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Il terrorista neofascista Marco Toffaloni sarà un giorno privato della sua nazionalità ed espulso verso l'Italia?

25.1013 · Interrogazione · 2025-03-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il 28 maggio 1974, Piazza della Loggia a Brescia, Italia, è stata teatro di un terribile attentato in cui, durante una manifestazione sindacale contro il terrorismo neofascista, alcuni membri del gruppo neofascista «Ordine nuovo» hanno fatto esplodere una bomba in un contenitore della spazzatura, provocando nove morti e oltre un centinaio di feriti. Marco Toffaloni, che all’epoca aveva 16 anni, è accusato di aver far parte di questo gruppo e di aver piazzato la bomba letale. Le testimonianze, in particolare quella del pentito Gianpaolo Stimamiglio, la sua presenza attestata sul luogo dell’attentato e i suoi legami con il gruppo «Ordine nuovo» non lasciano spazio a dubbi sulla sua colpevolezza. Negli anni seguenti, Marco Toffaloni è fuggito dall'Italia e si è trasferito in Svizzera. Ha sposato una Svizzera e ne ha preso il cognome, Müller. Grazie al matrimonio, ha potuto acquisire in maniera agevolata la cittadinanza svizzera. Una volta trascorso il tempo necessario per non perdere la cittadinanza, ha divorziato. Oggi si chiama ufficialmente Marco Müller e abita nei Grigioni. Il suo processo è iniziato in Italia il 5 aprile 2023 presso il Tribunale penale dei minori di Brescia. L'accusa ha chiesto 30 anni di reclusione. L'udienza di giudizio è stata fissata per il 6 aprile 2025. Quando la sua condanna sarà passata in giudicato, le autorità svizzere non potranno estradare Marco Toffaloni in Italia a causa della sua cittadinanza svizzera. Per motivi legali, non potranno nemmeno eseguire la pena in Svizzera. In questo caso, si porrà la questione della revoca della cittadinanza svizzera per partecipazione a un reato di stampo terroristico. Non è tuttavia escluso che Marco Toffaloni abbia messo in atto una strategia diabolica per diventare prima svizzero e poi rinunciare alla cittadinanza italiana al fine di sottrarsi alla giustizia. Alla luce di questi fatti, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti: Da quanto tempo il Consiglio federale sa che il terrorista neofascista Marco Toffaloni si nasconde in Svizzera? Perché non ha adottato alcuna misura per impedirne o revocarne la naturalizzazione e procedere alla sua espulsione? Se Marco Toffaloni sarà effettivamente condannato in Italia per il reato terroristico di Brescia, al passaggio in giudicato della condanna il Consiglio federale gli revocherà la cittadinanza svizzera, come ha fatto per le persone legate allo Stato islamico? Procederà alla sua espulsione verso l'Italia? Se Marco Toffaloni, in modo machiavellico, ha rinunciato alla cittadinanza italiana per sottrarsi alla giustizia italiana, il Consiglio federale gli revocherà comunque la cittadinanza svizzera e lo espellerà verso l'Italia? In considerazione del caso di Marco Toffaloni, si può ritenere che ogni cittadino svizzero con la doppia cittadinanza condannato in via definitiva per un atto terroristico commesso all’estero sarà sistematicamente privato della cittadinanza svizzera ed espulso verso il suo Paese d’origine? Sempre in considerazione del caso di Marco Toffaloni, un cittadino straniero che, giudicato all’estero per un reato, ha acquisito la cittadinanza svizzera e rinunciato alla nazionalità del suo Paese d’origine strumentalizzando la legge sulla cittadinanza svizzera e quella del suo Paese d’origine sarà comunque privato della cittadinanza svizzera ed espulso verso il suo Paese d’origine? In caso contrario, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire presso le autorità del Paese d'origine affinché annullino la rinuncia alla cittadinanza del criminale, in modo da consentire la revoca della cittadinanza svizzera e l'espulsione?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Anzitutto va rilevato che, per motivi di protezione dei dati personali, il Consiglio federale non divulga alcuna informazione su un caso individuale. In materia di naturalizzazione svizzera, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) collabora strettamente con i vari servizi coinvolti all'interno della Confederazione, in particolare con l'Ufficio federale di polizia (fedpol) e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Inoltre, tutte le domande di naturalizzazione sono sistematicamente sottoposte al SIC. 2./3./4./5. In applicazione degli articoli 42 della legge sulla cittadinanza (LCit; RS 141.0) e 30 dell’ordinanza sulla cittadinanza (OCit; RS 141.1), la SEM può, con il consenso dell’autorità del Cantone d’origine, revocare la cittadinanza svizzera a una persona che possiede anche la cittadinanza di un altro Stato, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera. La cittadinanza svizzera può essere revocata a chiunque commetta un grave crimine nel quadro di attività terroristiche, di estremismo violento o di criminalità organizzata (art. 30 cpv. 1 lett. b OCit). In presenza di una condanna passata in giudicato in Svizzera o all’estero (art. 30 cpv. 2 OCit) la SEM esamina sistematicamente la possibilità di revocare la cittadinanza svizzera dell’interessato. In caso di revoca della cittadinanza svizzera a una persona con doppia nazionalità, fedpol esamina d’ufficio se un’espulsione ai sensi dell’articolo 68 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) può essere disposta per salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera. La cittadinanza svizzera può essere revocata soltanto alle persone con doppia nazionalità. L’espulsione ordinata da fedpol è accompagnata da un divieto d’entrare in Svizzera di durata determinata o indeterminata (art. 68 cpv. 3 LStrI). 6. Il Consiglio federale non può interferire in procedimenti giudiziari o amministrativi che rientrano nella sovranità di uno Stato estero. Inoltre, una decisione penale definitiva ed esecutiva di uno Stato estero può, a sua domanda, essere eseguita in Svizzera (art. 94 segg. della legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale; AIMP; RS 351.1).

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