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25.041 · Oggetto del Consiglio federale · 2025-08-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 20 agosto 2025 concernente il preventivo per il 2026 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2027-2029

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.08.2025

Pubblicato il preventivo 2026 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2027–2029

Il preventivo 2026 è disponibile da subito in forma elettronica sul sito Internet dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF). La versione cartacea sarà pubblicata a metà settembre.

Dopo aver reso noto, il 25 giugno 2025, le cifre per il 2026, il Consiglio federale presenta ora il preventivo nel dettaglio. Nella sua seduta del 20 agosto 2025, l’Esecutivo ha adottato il messaggio concernente il preventivo della Confederazione svizzera per il 2026 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2027–2029 (preventivo con PICF), in cui sono riportate tutte le entrate e uscite della Confederazione pianificate per il 2026 come pure le previsioni per i tre anni di pianificazione successivi.

Per il 2026 è atteso un deficit di finanziamento pari a 845 milioni di franchi. La Confederazione dovrà dunque indebitarsi nuovamente per un ammontare corrispondente. Nel bilancio ordinario il deficit di finanziamento ammonta a 609 milioni ed è quindi inferiore al limite ammesso dal freno all’indebitamento in relazione alla congiuntura (-717 mio.). Il margine di manovra disponibile è pertanto di 108 milioni di franchi. Nel 2026 le uscite ordinarie aumenteranno del 5,1 per cento, principalmente a causa della 13esima mensilità AVS, del budget dell’esercito, della quota spettante ai Cantoni sui ricavi dell’imposizione minima dell’OCSE e dei contributi ai programmi di ricerca dell’UE. È inoltre preventivato un fabbisogno finanziario eccezionale di 600 milioni di franchi a favore delle persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina.

La pianificazione finanziaria aggiornata alla situazione attuale conferma la necessità del pacchetto di sgravio 27. Senza la sua attuazione, si rischierebbero deficit fino a 3 miliardi di franchi dal 2027 e di oltre 4 miliardi di franchi dal 2029. Anche con il pacchetto di sgravio, le uscite della Confederazione aumentano da poco meno di 91 miliardi di franchi nel 2026 a circa 98 miliardi nel 2029. Pertanto, per garantire l’equilibrio di bilancio anche sul lungo periodo saranno verosimilmente necessarie altre misure.

Il preventivo 2026 si basa sulle previsioni congiunturali di giugno 2025 elaborate dal gruppo di esperti, che ipotizzano dazi statunitensi bassi. Al momento non è chiaro per quanto tempo tali dazi resteranno in vigore e come l’economia svizzera risponderà a questa situazione inedita. Qualora i dazi supplementari dovessero produrre un rallentamento congiunturale, nel 2026 le entrate dall’imposta sul valore aggiunto potrebbero essere più contenute. Tuttavia, questo non inciderebbe direttamente sulle uscite della Confederazione, poiché le minori entrate sarebbero compensate dal fattore congiunturale del freno all’indebitamento, che ammetterebbe un deficit di finanziamento più consistente. Altri effetti sul fronte delle entrate si produrrebbero più in là nel tempo.

Il «messaggio concernente il preventivo per il 2026 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2027–2029» fornisce informazioni dettagliate sulla situazione finanziaria della Confederazione. Comprende due volumi:

  • volume 1: rapporto sul preventivo con PICF;

  • volume 2: preventivo con PICF delle unità amministrative;
    (autorità e tribunali, DFAE, DFI, DFGP, DDPS, DFF, DEFR e DATEC).

Sul sito Internet dell’AFF sono inoltre disponibili:

  • una «panoramica delle finanze federali» (con relativi grafici);

  • il portale dati (con rappresentazioni grafiche);

  • le serie temporali (file Excel);

  • il comunicato stampa del 25 giugno 2025: «Il Consiglio federale adegua i parametri di riferimento del pacchetto di sgravio 27 e adotta il preventivo 2026».

Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.11.2025

Il Consiglio federale adotta un terzo annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2026

Nella seduta del 12 novembre 2025 il Consiglio federale ha adottato un annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2026, in relazione alle entrate supplementari una tantum provenienti dal Cantone di Ginevra. L’annuncio ulteriore determina un aumento del margine di manovra politico-finanziario di 290 milioni nel quadro del preventivo 2026.

La scorsa settimana il Cantone di Ginevra ha informato la Confederazione in merito a un ulteriore aumento delle entrate supplementari una tantum provenienti dall’imposizione degli utili delle imprese con sede a Ginevra. La ragione di tale incremento risiede nel fatto che per gli anni 2019–2024 il Cantone di Ginevra non aveva ancora emesso tutte le fatture fiscali provvisorie alle imprese. Il Cantone porrà ora rimedio a questa situazione irregolare.

Il Dipartimento federale delle finanze ha informato l’opinione pubblica al riguardo nel comunicato stampa del 10 novembre 2025. Su più anni la Confederazione si attende entrate supplementari di oltre 3 miliardi anziché dei 2,5 miliardi di franchi finora ipotizzati. Ciò comporterà entrate supplementari per un importo di 370 milioni di franchi nel preventivo 2026. Dedotta la quota spettante ai Cantoni, nel bilancio della Confederazione rimangono iscritti 290 milioni di franchi.

Nella seduta del 12 novembre 2025, il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento un annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2026. Le maggiori entrate consentono al Parlamento di prevedere temporaneamente uscite supplementari nell’ambito del freno all’indebitamento; esse aumentano il limite di spesa per il 2026. Il preventivo 2026 sarà discusso in Parlamento nella sessione invernale.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.12.2025

Approvato preventivo 2026; aumenti a esercito e fedpol

Dopo un dibattito durato cinque ore, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi in prima lettura il preventivo 2026 della Confederazione. Alla fine la Camera dei cantoni ha concesso maggiori fondi all'esercito e all'Ufficio federale di polizia (fedpol). Nel contempo ha però eliminato la compensazione del rincaro per i dipendenti federali e la sovvenzione per i treni notturni per Malmö (Svezia).

Poiché dal Canton Ginevra sono attesi maggiori introiti fiscali segnalati a posteriori, il margine di manovra è più ampio di quanto inizialmente previsto. Per il budget 2026, il Consiglio federale prevede entrate complessive per quasi 90,4 miliardi di franchi e spese complessive per circa 91 miliardi di franchi.

Il preventivo, praticamente in pareggio, è una "breve schiarita prima di una zona di bassa pressione nei prossimi anni", ha dichiarato Jakob Stark (UDC/TG) a nome della commissione. Secondo Peter Hegglin (Centro/ZG) è quindi necessaria cautela nella spesa.

Dal canto suo, il socialista Baptiste Hurni (PS/NE) ha denunciato previsioni sempre più negative rispetto alla realtà dei dati. "L'apocalisse finanziaria annunciata non si è verificata", ha affermato, mettendo in discussione la necessità dei tagli.

Più fondi per fedpol

Lo scontro di visioni fra destra e sinistra è proseguito anche nel corso del dibattito particolareggiato, ossia sulle singole voci di bilancio. Per quanto riguarda fedpol, con 23 voti contro 19, i "senatori" hanno deciso di mettere a disposizione ulteriori 1,9 milioni di franchi rispetto al progetto governativo. Queste risorse supplementari dovrebbero permettere di far fronte al sovraccarico di lavoro.

Tra gennaio e aprile 2025, 40 casi non sono stati perseguiti e sono stati inseriti in una "lista di rinuncia" a causa del sovraccarico dell'ufficio, ha ricordato Mathias Zopfi (Verdi/GL). Alcuni rappresentanti borghesi hanno invece tentato di limitare l'aumento del budget. Un incremento costante del personale di fedpol non è la soluzione, ha affermato Benjamin Mühlemann (PLR/GL), ma invano.

70 milioni in più per esercito

Altro tema controverso è stata la difesa. Il Consiglio degli Stati ha infatti deciso di stanziare più fondi per l'esercito. Con 30 voti contro 13, ha approvato un supplemento di 70 milioni, portando a 2,78 miliardi il budget totale destinato alla difesa per l'anno prossimo.

Nel suo progetto, il Consiglio federale aveva proposto 2,71 miliardi. Secondo la maggioranza della Camera dei cantoni, il supplemento di 70 milioni rispetto a questo budget è possibile grazie a una manovra che mantiene i conti in equilibrio.

I "senatori" non hanno tuttavia seguito la proposta di Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), che voleva portare il bilancio a poco più di 3 miliardi. È più saggio attendere la strategia del Consiglio federale prima di sbloccare nuovi fondi, hanno spiegato diversi oratori.

"In un momento in cui si limitano i mezzi, non si possono sbilanciare così tanto le risorse disponibili", ha dichiarato Johanna Gapany (PLR/FR), facendo riferimento al piano di risparmio che sarà discusso durante l'ultimo giovedì della sessione. L'esercito è tra gli unici settori risparmiati dai tagli.

Cibersicurezza e assicurazione disoccupazione

Il Consiglio degli Stati ha inoltre deciso di investire nella cibersicurezza. Con 30 voti contro 13, ha aumentato da 16 a 26 milioni la voce di spesa per quanto attiene l'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS). In questo caso, sinistra e destra erano d'accordo.

La Camera dei Cantoni ha infine accettato, con 22 voti contro 18 e 1 astensione, di stanziare 150 milioni di franchi per l'assicurazione contro la disoccupazione. Il Consiglio degli Stati ha approvato una proposta dell'ultimo minuto di Damian Müller (PLR/LU), che si è ispirato a un'idea preconizzata dalla Commissione delle finanze.

Tagli a personale federale e treni notturni

Nel contempo, la Camera dei cantoni intende però operare tagli al personale federale. Secondo la volontà espressa oggi, nel 2026 i dipendenti federali non dovrebbero ricevere alcuna compensazione del rincaro. In questo modo il Consiglio degli Stati intende alleggerire il bilancio di circa 34 milioni di franchi, considerato il basso tasso di inflazione.

I "senatori" hanno inoltre cancellato la sovvenzione di dieci milioni di franchi per i treni notturni internazionali. L'importo è destinato in particolare al collegamento previsto tra Basilea e Malmö, in Svezia. Il Consiglio nazionale si pronuncerà giovedì. La sua Commissione delle finanze chiede di mantenere il contributo.

Affinché questo treno possa circolare, la Confederazione deve pagare dieci milioni all'anno, ha dichiarato il relatore commissionale Stark. Questo collegamento costa troppo e non è redditizio, ha aggiunto. Non è accettabile investire in questa linea internazionale mentre il trasporto regionale è in difficoltà, ha sottolineato Beat Rieder (Centro/VS).

Tagli alla cooperazione internazionale

Fra le prime decisioni adottate stamane, il plenum ha votato - con 26 voti contro 16 - tagli per 6 milioni di franchi nella cooperazione bilaterale allo sviluppo rispetto al budget previsto dal Consiglio federale. Una minoranza guidata dalla "senatrice" Esther Friedli (UDC/SG) avrebbe voluto una riduzione ancor maggiore di 116 milioni di franchi.

I "senatori" hanno inoltre accettato con 27 voti contro 14 di iscrivere 130 milioni di franchi destinati agli aiuti agli ucraini nel bilancio ordinario e non in quello straordinario. Hanno quindi effettuato un taglio di 130 milioni nel bilancio degli aiuti sociali a richiedenti asilo e rifugiati. La sinistra si è opposta invano a questo "trasferimento contabile".

Un altro taglio riguarda la dotazione del bilancio del Tribunale amministrativo federale per le sue spese di funzionamento. Con 27 voti contro 14, la Camera dei cantoni ha adottato una riduzione di 2 milioni di franchi rispetto alla proposta governativa.

Tox Info Suisse riceverà più fondi

Nel contempo, il Consiglio degli Stati ha deciso di concedere più soldi al numero d'emergenza antiveleni Tox Info Suisse, attivo 24 ore su 24 e minacciato dalla mancanza di fondi. Con 23 voti a 18, ha aumentato di 800'000 franchi il budget destinato alla protezione della salute e alla prevenzione dell'Ufficio federale della sanità pubblica. Stando ai "senatori", il denaro non dovrà essere utilizzato solo per Tox Info Suisse, ma anche per la prevenzione delle dipendenze.

Il Consiglio federale si è opposto invano. La prevenzione delle dipendenze è di competenza primaria dei Cantoni, ha affermato la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter. Il Governo si rammarica che gli enti privati responsabili del servizio di emergenza antiveleni si siano ritirati dal loro impegno e abbiano voluto lasciare il finanziamento alle autorità pubbliche.

Il Consiglio degli Stati ha infine aumentato complessivamente di quasi 24 milioni di franchi i fondi destinati all'agricoltura. La maggior parte di questi fondi è destinata al sostegno della viticoltura e alla lotta contro la malattia della lingua blu, che quest'anno ha decimato migliaia di bovini e ovini in Svizzera.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 04.12.2025

Preventivo 2026; ridotta compensazione rincaro per personale

L'anno prossimo i dipendenti federali dovrebbero ricevere un adeguamento salariale molto modesto. Nell'ambito dell'esame in prima lettura del preventivo 2026, con 121 voti contro 66 e 5 astenuti, oggi il Consiglio nazionale ha deciso che intende risparmiare sul personale della Confederazione e concedergli solo lo 0,1% della compensazione del rincaro, invece dello 0,5% proposto dal Consiglio federale.

La Camera del popolo intende stanziare complessivamente 6,8 milioni di franchi per la compensazione del rincaro. Si tratta di ben 27 milioni di franchi in meno rispetto a quanto richiesto dal Consiglio federale. Martedì il Consiglio degli Stati era stato ancor più severo, cancellando completamente la compensazione del rincaro (-34 milioni).

Per la maggioranza commissionale, è ragionevole che il personale federale, relativamente ben retribuito, contribuisca agli sforzi di risparmio della Confederazione, ha spiegato Damien Cottier (PLR/NE).

La minoranza rosso-verde avrebbe voluto allinearsi al Consiglio federale. I dipendenti federali hanno già subito diversi tagli. Tutto sta diventando più costoso, anche per i dipendenti federali, ha aggiunto Felix Wettstein (Verdi/SO).

Anche la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ha cercato invano di convincere il plenum a seguire il progetto governativo. Ha chiesto al Nazionale di rispettare il ruolo della Confederazione come partner sociale. Senza compensazione del rincaro, la Confederazione non avrebbe alcun margine di manovra nelle trattative salariali, a suo avviso. Ma al voto, la maggioranza borghese l'ha spuntata facilmente.

Tagli alle relazioni pubbliche

Tra le altre voci di spesa trattate oggi, è stata pure decisa una riduzione di 6,25 milioni di franchi per le attività di pubbliche relazioni; il Consiglio nazionale ha seguito in questo caso il Consiglio degli Stati. In aula, Lars Guggisberg (UDC/BE) ha sottolineato come la comunicazione abbia registrato una crescita massiccia. Nel 2017 comprendeva 307 posti a tempo pieno. Oggi sono 430. Alla fine il plenum ha approvato il taglio richiesto da Guggisberg, con 99 voti contro 88 e 4 astenuti.

Il Consiglio nazionale intende operare riduzioni anche all'Ufficio federale di giustizia, nonostante gli avvertimenti secondo cui una riduzione dei fondi potrebbe ritardare l'introduzione del mezzo d'identità elettronica (e-ID) prevista per il 2026. Dopo il sì alle urne, sarebbe disonesto tagliare la misera cifra di 1,7 milioni di franchi, ha affermato Irène Kälin (Verdi/AG), cercando invano di convincere il Consiglio a rinunciare a questa proposta.

Preventivo accolto con scetticismo

Nel dibattito generale prima delle deliberazioni di dettaglio, la Camera del popolo ha accolto il preventivo con scetticismo. Nonostante le maggiori entrate fiscali provenienti dal Canton Ginevra, lo schieramento borghese ha deplorato un problema strutturale, poiché le spese sono superiori alle entrate: il Consiglio federale stima introiti complessivi per quasi 90,4 miliardi di franchi e uscite totali per circa 91 miliardi di franchi.

Come avvenuto martedì al Consiglio degli Stati, vari oratori hanno invitato ad investire diversi milioni in più nella difesa in considerazione della situazione geopolitica attuale e a tagliare i fondi destinati all'amministrazione federale. L'aumento dei mezzi per l'esercito colma un ritardo negli investimenti nella difesa degli ultimi anni, ha precisato Damien Cottier (PLR/NE).

Una strategia che la sinistra fatica a comprendere. "Come sempre, la priorità è data all'esercito piuttosto che alla coesione sociale", ha dichiarato Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE). Socialisti e Verdi hanno criticato in particolare i tagli proposti alla cooperazione internazionale, all'uguaglianza e al sostegno al centro antiveleni Tox Info, in difficoltà finanziarie.

"Più per le pecore e le patate"

Dal canton suo, Tamara Funiciello (PS/BE) ha deplorato il fatto che le pecore e le patate abbiano la priorità sulla protezione delle donne e sulla salute umana, riferendosi ai 10 milioni supplementari previsti per la lotta contro la malattia della lingua blu, che quest'anno ha decimato migliaia di bovini e ovini in Svizzera. A suo avviso, ci sarebbe la capacità di agire nei settori da lei evocati.

Più in generale, la sinistra ritiene che siano possibili ulteriori investimenti, dato il debito relativamente basso rispetto alla media internazionale. Gli oratori borghesi temono invece un aumento delle tasse e invitano alla responsabilità. "Il freno all'indebitamento funziona e il Parlamento può rafforzarlo quando lavora con responsabilità e convinzione", ha dichiarato Alex Farinelli (PLR/TI).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 08.12.2025

CN: preventivo 2026, più soldi all'esercito, meno per aiuti estero

Bisogna destinare più fondi all'esercito nell'ambito del preventivo 2026 della Confederazione. È quanto stabilito oggi, allineandosi agli Stati, dal Consiglio nazionale, che ha approvato un rialzo di 70 milioni di franchi rispetto al budget previsto dal governo. Quasi 35 milioni sono invece stati tagliati per la cooperazione internazionale. Il dibattito andrà avanti e verrà ultimato domani mattina.

La Camera del popolo ha proseguito nel pomeriggio odierno i lavori, cominciati la settimana scorsa, sul corposo dossier riguardante il preventivo affrontando dapprima le voci di spesa del blocco numero due (su sette), denominato "sicurezza, giustizia e migrazione", che comprende ad esempio la difesa.

Tra le varie decisioni prese, vi è quella di portare a 2,78 miliardi di franchi il tesoretto totale destinato all'esercito per l'anno prossimo, seguendo come detto il parere espresso dai "senatori". Nel suo progetto originale, il Consiglio federale aveva messo nero su bianco una somma di 2,71 miliardi, mentre la commissione preparatoria del Nazionale era stata a sua volta meno generosa del plenum, accordandosi per 2,76 miliardi.

La sinistra avrebbe preferito al contrario ridurre la cifra di partenza, ma non è riuscita nel suo intento. In particolare, vi erano due proposte di minoranza - entrambe bocciate chiaramente - per abbassare i fondi dell'esercito: una suggeriva di risparmiare interrompendo il finanziamento dei caccia F-35, l'altra non fornendo più munizioni gratis alle società di tiro.

Più soldi per cibersicurezza e fedpol...

Nello stesso blocco, i deputati, questa volta senza voci contrarie, hanno scelto di incrementare da 16,2 a 26,2 milioni il budget per l'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), considerando la protezione dagli attacchi informatici un aspetto chiave. Nel suo intervento in aula, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha respinto un potenziamento così cospicuo, dicendo di preferire al massimo una via di mezzo (+5 milioni rispetto al progetto governativo), ma tutti i partiti hanno seguito ancora una volta gli Stati, aggiungendo 10 milioni.

Più controversa invece la questione dei fondi da dedicare all'Ufficio federale di polizia (fedpol), attualmente sotto pressione per il crescente carico di lavoro e in difficoltà a livello di organico. La maggioranza del plenum ha infine scelto - come l'altro ramo del Parlamento - di aumentare di 1,8 milioni le risorse, malgrado l'opposizione giunta dai banchi dell'UDC. Tale denaro dovrebbe consentire di assumere dieci investigatori in più.

I deputati hanno inoltre accettato di iscrivere gli aiuti agli ucraini nel bilancio ordinario e non in quello straordinario, trasferendo 130 milioni. Di conseguenza, un taglio della stessa entità è stato effettuato nell'aiuto sociale a richiedenti asilo e rifugiati.

...meno per cooperazione internazionale

In seguito, nel terzo blocco, incentrato sostanzialmente sugli aiuti all'estero, il Nazionale si è detto convinto di voler spendere meno in confronto alle proposte dell'esecutivo, che gli Stati avevano al contrario approvato. Complessivamente, i crediti per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sono stati diminuiti di 34,5 milioni.

Nel dettaglio, a subire ridimensionamenti sono stati la cooperazione bilaterale allo sviluppo (-6,3 milioni) e i contributi alle organizzazioni internazionali (-28,2 milioni). PS, Verdi e Verdi liberali hanno tentato di aumentare o perlomeno non tagliare i fondi e anche Keller-Sutter ha fatto notare, invano, come la Confederazione abbia già risparmiato in passato in questa sfera.

I deputati hanno per contro fatto muro su delle proposte UDC che miravano a ulteriori risparmi, ad esempio limitando il sostegno all'Ucraina e ad alcuni Stati membri dell'Unione europea. Inoltre, la Camera del popolo si è espressa a favore del trasferimento di 24,3 milioni dalla cooperazione bilaterale a quella economica (gli Stati si erano fermati a 6,1 milioni).

20 milioni per vino e lingua blu

Nel blocco numero quattro, quello tra le altre cose dell'agricoltura, i consiglieri nazionali hanno confermato i 10 milioni supplementari sbloccati dai "senatori" per la viticoltura, un settore che da anni non sta vivendo il suo miglior periodo. Decisivo il supporto della destra e della maggioranza del Centro, mentre la sinistra ha provato a fare muro, così come per i circa 1,5 milioni in più stanziati per la produzione di patate.

Il plenum si è allineato alla Camera dei cantoni pure su altri 10 milioni per la vaccinazione contro la malattia della lingua blu, che quest'anno ha decimato migliaia di bovini e ovini in Svizzera. Si è invece scelto di non sfoltire gli aiuti per il centro di competenza della Confederazione per la ricerca nel settore agricolo Agroscope.

Il Nazionale ha anche indirizzato i 290 milioni aggiunti al preventivo a novembre, legati a entrate supplementari una tantum provenienti dal canton Ginevra, all'assicurazione contro la disoccupazione. Gli Stati avevano proposto di destinare a questo scopo solo una parte del denaro, ovvero 150 milioni.

Violenza su donne e protezione bambini

Infine, nel quinto blocco, è stata accolta la proposta di accrescere di 1,5 milioni il budget per finanziare la campagna di prevenzione contro la violenza sulle donne. Numerosi oratori hanno ricordato come il fenomeno dei femminicidi sia purtroppo in espansione in Svizzera, anche se Keller-Sutter, contraria all'aumento, ha evidenziato che i mezzi attuali sono già sufficienti.

Altri 2 milioni in più sono poi stati accordati alla protezione dei bambini di fronte alle minacce rappresentate dai social media, vedasi il ciberbullismo, e 1,2 milioni alle organizzazioni famigliari.

L'Ufficio federale di statistica (UST) si è visto dal canto suo alzare, di 4 milioni, i fondi a disposizione. Ciò dovrà servire a fornire all'occorrenza dati inerenti l'intelligenza artificiale.

Tagli per personale federale

La settimana scorsa, quando era stato trattato solo il primo blocco, i deputati avevano optato per risparmiare sul personale della Confederazione e concedergli solo lo 0,1% della compensazione del rincaro, invece dello 0,5% proposto dal Consiglio federale. La Camera del popolo intende stanziare complessivamente 6,8 milioni di franchi a questo scopo, ben 27 milioni in meno rispetto a quanto richiesto dal governo. Gli Stati vorrebbero invece la cancellazione completa della compensazione del rincaro.

Tra le altre voci di spesa già trattate, era stata pure decisa una riduzione di 6,25 milioni per le attività di pubbliche relazioni e una di 1,7 milioni dei fondi per l'Ufficio federale di giustizia.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2025

CN: preventivo 2026, no a treni notturni per Malmö

Il credito di dieci milioni di franchi per i treni notturni internazionali, previsto in particolare per il collegamento tra Basilea e Malmö, in Svezia, va stralciato dal preventivo 2026. Lo ha deciso oggi per 99 voti a 92 (due astenuti) il Consiglio nazionale, allineandosi agli Stati.

La Camera del popolo ha ripreso e concluso stamattina i dibattiti sul budget per il prossimo anno, iniziati la settimana scorsa e proseguiti ieri pomeriggio. Il destino del treno per la città svedese - che sarebbe dovuto entrare in funzione in primavera, ma che senza il tesoretto della Confederazione non potrà circolare - era il punto più controverso del sesto e penultimo blocco di voci di spesa, che si focalizza su ambiente, energia e trasporti.

Ritenendolo troppo costoso e non redditizio, i "senatori" avevano a loro volta deciso di rinunciare all'investimento proposto dal Consiglio federale. "Non vogliamo una politica simbolica che costi al contribuente 100-200 franchi per ogni biglietto sovvenzionato", ha detto sposando tale posizione Alex Farinelli (PLR/TI). Stando al ticinese, sacrificare il credito è una "scelta di buonsenso, non di ideologia".

"È inaccettabile che gli svizzeri finanzino questa linea, il cui uso rientra nel tempo libero e non in un bisogno di mobilità. Significa buttare soldi pubblici dalla finestra", ha rincarato la dose Yvan Pahud (UDC/VD). "Malmö è la stazione finale, ma ci sono anche altre fermate intermedie come Amburgo e Copenaghen", gli ha risposto Ursula Zybach (PS/BE). "Offrire questo servizio tre volte a settimana è interessante pure per chi dal Nord Europa vuole venire in Svizzera", ha aggiunto, invano, la bernese.

I sostenitori hanno inoltre sottolineato come l'anno scorso le Camere federali, nel quadro della legge sul CO2, avessero accettato di incoraggiare il trasporto passeggeri ferroviario notturno. Il governo non intendeva originariamente accordare fondi a questo settore per il 2026, ha confermato in aula la consigliera federale Karin Keller-Sutter, ma aveva poi inserito una somma di dieci milioni proprio per venire incontro al legislativo.

Vendita biglietti già iniziata

Il convoglio notturno Basilea-Malmö sarebbe dovuto circolare a partire dal 15 aprile 2026. La partenza dalla città renana era prevista per tutto l'anno il mercoledì, il venerdì e la domenica, mentre da quella svedese il giovedì, il sabato e il lunedì.

A causa dei costi elevati, per l'introduzione e la gestione di questo collegamento è indispensabile il sostegno finanziario di Berna, avevano fatto notare le FFS a fine ottobre, presentando l'offerta. Le ferrovie federali avevano promesso rimborsi (la vendita dei biglietti è già iniziata) qualora il Parlamento avesse bloccato il budget.

Nelle intenzioni, il treno EuroNight avrebbe dovuto percorrere una distanza di oltre 1400 km dalla Svizzera fino alla Svezia, attraversando la Germania e la Danimarca. Il servizio prevedeva posti per circa 350 viaggiatori, con carrozze letto e cuccette.

Oltre 1 milione per Tox Info

I deputati hanno infine trattato il settimo e ultimo blocco, incentrato sulla sanità pubblica. In particolare, hanno scelto, per 148 voti a 46, di concedere più soldi al numero d'emergenza antiveleni Tox Info Suisse, minacciato dalla mancanza di liquidità.

Secondo il plenum, tale servizio va sostenuto con 1,1 milioni di franchi. Pure gli Stati avevano votato per stanziare maggiori fondi, limitandosi però a 800'000 franchi, da destinare anche alla prevenzione delle dipendenze.

Tox Info, raggiungibile 24 ore su 24 al numero 145, riceve ogni anno circa 40'000 telefonate, soprattutto a causa dell'ingerimento di prodotti chimici e medicamenti. Gli enti privati che lo hanno fondato si sono man mano ritirati dal loro impegno, mettendone a repentaglio l'esistenza: senza aiuti aggiuntivi, potrebbe dover cessare l'attività nel corso del 2026.

Non è possibile che sia il settore pubblico a dover subentrare, ha però dichiarato al riguardo la ministra delle finanze Keller-Sutter. La sangallese avrebbe preferito aspettare l'esito delle trattative in corso fra la Confederazione e i finanziatori per trovare una soluzione prima di sbloccare contributi supplementari, ma ha convinto solo una minoranza dell'aula.

Dibattito lungo 13 ore

Dopo oltre 13 ore di dibattiti, spalmati su tre giorni, il Nazionale ha concluso i lavori con il voto sull'insieme del progetto di preventivo, accettandolo per 109 voti a 82 (cinque astenuti). I no sono giunti principalmente dai banchi di PS e Verdi, ma anche da qualche membro del gruppo UDC.

Il dossier torna ora agli Stati per l'appianamento delle divergenze. Ad esempio, manca ancora uniformità fra i due rami in merito ai risparmi sul personale della Confederazione: il Nazionale vorrebbe concedergli lo 0,1% della compensazione del rincaro - contro lo 0,5% proposto dall'esecutivo - mentre gli Stati auspicano una cancellazione completa. Inoltre, la Camera del popolo ha deciso ieri di tagliare di 34,5 milioni i fondi per la cooperazione internazionale rispetto alla versione del governo approvata dai "senatori".

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2025

CSt: preventivo 2026, no a drastico taglio fondi ong

Le ong della Ginevra internazionale devono poter beneficiare di fondi sufficienti. Lo pensa il Consiglio degli Stati che, nell'ambito dell'esame delle divergenze sul preventivo 2026 della Confederazione, ha rifiutato oggi il drastico taglio dei finanziamenti deciso dal Nazionale lunedì.

La Camera del popolo aveva optato per decurtare di 28,2 milioni i contributi alle organizzazioni internazionali, nel quadro di una diminuzione ancora più cospicua dei fondi da destinare in generale alla cooperazione internazionale. Secondo questa versione, il budget per l'anno prossimo per le ong passerebbe da 305,6 a 277,4 milioni di franchi.

I "senatori" hanno però scelto di seguire, per 24 voti a 20, una proposta dell'ultimo minuto di Pascal Broulis (PLR/VD), secondo cui il tesoretto messo a disposizione dovrebbe essere sì inferiore a quello previsto dal governo, ma di poco (300 milioni). "Ne va della credibilità della Svizzera", ha detto il vodese, facendo notare come il taglio del 10% suggerito dal Nazionale porterebbe a delle ristrutturazioni.

Fra le organizzazioni interessate vi sono il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), il Programma alimentare mondiale e l'Unicef. Un'altra minoranza voleva mantenere l'importo stabilito dal Consiglio federale, ma il plenum ha preferito il compromesso confezionato da Broulis.

Un'altra divergenza emersa durante il primo passaggio dell'oggetto alle Camere era legata ai risparmi sul personale della Confederazione. Il Nazionale aveva deciso di concedergli solo lo 0,1% della compensazione del rincaro, invece dello 0,5% proposto dall'esecutivo, sbloccando così 6,8 milioni di franchi a questo scopo, ben 27,2 milioni in meno rispetto al governo.

Inizialmente, gli Stati volevano dal canto loro la cancellazione completa della compensazione del rincaro. Oggi però si sono tacitamente allineati alla posizione dell'altro ramo del Parlamento.

I "senatori" hanno invece optato per mettere a disposizione dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo più soldi (un milione) rispetto al Nazionale, in particolare da devolvere alle organizzazioni impegnate nella lotta alla violenza sulle donne.

Il plenum ha pure mantenuto una differenza con il Nazionale sul denaro per il numero d'emergenza antiveleni Tox Info Suisse, raggiungibile 24 ore su 24 al 145, la cui esistenza è minacciata dalla mancanza di fondi, rifiutando di spingersi fino agli 1,1 milioni supplementari chiesti ieri.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 15.12.2025

CN: preventivo 2026, un milione in più per parità donna-uomo

Il contributo federale da destinare alle organizzazioni che lottano contro la violenza sulle donne sarà aumentato di un milione di franchi. Inizialmente contrario, il Consiglio nazionale ha rivisto oggi la sua posizione, sotto la pressione popolare, nell'ambito del dibattito sul preventivo 2026. Solo l'UDC si è opposta.

I fondi stanziati per le misure relative alla parità tra donne e uomini ammonteranno pertanto complessivamente a 8,17 milioni. Il Governo proponeva 7,17 milioni, prima che gli Stati ritoccassero la somma al rialzo.

Il tema ha fatto parecchio discutere non solo nell'emiciclo, ma anche all'esterno. Basti ricordare che la settimana scorsa, dopo che il Nazionale aveva rifiutato l'aumento, davanti a Palazzo federale si erano riunite centinaia di persone. Contro la decisione è stata inoltre lanciata una petizione, firmata da quasi mezzo milione di persone.

"Dall'inizio del decennio, centinaia di donne sono morte semplicemente perché erano donne", ha affermato Cedric Wermuth (PS/AG) all'inizio del dibattito, ricordando i 27 femminicidi registrati quest'anno in Svizzera. Quella che stiamo vivendo è un'ondata di terrorismo mascolinista contro le donne della nostra società, ha aggiunto, invitando il governo ad assumersi le proprie responsabilità.

Secondo l'UDC sono invece già stati investiti soldi a sufficienza in questo ambito, tanto che negli ultimi anni il budget dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo non ha fatto altro che crescere. Il partito ritiene inoltre che il problema derivi in gran parte dalla migrazione: "Rimaniamo della nostra opinione, non ci lasciamo intimidire", ha dichiarato Lars Guggisberg (UDC/BE).

Gli altri partiti si sono schierati con la sinistra, nonostante una leggera riluttanza del Centro. Il Nazionale ha già deciso di aggiungere 1,5 milioni per una campagna di prevenzione contro la violenza sulle donne, ha per esempio ricordato Yvonne Bürgin (Centro/ZH), aggiungendo che il modo migliore per combattere il fenomeno è investire in azioni concrete.

Interpellata sulla destinazione precisa del milione aggiuntivo approvato dal parlamento, la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ha risposto che sarà impiegato in misure mirate: "Non posso dire cosa farà l'Ufficio federale per l'uguaglianza in termini di misure", ha però aggiunto.

Il plenum ha compiuto un passo avanti rispetto agli Stati anche per quanto riguarda i fondi destinati alle ong. Se in un primo tempo voleva tagliare drasticamente i finanziamenti a queste organizzazioni, alla fine ha accettato di destinare loro 300 milioni.

Il Consiglio degli Stati aveva proposto questo importo, inferiore di poco più di 5 milioni rispetto a quello proposto dal Consiglio federale, quale compromesso. Il CICR, il Programma alimentare mondiale (PAM) e l'UNICEF sono tra le 24 organizzazioni che beneficeranno di questi crediti.

Le due Camere non riescono però ancora a trovare un accordo sulla cooperazione allo sviluppo. Il Nazionale ha inoltre mantenuto il suo sostegno al numero d'emergenza antiveleni Tox Info Suisse.

Il preventivo approvato dal Consiglio nazionale prevede ora un saldo strutturale di 110,423 milioni di franchi.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.12.2025

Il Consiglio degli Stati ha deciso, affrontando il preventivo 2026 a livello di divergenze, che il numero d'emergenza antiveleni Tox Info Suisse - minacciato da una carenza di liquidità - beneficerà di 1,5 milioni di franchi. Per il resto, i "senatori" hanno mantenuto altre differenze riguardanti la cooperazione internazionale e Svizzera Turismo.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale et al Consiglio degli Stati, 19.12.2025

Approvato preventivo 2026

Le Camere federali hanno approvato oggi il preventivo 2026 della Confederazione, accettando entrambe le proposte della Conferenza di conciliazione. Esso prevede entrate complessive per circa 90,4 miliardi di franchi e spese per 91,1 miliardi.

Il Consiglio nazionale l'ha sostenuto con 127 voti a 67. Solo l'UDC si è opposta, chiedendo più austerità, alla luce della difficile situazione economica. In precedenza gli Stati lo hanno accolto all'unanimità.

Tra i crediti decisi dal legislativo, spiccano i settanta milioni supplementari per gli armamenti - ciò che porta il budget complessivo del settore a 2,7 miliardi - dieci per la sicurezza informatica e quasi due per l'Ufficio federale di polizia (Fedpol). Le due Camere hanno pure trovato un'intesa per stanziare dieci milioni a sostegno dei viticoltori e, sempre in ambito agricolo, altri dieci per il vaccino contro la febbre catarrale ovina.

Spesso è stata la sinistra a dover cedere, come sul finanziamento del collegamento ferroviario notturno Basilea-Malmö, ai quali non sono stati concessi i dieci milioni per entrare in servizio ad aprile. Lo schieramento rosso-verde l'ha però spuntata per quanto riguarda il milione supplementare per combattere la violenza contro le donne.

Inizialmente respinto dal Consiglio nazionale, è stato infine accettato di fronte all'indignazione popolare. In totale, l'importo stanziato per l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo ammonta a poco più di 18 milioni, 2,5 milioni in più rispetto a quanto previsto dal governo.

La sinistra difendeva anche la cooperazione internazionale e il sostegno alle ONG della Ginevra internazionale. In questo ambito sono stati decisi dei tagli, anche se molto inferiori a quelli previsti dal Consiglio nazionale. La dotazione per la cooperazione internazionale ammonta a poco più di 800 milioni, 16 milioni in meno rispetto a quanto inizialmente previsto, mentre quella per le ONG è di 300 milioni, ovvero 5 milioni in meno.

Il Centro e il PLR hanno svolto il ruolo di mediatori in questi dossier, e i loro compromessi hanno spesso ottenuto la maggioranza. Questa tendenza si è osservata anche nel caso del numero d'emergenza antiveleni Tox Info Suisse, il cui futuro è a rischio e per il quale alla fine sono stati stanziati 1,5 milioni.

Il Parlamento ha invece tagliato in modo significativo i fondi previsti per l'amministrazione federale, seguendo la linea intrapresa questa settimana dal Consiglio degli Stati sul pacchetto di risparmi per il periodo 2027-2029.

Infine, oggi il Parlamento ha rinunciato a tagliare sei milioni di franchi a Svizzera Turismo. Il Nazionale avrebbe voluto destinare meno fondi alla pubblicità all'estero, ma ha desistito di fronte alla volontà degli Stati di mantenerli.

Disegno 6

Vedi: 25.063 Misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2027

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