25.1000 · Interrogazione urgente · 2025-03-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera è stabilmente in testa alla classifica dei paesi più innovativi e competitivi al mondo anche grazie alle vaste possibilità di accesso e collaborazione, multilaterali, nel campo delle nuove tecnologie.
Lo scorso mese di gennaio gli USA hanno varato una stretta alle esportazioni di chip per l'intelligenza artificiale (IA), esentando soltanto alcuni (pochi) paesi, tra cui NON figura la Svizzera.
Tale limitazione dell'esportazione verso il nostro Paese di microchip prodotti negli Stati Uniti ha messo in allarme sia il settore della ricerca universitaria, sia quello delle aziende attive in quel campo, che ne fanno ampiamente capo.
Ciò premesso, si chiede al Consiglio federale:
Perché il nostro Paese non è stato incluso nella lista di quelli (assieme a Italia, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Irlanda, Finlandia e Svezia) che, in Europa, hanno ancora la possibilità di accesso illimitato?
Quale sarebbe la data di entrata in vigore di quelle restrizioni per la Svizzera?
Come verrebbero concretamente applicate quelle restrizioni nei confronti della Svizzera? Su quali prodotti? Con quali soglie? Sia nel settore pubblico (in particolare della ricerca universitaria), che in quello privato?
Cosa intende fare il Consiglio federale per far rientrare la Svizzera tra quei paesi che hanno un diritto di approvvigionamento illimitato?
È un obiettivo raggiungibile? Entro quando?
Nel caso in cui non fosse raggiunto l'obiettivo di far rientrare la Svizzera nei paesi che hanno un diritto di approvvigionamento illimitato entro la data di entrata in vigore della limitazione, quali sarebbero le conseguenze per il settore della ricerca universitaria in Svizzera? Quali per quello delle aziende attive nel campo delle nuove tecnologie in Svizzera? E quali, in generale, per l'economia svizzera?
Antrag des Bundesrates
Accogliere
Stellungnahme des Bundesrates
Una serie di destinatari (Australia, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Irlanda, Italia, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia, Taiwan) beneficiano, nell’ambito delle disposizioni statunitensi, di agevolazioni relative alla spedizione di semiconduttori avanzati alle imprese, a condizione che la sede centrale e l’eventuale società madre dell’azienda si trovino in uno di questi Paesi. A differenza di quanto comunemente si crede, in generale questi Paesi sono soggetti a tutte le altre restrizioni per le spedizioni verso gli altri Paesi del mondo. In futuro nessun Paese al di fuori degli Stati Uniti avrà accesso illimitato alle tecnologie all’avanguardia in materia di semiconduttori provenienti dagli Stati Uniti. Attualmente si sta valutando il motivo per cui le disposizioni non prevedono agevolazioni per la Svizzera.
Le disposizioni degli Stati Uniti sono già entrate in vigore il 13 gennaio 2025, sotto la precedente amministrazione Biden. Il periodo di conformità si applica dal 15 maggio 2025. Per alcuni paragrafi della disposizione, la conformità scatterà soltanto dal 15 gennaio 2026.
Le disposizioni degli Stati Uniti riguardano tutti gli utenti, sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti, compresa la ricerca universitaria. Le restrizioni si applicano ai circuiti integrati con una potenza di calcolo totale («total processing performance», TPP) di 4800 o superiore o una potenza di calcolo totale di 1600 o superiore e una densità di potenza («performance density») di 5,92 o superiore. Sono escluse dalle restrizioni le ordinazioni con volumi inferiori a 26 900 000 TPP (ca. 1700 chip Nvidia H-100). Queste quantità esentate si applicano per azienda/anno. Attualmente la nuova amministrazione statunitense sta rivedendo le disposizioni. Supponiamo che le restrizioni saranno adeguate prossimamente.
Il Consiglio federale sta valutando, in stretta collaborazione con i soggetti interessati dell’industria, della ricerca e dell’innovazione, svariate misure per agevolare l’accesso ai semiconduttori in questione.
L’argomento è attualmente allo studio. Sono previsti a breve incontri bilaterali con rappresentanti delle autorità americane per discutere di tali questioni.
Sotto la direzione della SECO, gli uffici competenti dell’Amministrazione federale si stanno coordinando in stretta collaborazione con l’Ambasciata svizzera a Washington e con le aziende, gli istituti di ricerca, le scuole universitarie e le associazioni di categoria interessate, economiche e professionali. L’obiettivo è l’azione concertata di tutte le parti in causa per comprendere appieno le conseguenze della norma per la Svizzera e far entrare quest’ultima nel gruppo di Paesi privilegiati. È bene rammentare che anche in base alle disposizioni vigenti l’approvvigionamento di circuiti integrati avanzati in Svizzera rimarrà possibile, appunto grazie alle quantità esentate disponibili di 26 900 000 TPP per azienda/anno, pari a circa 1700 chip Nvidia H-100. Questa cifra sarebbe di gran lunga superiore alla media del fabbisogno dichiarato. Pertanto, stando alle prime stime, l’impatto sulle singole aziende non dovrebbe essere eccessivo. La Svizzera, tuttavia, è uno dei principali poli economici e innovativi del mondo. È importante che le aziende e gli istituti di ricerca abbiano un accesso più libero possibile a importanti beni intermedi e di investimento come i chip. Le ripercussioni dirette sulle singole imprese dipendono invece da una serie di fattori, come le possibilità di sostituzione nelle imprese stesse o la possibilità di sfruttare le deroghe esistenti alle restrizioni statunitensi all’esportazione. La SECO è in stretto contatto con le imprese e i settori interessati per poter tenere conto delle conseguenze nel miglior modo possibile.