Consiglio federale sopprima l’esenzione dall’obbligo contributivo per il coniuge che non lavora, se la relativa legislazione d’esecuzione non dovesse entrare in vigore entro tre anni dall’accettazione dell’iniziativa. Attualmente, le persone sposate senza attività lucrativa sono esentate dall’obbligo contributivo se il coniuge versa almeno il doppio del contributo minimo. In caso di accettazione dell’iniziativa, le rendite delle persone sposate con un reddito annuo medio determinante AVS superiore a 90720 franchi (stato: 2025) migliorerebbero. Per contro, le rendite delle economie domestiche con redditi più bassi e quelle delle persone non sposate, vedove o divorziate non aumenterebbero.

Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa

Il Consiglio federale respinge l’iniziativa, poiché ritiene che i coniugi beneficino già di una buona copertura sociale nell’AVS, con diverse prestazioni accordate unicamente a loro che controbilanciano gli svantaggi connessi alla limitazione della somma delle loro rendite. Le coppie sposate beneficiano infatti di prestazioni dell’AVS e dell’AI a cui i conviventi non hanno diritto. In caso di divorzio e di decesso, per esempio, i redditi conseguiti durante gli anni di matrimonio vengono ripartiti in parti uguali tra i due coniugi. Lo stesso vale quando entrambi hanno diritto a una rendita. Inoltre, i vedovi e le vedove hanno diritto a un supplemento di vedovanza del 20 per cento in aggiunta alla loro rendita di vecchiaia o d’invalidità e le rendite vedovili sono accordate soltanto a condizione di essere stati sposati.

L’accettazione dell’iniziativa, con la soppressione della limitazione delle rendite per coniugi e quella dell’esenzione dall’obbligo contributivo per il coniuge senza attività lucrativa, genererebbe inoltre un aumento delle uscite annue dell’AVS di circa 3,6 milioni di franchi nel 2030 e di circa 4,1 milioni di franchi nel 2035 (secondo le proiezioni). La Confederazione dovrebbe coprire circa 770 milioni di franchi nel 2030 e 870 milioni di franchi nel 2035 (secondo il diritto vigente, il contributo federale al finanziamento dell’AVS ammonta al 20,2 %). L’iniziativa non prevede però alcun finanziamento per coprire queste spese supplementari e l’AVS non dispone delle risorse finanziarie necessarie per coprirle. Per far fronte alle uscite supplementari che l’iniziativa genererebbe e in funzione dell’obiettivo finanziario da definire, si renderebbe per esempio necessario un aumento dei contributi salariali di 0,6 punti percentuali o un innalzamento dell’IVA di 0,8 punti percentuali.

In caso di accettazione dell’iniziativa, le spese aggiuntive andrebbero a gravare l’insieme della popolazione, incluse le persone a basso reddito o le persone sole, vedove o divorziate, che non beneficerebbero però di alcun miglioramento della loro rendita e che anzi sono proprio quelle maggiormente minacciate dalla povertà. Inoltre, imporre all’AVS un onere supplementare in aggiunta ai costi legati alla 13a rendita di vecchiaia e all’evoluzione demografica aggraverebbe la situazione finanziaria dell’assicurazione. Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa.

Verhandlungen

Comunicato stampa della Commissione sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale del 11.04.2025

La Commissione inizierà le deliberazioni sulla configurazione concreta della riforma in occasione della prossima seduta, quando deciderà anche se intende integrare il disegno e proporlo come controprogetto indiretto all’iniziativa popolare«Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi » (25.035). Ha invece rinunciato a presentare un proprio progetto come controproposta indiretta. L’iniziativa popolare chiede la soppressione della limitazione delle rendite per coniugi nell’ambito dell’AVS e dell’AI. Se entrambi i coniugi percepiscono una rendita, attualmente viene loro versato al massimo il 150 per cento della rendita massima determinante. Nel 2023 questa limitazione interessava circa 9 coppie di coniugi su 10 tra quelle che percepivano una rendita. Senza limitazione, queste rendite sarebbero in media più elevate di 300 franchi al mese. La soppressione costerebbe all’AVS circa 3,8 miliardi di franchi nel 2030. Poiché sono interessate quasi tutte le coppie di coniugi in età pensionabile, la Commissione ritiene che sia necessario intervenire. Dal suo punto di vista la limitazione deve tuttavia essere considerata insieme ad altre misure riservate alle coppie spostate nell’ambito dell’AVS, quali l’esenzione dall’obbligo contributivo per il coniuge senza attività lucrativa, la ripartizione dei redditi e il supplemento di vedovanza. Sulla base di diverse proposte volte a presentare iniziative di commissione, la CSSS-N ha discusso diversi approcci che modificherebbero questi elementi. Sia le proposte incentrate sull’attuazione dell’iniziativa popolare sia quelle globali per un’AVS indipendente dallo stato civile non hanno trovato una maggioranza. La Commissione riprenderà le sue discussioni su alcuni di questi elementi nel quadro della riforma delle rendite per superstiti.

All’inizio delle deliberazioni sull’iniziativa popolare, la Commissione ha sentito alcuni rappresentanti del comitato d’iniziativa e delle parti sociali.

Comunicato stampa della Commissione sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale del 31.10.2025

Con 17 voti contro 8 la Commissione propone di prorogare di un anno, fino alla sessione estiva 2027, il termine di trattazione dell’iniziativa popolare «Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi» (25.035). Le condizioni per la proroga del termine sono soddisfatte dato che nella passata sessione autunnale il Consiglio nazionale ha deciso di trasformare il progetto per l’adeguamento delle rendite per superstiti (24.078) in un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare e lo ha adottato nella votazione sul complesso.

Comunicato stampa della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati del 26.06.2026

La Commissione ha portato avanti la discussione sulla modifica della LAVS riguardante l’adeguamento delle rendite per superstiti(24.078), che intende sostituire le rendite vitalizie per vedove o vedovi con una rendita di durata limitata per il genitore superstite. In caso di decesso di un genitore, l’altro genitore percepirebbe una rendita fino al compimento del 25° anno di età del figlio più giovane, indipendentemente dal proprio stato civile. Tale modifica solleva quindi questioni di fondo circa il ruolo dello stato civile nell’AVS. Il Consiglio nazionale ha dunque trasformato il progetto in un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi» (25.035). La Commissione ritiene che si tratti di una questione importante che necessita di un’accurata valutazione. Per poter proporre una soluzione ponderata che tenga conto delle diverse situazioni dei beneficiari di rendite di oggi e di domani, ha pertanto commissionato ulteriori accertamenti tesi a illustrare l’evoluzione delle rendite per coniugi e dei vantaggi legati al matrimonio nel sistema dell’AVS alla luce dei cambiamenti sociali e del numero crescente di donne esercitanti un’attività lucrativa. La Commissione proseguirà le deliberazioni nella prossima seduta.

La Commissione è stata consultata sul progetto di revisione dell’ordinanza sui prodotti del tabacco, che attua la modifica della legge sui prodotti del tabacco adottata dal Parlamento in seguito all’accettazione dell’iniziativa popolare «Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco». Poiché ritiene che il progetto del Consiglio federale si spinga oltre le decisioni prese dal legislatore, con 7 voti contro 5 raccomanda di autorizzare la promozione di sigari e cigarillos presso tutte le persone maggiorenni e non solo chi è già cliente. Con 7 voti contro 5, la Commissione propone anche che, nei luoghi accessibili al pubblico, la promozione non debba per forza svolgersi in uno spazio separato. Inoltre, sempre con 7 voti contro 5, chiede che il controllo dell’età su Internet sia effettuato unicamente al primo accesso da parte dell’utente, invece che ogni 12 mesi. Considerate le implicazioni della revisione per l’economia e gli ambienti interessati, la Commissione propone, con 8 voti contro 0 e 4 astensioni, di disporre un periodo transitorio di almeno un anno prima della sua entrata in vigore.

Informazioni

Segreteria della Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS)

sgk.csss@parl.admin.ch

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